Una chitarra da 130 dollari: Eddie Van Halen e la Frankenstrat, 6 ottobre 2020
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Una chitarra da 130 dollari: Eddie Van Halen e la Frankenstrat

Eddie Van Halen al New Haven Coliseum nel 1978, l'anno del primo album: la chitarra bianca a strisce nere è quella che si è costruito da solo.
Foto di Carl Lender · dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).
Il 6 ottobre 2020, al Saint John's Health Center di Santa Monica, muore a sessantacinque anni Eddie Van Halen. Lo annuncia il figlio Wolfgang, con poche righe. Combatteva da anni contro un tumore.
Di lui si ricorda quasi sempre la velocità delle mani. Ma la sua storia comincia con un cacciavite: prima di cambiare il modo di suonare la chitarra elettrica, Eddie Van Halen si è costruito la chitarra. L'ha fatto con pezzi di scarto, per 130 dollari. Questa è la storia di quello strumento.
Il suono che non era in vendita
Edward Van Halen nasce ad Amsterdam il 26 gennaio 1955 e nel 1962 arriva con la famiglia a Pasadena, in California. A metà degli anni Settanta suona nei locali di Los Angeles con il fratello Alex alla batteria, in una band che porta il loro cognome: i Van Halen.
Ha un problema da chitarrista. Le due chitarre più famose del rock sono la Gibson e la Fender Stratocaster, e a lui servono tutte e due insieme. Della Gibson vuole il suono, grosso e pieno. Della Stratocaster vuole la forma leggera e soprattutto la leva del tremolo, quella che fa salire e scendere le note. Una chitarra così nel 1977 non la vende nessuno.
Cinquanta dollari di corpo, ottanta di manico
Allora se la fa. All'inizio del 1977 compra da Wayne Charvel, un artigiano californiano che ripara e vende pezzi di chitarra, un corpo di frassino: è uno scarto di fabbrica, con un difetto nel legno, e costa 50 dollari. Qualche mese dopo aggiunge un manico d'acero da 80 dollari. Totale: 130.
Poi prende il microfono di una sua Gibson, cioè il pezzo che sotto le corde ne raccoglie il suono, e lo trapianta nel corpo della Stratocaster, scavando il legno a mano per farcelo entrare. Per evitare che fischi ad alto volume lo immerge nella paraffina fusa. Di manopole ne lascia una sola, quella del volume.
Resta da verniciarla. La dipinge di nero, ci incolla sopra strisce di nastro adesivo messe a caso, la ridipinge di bianco e toglie il nastro: escono le strisce nere su fondo bianco. È la chitarra che si vede nelle foto del primo album, Van Halen, uscito nel febbraio 1978.

Eddie Van Halen durante «Eruption» nel tour del 2007, quello in cui al basso debutta il figlio Wolfgang, sedici anni.
Foto di Anirudh Koul · dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).
Un minuto e quarantadue
Su quel disco c'è un brano strumentale che si intitola «Eruption». Dura un minuto e quarantadue secondi ed è una chitarra sola. A metà Eddie fa una cosa che il grande pubblico non ha mai sentito: batte le dita della mano destra direttamente sulla tastiera, insieme a quelle della sinistra, e le note escono a cascata. Si chiama tapping. Non l'ha inventato lui, ma dopo quel minuto e quarantadue lo vogliono imparare tutti.
La chitarra intanto continua a cambiare. Nel 1979 Eddie aggiunge altro nastro e una mano di rosso: è vernice per biciclette. Nasce la versione che conoscono tutti, rossa a strisce bianche e nere. Sotto il ponte avvita una moneta da un quarto di dollaro del 1971, per tenerlo fermo. Sul retro attacca dei catarifrangenti da camion, che dal palco rimandano le luci in faccia al pubblico.
Quando le copie cominciano a spuntare nei negozi, monta un secondo microfono e un selettore che non sono collegati a niente: servono solo a confondere chi prova a rifarla. I fan la battezzano Frankenstrat, metà Frankenstein e metà Stratocaster.
Dal garage al museo
Con quella chitarra, o con le sue sorelle, arrivano «Ain't Talkin' 'bout Love», «Unchained», «Panama» e «Hot for Teacher». Nel 1982 Eddie suona l'assolo di «Beat It» di Michael Jackson, e non si fa pagare. Nel 1984 «Jump» porta i Van Halen al Nr.1 in America.
Nel 2007 ne vengono costruite trecento copie identiche, graffi e bruciature di sigaretta compresi: costano 25.000 dollari l'una. Una replica entra nelle collezioni dello Smithsonian, il museo nazionale di storia americana di Washington. Nel 2019 l'originale viene esposta al Metropolitan Museum di New York, in una mostra sugli strumenti che hanno fatto il rock.
Un corpo di scarto da 50 dollari, finito in una teca del Metropolitan.

Eddie Van Halen a Saint Paul, in Minnesota, il 19 maggio 2012, davanti agli amplificatori con il suo marchio: è il tour di A Different Kind of Truth, l'ultimo album.
Foto di Joe Bielawa · dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).
6 ottobre 2020
Eddie Van Halen non ha mai imparato a leggere la musica. Da bambino studia pianoforte e vince i concorsi suonando a orecchio, guardando le mani dell'insegnante. Per tutta la vita smonta, salda e modifica quello che suona; a suo nome ci sono anche tre brevetti.
Si ammala una prima volta nel 2000, di un tumore alla lingua. Negli ultimi anni la malattia torna, alla gola. Il 6 ottobre 2020 accanto a lui ci sono la moglie Janie, il fratello Alex e il figlio Wolfgang, che dal 2007 suona il basso nei Van Halen e che quel giorno dà la notizia.
I Van Halen finiscono lì. La chitarra a strisce, invece, la riconosce anche chi non ha mai ascoltato un loro disco.
🎧 Il brano del giorno
Van Halen – Runnin' with the Devil
È il brano che apre il primo album, e questo è il video girato nel 1978. Guardate la chitarra: è lei, ancora bianca e nera, un anno prima del rosso. E guardate la faccia di chi la suona: sorride quasi sempre.
Fonti: Wikipedia EN (voci Eddie Van Halen e Frankenstrat), da cui vengono i prezzi dei pezzi, le date delle verniciature e i dettagli della moneta e dei catarifrangenti.
Sotto il video ufficiale di «Runnin' with the Devil», fra i commenti più votati ce n'è uno che nota una cosa che oggi fa sorridere:
@hobahtac · 10 anni fa
«I love how Eddie gets like 15% of the camera shots and they don't even pan on him during his solo - they had no idea»
Traduzione: «Adoro il fatto che a Eddie tocchi tipo il 15% delle inquadrature e che non lo riprendano nemmeno durante l'assolo: non avevano idea.»
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