28 settembre 1991: i Monsters of Rock di Mosca, trentacinque anni dopo. Il concerto gratis che salutò la fine dell'Unione Sovietica

28 settembre 1991: i Monsters of Rock di Mosca, trentacinque anni dopo. Il concerto gratis che salutò la fine dell'Unione Sovietica

Il retro della videocassetta VHS di «For Those About to Rock – Monsters in Moscow», con i nomi di AC/DC, Metallica, The Black Crowes e Pantera e la scritta «500,000 fans», appoggiata accanto a un vecchio monitor che mostra un chitarrista dai capelli lunghi sul palco di Tushino

Il retro della videocassetta di «For Those About to Rock – Monsters in Moscow», il film del concerto uscito nel 1992, accanto a un monitor che ne riproduce le immagini.
Foto di Kreepin Deth — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).

Il pomeriggio del 28 settembre 1991, su un vecchio campo d'aviazione alla periferia nord-occidentale di Mosca, l'aeroporto di Tushino, sale sul palco il rock occidentale più rumoroso del momento. Ci sono gli AC/DC, la band australiana dei fratelli Young, ci sono i Metallica, che a metà agosto hanno pubblicato il disco che li ha portati in cima alle classifiche di mezzo mondo, e ci sono i Pantera, i Black Crowes e un gruppo metal di casa, gli E.S.T. L'ingresso è gratis. Davanti al palco c'è una folla che nessuno riuscirà mai a contare davvero.

È il Monsters of Rock di Mosca, il più grande concerto rock nella storia dell'Unione Sovietica. E arriva in un momento in cui l'Unione Sovietica, senza saperlo, ha davanti a sé solo tre mesi di vita.

19-21 agosto 1991: i carri armati e la Casa Bianca

Per capire quel sabato bisogna tornare indietro di cinque settimane. Il 19 agosto 1991 un gruppo di dirigenti comunisti della vecchia guardia, che si fa chiamare Comitato statale per lo stato d'emergenza, tenta di prendere il potere. Il presidente sovietico Michail Gorbačëv, l'uomo delle riforme e dell'apertura all'Occidente, viene isolato nella sua residenza di vacanza di Foros, in Crimea. A Mosca entrano i carri armati.

A fermarli è Boris Eltsin, da poche settimane presidente della Repubblica russa, la più grande delle repubbliche dell'Unione. Si barrica nella Casa Bianca, il palazzo del parlamento russo sul fiume Moscova, sale su un carro armato e chiama la gente a resistere. Migliaia di moscoviti, moltissimi giovanissimi, alzano barricate intorno all'edificio e ci restano giorno e notte. Nella notte fra il 20 e il 21 agosto tre ragazzi muoiono negli scontri con i blindati. Il 21 il golpe crolla. In settantadue ore il vecchio potere sovietico ha perso tutto.

Settembre 1991: un regalo messo in piedi in tre settimane

L'idea di un concerto per celebrare quella vittoria arriva dall'America. A pagarlo è Time Warner, il colosso dei media che possiede anche la casa discografica dei Metallica. Il messaggio ufficiale è semplice: un regalo ai giovani russi che hanno difeso la libertà sulle barricate. Il giorno dopo, raccontando il concerto, l'agenzia americana Associated Press lo definirà proprio così: un dono alla gioventù russa per la sua resistenza al golpe. Sul retro della videocassetta, un anno dopo, la domanda sarà scritta in grande: «Che cosa si regala ai ragazzi di Mosca che hanno fermato il golpe?»

C'era anche dell'altro, e James Hetfield, il cantante dei Metallica, non lo ha mai nascosto. Ospite del podcast di Joe Rogan, anni dopo, l'ha detta così: «Time Warner voleva, in pratica, mettere un piede nella porta. E così si è inventata un concerto gratis.» Un mercato nuovo, enorme, appena aperto.

Dal lato russo lavorano gli organizzatori Boris Zosimov ed Eduard Ratnikov. Il governo fa la sua parte: il primo ministro Ivan Silaev firma un documento che apre la strada a visti e dogane, il vicesindaco di Mosca Jurij Lužkov concede l'aeroporto di Tushino. Secondo Ratnikov, l'intero festival viene montato in circa tre settimane. Jason Newsted, allora bassista dei Metallica, ricorda il messaggio arrivato dal rappresentante del governo: «Vogliamo il rock and roll americano.»

Un carro armato sovietico fermo su un incrocio bagnato di pioggia a Mosca, con un soldato in piedi sulla torretta, un passante che cammina a sinistra, un filobus bianco e blu sullo sfondo e i palazzi del centro sotto un cielo grigio

Un carro armato nel centro di Mosca, a due passi dalla Casa Bianca, il 20 agosto 1991, nei giorni del tentato colpo di Stato. Cinque settimane dopo, a Tushino, si suonava il rock.
Foto di Ole Husby — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0).

28 settembre 1991: il pomeriggio di Tushino

Quante persone ci fossero quel giorno, nessuno lo sa con precisione. La polizia di Mosca parlò di circa mezzo milione di persone verso sera, gli organizzatori di oltre settecentomila, e negli anni la cifra è cresciuta fino a un milione e seicentomila. Lars Ulrich, il batterista dei Metallica, ci ha scherzato sopra: «Un milione e seicentomila forse è un po' ambizioso, ma ti assicuro che c'era un sacco di gente.» Di certo, fu una delle folle più grandi mai radunate per un concerto rock.

A tenerla a bada ci sono più di diecimila fra soldati, poliziotti e guardie, con elicotteri che volano bassi sopra le teste. La tensione esplode presto. Durante il concerto dei Pantera, la band texana di Phil Anselmo, reparti in divisa cercano di disperdere le prime file a colpi di manganello. Volano bottiglie, ci sono risse, a un certo punto la musica si ferma. Alla fine della giornata i ricoverati in ospedale saranno una cinquantina. Nessun morto. Anselmo ha ricordato la Mosca di quei giorni come una città grigia, cupa, con la gente trasandata e abbattuta: «Era l'atmosfera perfetta.»

Poi succede qualcosa che i musicisti non hanno più dimenticato. Lo ha raccontato Hetfield: «Giù davanti c'erano questi ragazzi in divisa, fermi lì. E dopo tre o quattro canzoni si sono detti: "Ma sì, al diavolo". Si sono tolti la roba di dosso e si sono messi a scuotere la testa come tutti gli altri.» Soldati di leva, ragazzi della stessa età di quelli che dovevano controllare, che si levano berretti e giacche e diventano pubblico.

La sera: «Enter Sandman» e i cannoni degli AC/DC

I Metallica attaccano come ogni sera del loro tour, con il nastro di The Ecstasy of Gold, il tema di Ennio Morricone per Il buono, il brutto, il cattivo. Poi parte Enter Sandman, il singolo che ha lanciato il nuovo album, Metallica, quello che tutti chiamano il Black Album. Seguono Creeping Death, Harvester of Sorrow, Fade to Black, Sad but True, Master of Puppets, Seek & Destroy, For Whom the Bell Tolls, One, Whiplash, e nei bis Last Caress, Am I Evil? e Battery. Ulrich, al podcast di Conan O'Brien, ha definito quelle riprese «fra le immagini più surreali e straordinarie dei Metallica di sempre»: «Un incredibile miscuglio di entusiasmo, energia e caos.»

Chiudono gli AC/DC. Sedici canzoni, da Thunderstruck, il pezzo del loro ultimo album The Razors Edge, fino a For Those About to Rock (We Salute You), con le file di cannoni che sparano sul finale. In mezzo Back in Black, Hells Bells, Highway to Hell, Whole Lotta Rosie. Angus Young, il chitarrista, è vestito come sempre da scolaro, con i calzoncini corti e il berretto, e attraversa il palco saltellando su una gamba sola. Durante Moneytalks un cannone spara sulla folla banconote finte con il nome della band stampato sopra: i dollari degli AC/DC che piovono su Mosca.

Prima di salire sul palco il cantante Brian Johnson lo aveva detto all'Associated Press: «Negli anni della Guerra fredda l'opera e il balletto non sono serviti a niente. Ci vuole il rock and roll per farla finita con la Guerra fredda.» Anni dopo, in una chiacchierata con Ulrich, ha aggiunto un ricordo meno solenne: in cerca di un angolo appartato per un bisogno urgente, si era avvicinato a un monumento senza sapere che era dedicato allo Sputnik, il primo satellite della storia. Due soldati arrivarono di corsa, fucile in mano.

1992: il film e i dischi

Le telecamere di Time Warner riprendono tutto. Nel 1992 esce il film For Those About to Rock: Monsters in Moscow, diretto da Wayne Isham, regista di tanti videoclip dell'epoca: un'ora e mezza scarsa di concerto, con le immagini del pubblico, dei soldati e della città. Sulla copertina della videocassetta la cifra ufficiale è «500.000 fan».

Due pezzi degli AC/DC registrati quella sera, Whole Lotta Rosie e The Jack, finiscono sul loro disco dal vivo Live, sempre nel 1992. Per i Metallica bisogna aspettare trent'anni: il concerto completo di Tushino esce ufficialmente nel 2021, dentro il cofanetto per l'anniversario del Black Album, con il titolo Live at Tushino Airfield, Moscow, Russia – September 28th, 1991.

26 dicembre 1991: tre mesi dopo

Il 25 dicembre 1991 Gorbačëv si dimette. Il 26 dicembre l'Unione Sovietica cessa di esistere. Il concerto di Tushino non ha fatto cadere niente, naturalmente: il sistema era già crollato su se stesso. Ma è diventato la fotografia di quel passaggio. Un'intera generazione che fino a pochi anni prima ascoltava quei dischi su nastri copiati di mano in mano, e che un sabato di settembre se li trova davanti, gratis, all'aria aperta, con i soldati che smettono di fare i soldati.

Trentacinque anni dopo, di quel giorno restano un film, un disco e un pugno di numeri su cui si discute ancora. E resta la canzone con cui i Metallica aprirono la serata. La registrazione di Enter Sandman fatta a Tushino è sul canale ufficiale dei Metallica, pubblicata nel 2021 per annunciare il cofanetto. È solo audio, ma basta ascoltare il boato del pubblico nei primi secondi:

Fonti: Wikipedia EN (voci For Those About to Rock: Monsters in Moscow, Monsters of Rock, 1991 Soviet coup attempt, Tushino Airfield); Meduza, «30 years since Moscow's Monsters of Rock» (2021); Associated Press, cronaca del concerto (29 settembre 1991, via Deseret News); Grunge, «The wild concert that rocked the USSR»; interviste a James Hetfield (The Joe Rogan Experience), Lars Ulrich (Conan O'Brien Needs a Friend; Metal Wani, 2020), Jason Newsted (Talk Toomey), Phil Anselmo (Louder Noise), Brian Johnson (con Lars Ulrich, «Life on the Road»); scalette da setlist.fm e Highway to ACDC.
Foto: Wikimedia Commons, Kreepin Deth (CC BY-SA 4.0); Wikimedia Commons, Ole Husby (CC BY-SA 2.0).


Sotto l'audio di Tushino, sul canale ufficiale dei Metallica, fra i commenti più votati c'è quello di chi quel giorno era lì:

@08perez74 · 5 anni fa
«I was lucky I was there!I was 17 then, I came specially to this concert from Ukraine!Best Concert in Metallica History!»

Traduzione: «Ho avuto la fortuna di esserci! Avevo 17 anni, sono venuto apposta dall'Ucraina per questo concerto! Il miglior concerto della storia dei Metallica!»

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