«Volevano portare un uomo alla Casa Bianca»: Blackie Lawless riapre il caso PMRC
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«Volevano portare un uomo alla Casa Bianca»: Blackie Lawless riapre il caso PMRC
Blackie Lawless sul palco con i W.A.S.P.
Foto di proprietà di HeavyMezza89 — dal sito Wikimedia Commons (pubblico dominio).
Quarant'anni dopo, Blackie Lawless ha una sua versione dei fatti, e non è quella che si legge di solito. In una nuova intervista a Rock At Night, ripresa da Blabbermouth, il fondatore dei W.A.S.P. sostiene che il PMRC non stesse combattendo una battaglia morale: stesse costruendo una campagna elettorale.
«Volevano solo portare un uomo alla Casa Bianca. Non si trattava di censurare i dischi», dice. Il Parents Music Resource Center era nato nel 1985 da un gruppo di mogli di politici di Washington, la più nota delle quali era Tipper Gore, moglie dell'allora senatore Al Gore. Lawless racconta che a innescare tutto fu il figlio di lei, sorpreso ad ascoltare proprio i W.A.S.P.
La macchina, in ogni caso, si mise in moto: il PMRC compilò i celebri Filthy Fifteen, quindici canzoni messe all'indice, e i W.A.S.P. ci finirono con Animal (Fuck Like a Beast) in compagnia di AC/DC, Judas Priest, Mötley Crüe, Prince e Madonna. Il 19 settembre 1985 il Senato aprì le udienze passate alla storia soprattutto per la difesa del rock affidata a un terzetto improbabile: Dee Snider, Frank Zappa e John Denver. A novembre la RIAA accettò il compromesso: l'adesivo Parental Advisory: Explicit Lyrics.
Sul bilancio finale Lawless è tranchant: «alla fine si è parlato molto più di quanto si sia fatto». È la lettura di chi quell'adesivo l'ha visto trasformarsi, negli anni, da marchio d'infamia in argomento di vendita. Un bollino nero che doveva tenere i ragazzi lontani dagli scaffali, e che finì per indicare loro esattamente dove guardare.
Fonti: Rock At Night, via Blabbermouth (30 agosto 2026).
Foto: di proprietà di HeavyMezza89 — dal sito Wikimedia Commons.
