30 luglio 1958: nasce Kate Bush, lo stesso giorno di Emily Brontë
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Il 30 luglio 1818, in un presbiterio dello Yorkshire, nasce Emily Brontë. Centoquarant'anni dopo, il 30 luglio 1958, in una clinica di Bexleyheath nel Kent, nasce Catherine Bush.
Nel 1977 quella ragazza scriverà una canzone sull'unico romanzo che Emily Brontë abbia mai pubblicato, la canterà in falsetto dalla parte del fantasma di Cathy, e la porterà al numero uno in Gran Bretagna. Scoprirà solo dopo di essere nata nel suo stesso giorno.
Non c'è niente da spiegare. È semplicemente successo così.
La fattoria di East Wickham
Kate cresce in una casa colonica del Seicento alla periferia di Londra, terza figlia di un medico che suonava il pianoforte e di un'irlandese che da ragazza ballava le danze tradizionali. In casa c'erano un organo a mantice, un violino, un harmonium e due fratelli maggiori già dentro la scena folk londinese: Paddy, che costruiva strumenti a mano, e John, poeta e fotografo.
A undici anni Kate si siede al pianoforte e comincia a scrivere. Non canzoni per la scuola: canzoni intere, con parole strane e accordi che nessuno le aveva insegnato. A sedici ne aveva già più di cento.
Il nastro che finì a David Gilmour
Un amico di famiglia fa ascoltare quei demo casalinghi a David Gilmour. Il chitarrista dei Pink Floyd capisce che il materiale c'è ma che la registrazione uccide tutto, e nel 1975 paga di tasca sua una sessione professionale con un arrangiatore vero. Con quel nastro la EMI firma una sedicenne.
E poi non fa uscire niente. Per due anni la casa discografica la lascia crescere: Kate studia danza con Lindsay Kemp, lo stesso maestro di Bowie, e mimo, e continua a scrivere. È forse la cosa più intelligente che un'etichetta abbia mai fatto con un'artista giovane.
Diciannove anni, un fantasma, un numero uno
La EMI voleva James and the Cold Gun come primo singolo. Lei impose Wuthering Heights, scritta in una notte dopo aver visto in televisione il finale di un adattamento del romanzo. Vinse la discussione.
Il brano esce nel gennaio 1978 e a marzo è al numero uno, dove resta quattro settimane. Non era mai accaduto: nessuna donna aveva mai portato in vetta alla classifica britannica una canzone scritta e cantata da sé. Aveva diciannove anni, un vestito rosso e una voce che a molti sembrava un errore di stampa.
Il corpo come strumento
Nel 1979 porta in scena il Tour of Life: ventiquattro cambi d'abito, mimo, poesia, illusionismo. Per poter ballare e cantare insieme fa costruire un archetto che tiene il microfono davanti alla bocca, agganciato a una fascia sui capelli. Oggi lo indossa chiunque salga su un palco; allora non esisteva, e lo inventò lei perché le serviva.
Quel tour fu anche l'ultimo. Dopo trentacinque anni di silenzio dal vivo, nel 2014 tornerà all'Hammersmith Apollo per ventidue sere di fila: Before the Dawn, biglietti esauriti in un quarto d'ora.
Lo studio in fondo al giardino
Dal 1980 Kate Bush produce da sola i propri dischi — di nuovo, prima donna a farlo in Gran Bretagna con quel peso commerciale. Nel 1985 costruisce uno studio a quarantotto piste dietro casa dei genitori e ci registra Hounds of Love: da un lato le canzoni, dall'altro The Ninth Wave, una suite su una donna che galleggia di notte in mare aperto.
Dentro c'è anche Cloudbusting, ispirata al libro in cui Peter Reich racconta il padre Wilhelm, lo scienziato eretico che diceva di saper far piovere. Nel video, il padre è Donald Sutherland, che accettò la parte gratis perché non aveva il permesso di lavoro nel Regno Unito.
Trentasette anni dopo
Nel giugno 2022 Running Up That Hill, uscita nel 1985, arriva al numero uno in Gran Bretagna dopo essere finita in una serie televisiva. Kate Bush aveva sessantatré anni e non pubblicava un disco nuovo da undici. Una generazione che non era nata l'ha scoperta tutta insieme, e ha capito subito.
🎧 Ascolta
Kate Bush – Cloudbusting
«This is what happens when one creates music, not just for attention and spotlights, but in the name of art itself. It becomes timeless and always present.»
@millennialchicken · 3.345 like
Traduzione: «Ecco cosa succede quando si fa musica non per l'attenzione e i riflettori, ma in nome dell'arte: diventa senza tempo, e resta sempre presente.»
Storie Rock – Artisti, Dischi, Ricordi 🎸
Ogni giorno un racconto che merita di essere ascoltato.