23 settembre 1949: nasce Bruce Springsteen. Il Boss e i suoi compleanni, sempre su un palco

23 settembre 1949: nasce Bruce Springsteen. Il Boss e i suoi compleanni, sempre su un palco

Bruce Springsteen sul palco in bianco e nero, pugno alzato verso il cielo, mentre canta al microfono con la Telecaster al collo

Bruce Springsteen sul palco del Born in the U.S.A. Tour, 1985: l'anno del compleanno al gelo di Denver.
Foto di Rocky Widner — dal sito Wikimedia Commons (pubblico dominio).

C'è chi il compleanno lo festeggia a tavola, con la famiglia e le candeline.

Bruce Springsteen, più di una volta, lo ha passato davanti a decine di migliaia di persone, con una chitarra al collo e una torta che arrivava sul palco a metà concerto. Nato il 23 settembre 1949 a Long Branch, New Jersey, oggi compie settantasette anni. E da qualche tempo il suo compleanno è anche una ricorrenza ufficiale: il 15 aprile 2023 il governatore del New Jersey Phil Murphy ha proclamato il 23 settembre «Bruce Springsteen Day», per aver dato allo Stato la colonna sonora dei suoi «glory days». Ma la storia più bella di questa data non sta nei proclami. Sta nelle scalette.

Ann Arbor, 1975: ventisei anni e un medley nuovo

Il 23 settembre 1975 Springsteen compie ventisei anni sul palco dell'Hill Auditorium di Ann Arbor, in Michigan. Born to Run è nei negozi da meno di un mese e il tour che lo accompagna sta trasformando un ragazzo del Jersey Shore in un caso nazionale. Quella sera apre da solo, voce, pianoforte e armonica, con Thunder Road. Poi entra la E Street Band e parte Tenth Avenue Freeze-Out.

Sono ventun brani, e gli archivi dei fan la ricordano come una delle serate migliori di quel giro. Nei bis compare, in una delle sue prime esecuzioni, il Detroit Medley: il pot-pourri costruito sui cavalli di battaglia di Mitch Ryder and the Detroit Wheels, che diventerà un appuntamento fisso dei suoi concerti. Debutta, non per caso, a una sessantina di chilometri da Detroit. Poi Quarter to Three, Carol e Twist and Shout. Il Michigan Daily scrive che quella sera è un altro passo verso il giorno in cui il nome di Springsteen sarà noto in ogni casa. Detto fatto: il 27 ottobre il suo volto è contemporaneamente sulla copertina di Time e di Newsweek.

Denver, 1985: trentasei anni con i guanti

Dieci anni dopo, quel nome lo conoscono davvero tutti. Il 23 settembre 1985 il Born in the U.S.A. Tour arriva al Mile High Stadium di Denver, la casa dei Broncos. Le date in Colorado erano nate storte: l'università aveva negato il Folsom Field di Boulder per non togliere il campo agli allenamenti della squadra di football, e i concerti erano finiti in città. La sera del compleanno il termometro precipita verso lo zero. La gente sta rannicchiata sotto coperte e cappotti pesanti, e applaude con i guanti: gli applausi arrivano ovattati, come da dietro una porta.

Sul palco arriva una torta. Presentando Glory Days, Springsteen scherza sull'età — trentasei anni, dice, cominciano a essere tanti — e ringrazia il pubblico di passare il compleanno con lui. Durante My Hometown chiede di sostenere i banchi alimentari della regione. L'ultimo brano è Travelin' Band dei Creedence: il modo più giusto di salutare, per uno che il compleanno lo passa in viaggio.

Oakland, 1988: gli auguri di Peter Gabriel e Joan Baez

Il 23 settembre 1988 il palco è quello dell'Oakland–Alameda County Coliseum, e non è un concerto come gli altri. È una tappa di Human Rights Now!, il giro del mondo organizzato da Amnesty International per i quarant'anni della Dichiarazione universale dei diritti umani: venti concerti in sei settimane, su sei continenti, con Springsteen e la E Street Band, Sting, Peter Gabriel, Tracy Chapman e Youssou N'Dour. Lo scopo non è raccogliere fondi, ma far conoscere quella Dichiarazione. A Oakland ci sono 58.500 persone.

Prima che Bruce salga sul palco, è Peter Gabriel a far cantare allo stadio «Happy Birthday». Poi tocca a Joan Baez, ospite della serata: fa intonare di nuovo gli auguri e chiama il festeggiato accanto a sé per Blowin' in the Wind di Bob Dylan, la prima volta che Springsteen la canta negli Stati Uniti. Nel suo set ci sono l'unica Tunnel of Love dell'intero giro e, da solo con chitarra acustica e armonica, I Ain't Got No Home di Woody Guthrie. Dietro le quinte, a sorpresa, si presenta Roy Orbison, arrivato in aereo per l'occasione: qualche mese prima era stato Bruce a fare la stessa sorpresa a lui. Il 6 dicembre di quell'anno Orbison se ne andrà.

Bruce Springsteen in gilet nero suona la Telecaster sul palco all'aperto, in bianco e nero

Bruce Springsteen in concerto a Berlino Est il 19 luglio 1988, due mesi prima del compleanno di Oakland.
Foto di Thomas Uhlemann, Bundesarchiv — dal sito Wikimedia Commons (licenza CC BY-SA 3.0 DE).

Filadelfia, 1999: cinquanta candeline con un giorno di ritardo

Per i cinquant'anni la festa slitta di ventiquattr'ore. Il concerto al First Union Spectrum di Filadelfia era in programma il 16 settembre 1999, ma l'uragano Floyd costringe a rinviarlo al 24: il giorno dopo il compleanno. È il Reunion Tour, la tournée che ha rimesso insieme la E Street Band, e Springsteen apre con una registrazione: una voce di donna che gli canta The Big 50. Poi ringrazia la città che lo ha amato prima di tante altre, cita W. C. Fields — tutto sommato, preferirebbe essere a Filadelfia — e attacca Growin' Up, la canzone di un ragazzo che non vuole crescere. A cinquant'anni.

East Rutherford, 2012: l'ora di mezzanotte

La festa più teatrale è quella del 22 settembre 2012 al MetLife Stadium, terza sera di fila nel New Jersey. Un temporale fa slittare l'inizio di due ore e Springsteen sale sul palco alle dieci e mezza, commentando di aver appena invitato 55.000 persone alla sua festa di compleanno. Quando l'orologio passa la mezzanotte e il calendario segna il 23, la band attacca In the Midnight Hour di Wilson Pickett, che non suonava dal 31 dicembre 1980. Arrivano la torta e lo stadio che canta gli auguri; in scaletta c'è anche, con un certo senso dell'umorismo, Who'll Stop the Rain dei Creedence. Trentaquattro brani, e si chiude verso le due di notte. Quel concerto oggi è pubblicato negli archivi ufficiali.

Un altro palco, e un compleanno a casa

Il 23 settembre 2016 il palco è un altro: quello dell'Ed Sullivan Theater di New York. Quel giorno esce Chapter and Verse, diciotto brani scelti da lui come colonna sonora dell'autobiografia Born to Run, in libreria quattro giorni dopo: cinque inediti, a partire da un nastro dei Castiles del 1966. La sera va in onda il Late Show di Stephen Colbert, registrato il giorno prima: Springsteen parla del padre, della depressione, dei concerti da quattro ore, e stila la sua classifica personale. In regalo, Colbert gli consegna la pianta originale del teatro, incorniciata.

Il 23 settembre 2023, il primo Bruce Springsteen Day, il palco invece resta vuoto: il 6 settembre il tour era stato fermato da un'ulcera peptica, e i concerti di quel mese rinviati all'anno dopo. Il festeggiato è a casa a curarsi. Nella primavera del 2024 è tornato in scena, con la E Street Band, come se niente fosse.

Settantasette anni oggi. Per uno che ha spento le candeline al gelo di Denver, sotto la pioggia del New Jersey e con Joan Baez al fianco, il regalo più gradito resta sempre lo stesso: una scaletta lunga e uno stadio che canta con lui.

Ecco com'era la E Street Band in quell'autunno del 1975: Tenth Avenue Freeze-Out, il secondo brano di Ann Arbor, ripresa all'Hammersmith Odeon di Londra meno di due mesi dopo.

Fonti: brucespringsteen.net (archivio concerti e comunicato del 6 settembre 2023); Wikipedia EN (voci Bruce Springsteen, Born to Run tours, Born in the U.S.A. Tour, Human Rights Now!, Bruce Springsteen and the E Street Band Reunion Tour, Wrecking Ball World Tour, Chapter and Verse); Brucebase (schede dei concerti del 23/9/1975, 23/9/1985, 23/9/1988); setlist.fm; Office of the Governor of New Jersey (proclamazione del 15 aprile 2023); NJArts.net e JamBase (MetLife Stadium, 22 settembre 2012); Billboard (Late Show, settembre 2016).
Foto: Wikimedia Commons, Rocky Widner (pubblico dominio); Wikimedia Commons, Bundesarchiv, Bild 183-1988-0719-38, Thomas Uhlemann (CC BY-SA 3.0 DE).


Sotto il video di Tenth Avenue Freeze-Out all'Hammersmith Odeon, sul canale ufficiale di Bruce Springsteen, uno dei commenti più votati dice così:

@Mulavi · 5 anni fa
«As a teenager in the late 1970s, I didn't doodle in my notebooks in class. Instead, I wrote the lyrics for all of Springsteen's songs over and over. I saw him in Pittsburgh on December 27 1978. Greatest show ever.»

Traduzione: «Da ragazzo, alla fine degli anni Settanta, in classe non scarabocchiavo sui quaderni. Ci ricopiavo i testi di tutte le canzoni di Springsteen, ancora e ancora. L'ho visto a Pittsburgh il 27 dicembre 1978. Il concerto più bello di sempre.»

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