Terry Bozzio dietro i tamburi dei Beat: il batterista di Zappa per l'ultimo giro americano
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Da «sei sicuro che ce la posso fare?» a King Crimson: mezzo secolo dopo
I Beat sono la creatura che nel 2024 ha rimesso in circolo il King Crimson degli anni Ottanta, quello di Discipline e Beat: Adrian Belew e Tony Levin, che quei dischi li incisero davvero, più Steve Vai alla chitarra e Danny Carey dei Tool alla batteria. Per il giro autunnale, però, Carey non c'è: i suoi impegni con i Tool non glielo permettono, e la band ha tenuto a precisare che resta «parte importante della famiglia Beat».
Al suo posto arriva un nome che più pesante non si può: Terry Bozzio. Quaranta date nordamericane, dal 9 ottobre a Santa Cruz al 3 dicembre a Riverside, annunciate come l'ultimo giro del gruppo da quelle parti, con l'aggiunta in scaletta di materiale dei King Crimson anni Novanta.
La scelta ha una sua logica ferrea. Bozzio è l'uomo che nel 1975 entrò nella band di Frank Zappa e si prese sulle spalle The Black Page, cioè il pezzo che i batteristi usano ancora oggi come esame di maturità. E anche Belew, prima dei Crimson, era passato dalla scuola di Zappa: due allievi dello stesso maestro che si ritrovano sullo stesso palco quarant'anni dopo.
In una lunga intervista a Louder, Bozzio ha raccontato proprio quel passaggio. Prima di accettare, chiese a Zappa: «sei sicuro che ce la posso fare?». Zappa gli rispose che con il lavoro duro ce l'avrebbe fatta. E quando fu ora di andarsene, fu ancora Zappa a spingerlo fuori dal nido: «credo sia il momento che tu vada a fare le tue cose». Bozzio lo descrive «come un buon padre», uno capace di tagliare corto su tutto e arrivare dritto al cuore della questione.
Nella stessa chiacchierata cita fra le esperienze più belle della sua vita il progetto del 2010 con Allan Holdsworth, lo stesso Tony Levin e Pat Mastelotto dei King Crimson. Il cerchio, insomma, era già mezzo chiuso da un pezzo: mancava solo qualcuno che accendesse le luci.