Layne Staley Day: il 22 agosto che Seattle ha deciso di non lasciar passare
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Ci sono due date, nella storia di Layne Staley, e quasi tutti ne ricordano una sola.
Quella che si ricorda è il 5 aprile 2002. Quella che Seattle ha deciso di tenersi è l'altra: il 22 agosto.
Nel 2019, la sindaca Jenny Durkan ha firmato una proclamazione ufficiale della città di Seattle: il 22 agosto è «Layne Staley Day». Non un anniversario di una morte, non una targa su un muro: un compleanno messo sul calendario del comune. Non capita a molti cantanti. Non capita quasi a nessuno.
Il ragazzo di Bellevue
Layne Thomas Staley nasce il 22 agosto 1967 a Bellevue, nello stato di Washington, dall'altra parte del lago rispetto a Seattle. A dodici anni comincia con la batteria. Poi capisce che quello che ha davvero non sono le mani: è la voce.
Passa dalle band glam locali, incontra Jerry Cantrell — i due, per un periodo, vivono nella stessa sala prove — e insieme mettono in piedi gli Alice in Chains. Quello che tirano fuori non somiglia a niente di quello che c'era prima a Seattle.
Perché il segreto degli Alice in Chains non è il riff, per quanto Cantrell sappia scriverne. È l'incastro fra le due voci: Layne davanti, Jerry sotto, mezzo tono di distanza. Non fanno armonia nel senso classico del termine. Fanno attrito. Due voci che si sfregano l'una contro l'altra e producono quel suono acido, ondulato, che a metà anni Novanta chiunque riconosceva dopo due secondi di radio.

Quattro accordi e due strofe
Dopo Facelift e Dirt, dopo i Mad Season — il gruppo nato in una comunità di recupero, con Mike McCready e Barrett Martin — arriva la sera che, a distanza di trent'anni, resta la più vista di tutte.
MTV Unplugged, 10 aprile 1996. Layne entra, si siede, avvicina la sedia al microfono, e attacca Nutshell. Occhiali scuri, capelli arancioni, la giacca di pelle. Quattro accordi — Em7, G, D, Cadd9 — e due strofe in tutto. Non serve altro.
È uno dei pochissimi casi in cui una canzone corta e semplice diventa la cosa più pesante del repertorio. E quella sera, davanti alle telecamere, la voce c'è tutta: precisa, controllata, ferma. Sarà una delle sue ultime apparizioni pubbliche.
Perché il 22 agosto, e non l'altra data
Quando i genitori di Layne hanno aperto, nel 2002, il Layne Staley Memorial Fund, non l'hanno pensato come un monumento. L'hanno pensato come uno sportello: soldi per le cure, per l'informazione, per chi a Seattle combatte contro le dipendenze e non ha modo di pagarsi il percorso. Funziona ancora.
Ed è esattamente lo stesso ragionamento che sta dietro alla scelta della data. Il 5 aprile racconta come è finita. Il 22 agosto racconta che era cominciata — e che in mezzo, fra le due date, c'è una voce che nessuno ha più saputo rifare.
Sotto ai video di Nutshell, su YouTube, i commenti più votati non parlano quasi mai di musica. Parlano di gente che ce l'ha fatta, e che quella canzone se l'è portata dietro per uscirne. È la ragione per cui il fondo esiste, ed è il motivo per cui, oggi, una città intera festeggia un compleanno.
💬 Commento top (YouTube)
“8 years clean as of yesterday. I made it.”
— @DanielDanger420 · 6 anni fa
Traduzione: «Da ieri sono otto anni che sono pulito. Ce l'ho fatta.»
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