7 agosto 1958: Bruce Dickinson, l'uomo che pilota l'aereo della sua band
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C'è una domanda che a Bruce Dickinson hanno fatto un milione di volte, e che lui trova sempre un po' stupida: come fa a fare tutte quelle cose? Cantare in una delle band più grosse del pianeta, pilotare l'aereo che la porta in giro, tirare di scherma a livello nazionale, scrivere romanzi, produrre birra. La sua risposta, nelle interviste, è sempre la stessa: non capisce perché gli altri ne facciano una sola.
Nasce il 7 agosto 1958 a Worksop, nel Nottinghamshire, in una zona di miniere di carbone. I genitori sono giovanissimi — la madre ha diciassette anni — e lo lasciano ai nonni, che lo crescono in una casa senza bagno interno. Il nonno faceva il minatore. Da lì a un aereo intercontinentale con il proprio nome sulla fusoliera passeranno cinquant'anni esatti.
La sirena antiaerea
Nel 1981 gli Iron Maiden hanno già due dischi, un pubblico e un problema: il cantante, Paul Di'Anno, non regge il ritmo. Steve Harris cerca qualcuno che sappia cantare davvero, non solo urlare bene. Lo trova in un ragazzo che sta nei Samson e che sul palco si fa chiamare Bruce Bruce.
Il primo disco insieme è The Number of the Beast, 1982. Da quel momento il metal britannico smette di essere una faccenda da club di periferia e diventa una cosa da palazzetti pieni. Il motivo tecnico ha un nome: Dickinson canta da tenore, con una proiezione quasi operistica, e la sua voce arriva in fondo a un'arena senza perdere per strada nemmeno una parola. Gli mettono addosso il soprannome che si porta ancora oggi: Air Raid Siren, sirena antiaerea.
Ma la cosa che raccontano tutti quelli che l'hanno visto suonare è un'altra: non sta fermo un secondo. Corre, salta, si arrampica sulle scenografie. In Aces High — la canzone sulla battaglia d'Inghilterra che apre Powerslave — arrivava sul palco dentro uno Spitfire a grandezza naturale. Era il 1984, e nessuno aveva ancora idea che quel gioco sarebbe diventato la sua vita vera.

Le altre vite
Nel 1993 lascia gli Iron Maiden. Non litiga: se ne va perché vuole fare altro, e in sei anni di assenza fa tutto quello che gli era rimasto in sospeso.
La scherma. Aveva cominciato all'università e ci era tornato sopra sul serio: arriva al settimo posto nel ranking britannico di fioretto. Non un hobby da rockstar — un piazzamento vero, contro atleti che facevano solo quello.
Il volo. Prende il brevetto e comincia a volare per davvero, prima come pilota commerciale su Boeing 757 per la Astraeus, poi con un'idea che nessuno prima aveva mai avuto: se il pilota della band è il cantante della band, il tour costa meno e va dove vuole lui. Nasce l'Ed Force One, il jet degli Iron Maiden dipinto con Eddie sulla coda. Nel 2016 Dickinson ha portato personalmente un Boeing 747 con dentro band, crew e strumenti in giro per sei continenti. Il suo motto — quello che ha fatto scrivere sulla fusoliera — è Fly to live: vola per vivere, non il contrario.
Il resto. Due romanzi, una sceneggiatura, un programma alla BBC, una compagnia aerea, un birrificio con la sua faccia sull'etichetta, e cinque album solisti — fra cui The Chemical Wedding, che parecchi considerano il miglior disco heavy metal degli anni Novanta.
Il 2015
Torna negli Iron Maiden nel 1999 e non se ne va più. Poi, alla fine del 2014, un nodulo sulla lingua che sembra niente. È un tumore. Sette settimane di radioterapia e chemio, in un punto del corpo che per un cantante è l'unico strumento che ha.
A maggio 2015 i medici lo dichiarano libero. Lui non solo torna a cantare: la band pubblica The Book of Souls, un doppio album, e parte per il tour più lungo della sua storia. Con lui ai comandi dell'aereo.
Oggi Bruce Dickinson compie sessantotto anni. Il nipote del minatore di Worksop è ancora là, ogni sera, che corre da una parte all'altra di un palco e canta una canzone sui piloti della RAF con la voce intatta.
Non ha mai fatto una cosa sola alla volta. Non ha mai capito perché avrebbe dovuto.
@treyichabod5840 · 5 anni fa
«Word of advice, my friends: Never listen to this song while driving! You'll imagine you're in the cockpit of a Spitfire and get a speeding ticket.»
Traduzione: «Un consiglio, amici miei: non ascoltate mai questa canzone mentre guidate! Vi immaginerete nell'abitacolo di uno Spitfire e vi beccherete una multa per eccesso di velocità.»
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