24 settembre 1991: esce Nevermind. Il disco dei Nirvana che doveva vendere 250.000 copie
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24 settembre 1991: esce Nevermind. Il disco dei Nirvana che doveva vendere 250.000 copie

Kurt Cobain all'inizio del 1993, quando Nevermind aveva già cambiato la sua vita e quella di un'intera generazione.
Foto di autore sconosciuto (fotogramma da video) — dal sito Wikimedia Commons (licenza CC BY 3.0).
Alla Geffen avevano fatto i conti con prudenza. Se il nuovo disco dei Nirvana avesse venduto come Goo dei Sonic Youth, uscito un anno prima per la stessa casa, sarebbe stato un buon risultato: 250.000 copie. La previsione più ottimista parlava di un disco d'oro, mezzo milione, entro settembre del 1992.
Il 24 settembre 1991, trentacinque anni fa, Nevermind arriva nei negozi americani. I rivenditori ne ricevono 46.251 copie, altre 35.000 partono per il Regno Unito. Nella classifica di Billboard entra al numero 144. Tre mesi e mezzo dopo, sarà il disco più venduto d'America. Questa è la storia di come un album costato 65.000 dollari abbia sorpreso tutti, a cominciare da chi lo aveva fatto.
Van Nuys, primavera 1991: otto ore al giorno ai Sound City
Il produttore Butch Vig i Nirvana li conosceva già. Nell'aprile del 1990, con il vecchio batterista Chad Channing, la band aveva passato cinque giorni nei suoi Smart Studios di Madison, nel Wisconsin, per registrare dei provini. Da quelle sessioni, sul disco finito, sarebbe sopravvissuta una sola incisione: Polly.
Un anno dopo le cose sono cambiate. Dietro la batteria c'è Dave Grohl, i Nirvana hanno firmato con una major e c'è un budget di 65.000 dollari. Dal 2 al 28 maggio 1991 la band lavora ai Sound City Studios di Van Nuys, in California, otto-dieci ore al giorno. Krist Novoselic e Grohl chiudono le loro parti in fretta. Kurt Cobain ci mette di più: sovraincisioni di chitarra, voci e testi, che a volte finisce di scrivere poco prima di cantarli.
Vig ha un'idea precisa: vuole la voce di Cobain raddoppiata, per darle più corpo. Cobain non ne vuole sapere. Allora il produttore gioca d'astuzia e gli ricorda che lo faceva anche John Lennon. Funziona. Molte delle voci di Nevermind nascono da quella piccola furbizia.
La canzone registrata per rabbia
Non tutto va liscio. Durante un tentativo fallito di registrare Lithium, un Cobain esasperato dice a Vig di lasciare andare il nastro, e la band si lancia in un brano furioso e senza nome, suonato dal vivo, senza sovraincisioni. Diventerà Endless, Nameless, la traccia fantasma del disco: parte circa dieci minuti dopo la fine di Something in the Way, sullo stesso numero di traccia, e porta la durata dell'album da 42 a 59 minuti.
Solo che nelle prime copie non c'è. Per un errore, le prime tirature di cd, vinili e cassette escono senza: secondo il ricordo dell'ingegnere del mastering Howie Weinberg, le prime ventimila circa. Quando la band se ne accorge, a Weinberg arriva una telefonata pesante di Cobain, con un ordine solo: rimediare. Dalle ristampe successive, la traccia nascosta c'è.
Il missaggio: Andy Wallace, l'uomo degli Slayer
Dal 1° giugno si passa al missaggio, ma i mix di Vig non convincono né lui né la band. La casa discografica propone un elenco di nomi, tra cui Scott Litt, il produttore dei R.E.M., ed Ed Stasium. Cobain li scarta tutti e sceglie Andy Wallace, perché ha lavorato con gli Slayer: aveva coprodotto Seasons in the Abyss, uscito l'anno prima. Per un disco che doveva graffiare, sembrava una garanzia.
Wallace invece lucida. Ritocca il suono di chitarre e batteria, aggiunge campioni di cassa e rullante per far brillare il riverbero. Al momento la band approva. Poi arriva il successo, e con il successo i ripensamenti. Qualche anno dopo, al biografo Michael Azerrad, Cobain dirà di vergognarsene: Nevermind, secondo lui, somigliava più a un disco dei Mötley Crüe che a un disco punk. Vig la vede diversamente: quando lo finirono, i Nirvana quel disco lo adoravano. È che, spiegherà, non puoi andare in giro a dire che il tuo disco ti piace.
Un bambino, una piscina, un dollaro
Anche la copertina nasce da un problema di soldi. L'idea è di Cobain, colpito da un programma televisivo sui parti in acqua: un neonato che nuota sott'acqua. La foto d'archivio scelta dalla Geffen costa 7.500 dollari l'anno di diritti, troppi. Così il direttore artistico Robert Fisher manda un fotografo, Kirk Weddle, in una piscina di Pasadena.
Dalla sessione esce una manciata di scatti. La band sceglie quello di Spencer Elden, quattro mesi, figlio di un amico del fotografo: ai genitori vanno 200 dollari. L'amo con la banconota da un dollaro, davanti al bambino, sulla foto non c'era: viene aggiunto dopo. Ed è quello che la trasforma in un manifesto, un neonato già a caccia di soldi. Weddle ne è convinto: è la banconota a fare la foto. Alla Geffen, invece, preoccupa il nudo. Cobain propone al massimo un adesivo, e dal tono tutt'altro che conciliante, per chi se ne scandalizza. La copertina resta così com'è.
Il video che MTV non si aspettava
Il primo singolo, Smells Like Teen Spirit, esce il 10 settembre, due settimane prima dell'album. Nei piani della casa discografica non è quello che deve sfondare: il pezzo da classifica, per il management, è Come as You Are, mentre Teen Spirit serve a conquistare le radio alternative. Il video, girato il 17 agosto a Culver City da Samuel Bayer, una palestra di liceo, le cheerleader, un bidello che balla con la scopa, debutta il 29 settembre a 120 Minutes, la trasmissione notturna di MTV per la musica alternativa.

La Fender Mustang di Kurt Cobain esposta a Seattle, nella teca dedicata a Smells Like Teen Spirit.
Foto di Razvan Orendovici — dal sito Wikimedia Commons (licenza CC BY 2.0).
Le radio universitarie e quelle rock lo mettono in rotazione pesante. A ottobre il video entra nella Buzz Bin di MTV, poi passa di giorno, a tutte le ore. Il disco comincia a salire. A novembre la RIAA lo certifica oro e platino, un anno prima della data più ottimista della Geffen.
11 gennaio 1992: il re del pop scende dal trono
La classifica di Billboard datata 11 gennaio 1992 mette Nevermind al numero 1. Al posto di chi? Di Dangerous di Michael Jackson, uscito a fine novembre e arrivato in vetta senza fatica. Il disco costato 65.000 dollari ora vende circa 300.000 copie a settimana.
La sera stessa i Nirvana sono a New York, per la prima volta al Saturday Night Live. Suonano Smells Like Teen Spirit, con Grohl che spacca una bacchetta sul rullante, e poi Territorial Pissings, che finisce con gli strumenti a pezzi e la chitarra di Cobain piantata in un amplificatore. Ai saluti finali, davanti alle telecamere, i tre si baciano sulla bocca: una provocazione contro gli omofobi, che nelle repliche verrà tagliata.
Trentacinque anni dopo
Nel marzo del 1999 Nevermind diventa disco di diamante negli Stati Uniti, dieci milioni di copie. Nel mondo ne ha vendute oltre trenta milioni. Le 250.000 della previsione della Geffen sono diventate una nota a margine, buona da raccontare agli anniversari.
E il bello è che dentro quel disco c'era già la risposta a tutto quel clamore. In Bloom era nata ai tempi degli Smart Studios, con Channing alla batteria, ed era stata registrata di nuovo ai Sound City con Grohl. Parla di chi canta a squarciagola le canzoni senza capirne le parole. Come ha osservato Azerrad, il ritornello è così orecchiabile che milioni di persone lo hanno cantato davvero.
Il video, diretto da Kevin Kerslake e uscito come quarto singolo alla fine del 1992, trasforma i Nirvana in un complessino in giacca e cravatta di un varietà televisivo anni Sessanta, con il pubblico in delirio. Finché la band non si ritrova in abiti da donna a distruggere tutto. Nel 1993 vince l'MTV Video Music Award come miglior video alternativo.
Eccolo, il varietà in bianco e nero che finisce in macerie: In Bloom, dal canale ufficiale dei Nirvana.
Fonti: Wikipedia EN (voci Nevermind, Smells Like Teen Spirit, In Bloom, Endless, Nameless, Butch Vig); Michael Azerrad, Come as You Are: The Story of Nirvana (1993); Billboard (classifica Billboard 200 dell'11 gennaio 1992); RIAA (certificazioni); Guitar World (la scelta di Andy Wallace); LA Weekly (intervista a Kirk Weddle); Time (Spencer Elden, 2016); Ultimate Classic Rock e Louder (Saturday Night Live, 11 gennaio 1992).
Foto: Wikimedia Commons, autore sconosciuto (CC BY 3.0); Wikimedia Commons, Razvan Orendovici (CC BY 2.0).
Sotto il video ufficiale di In Bloom, sul canale NirvanaVEVO, il commento più votato cita Ritorno al futuro:
@ecmoraes86 · 4 anni fa
«I guess you guys aren't ready for that, yet. But your kids are gonna love it.»
Traduzione: «Credo che voi non siate ancora pronti per questo. Ma ai vostri figli piacerà da matti.»
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