Quarantatré canzoni in un anno, poi i dispetti: Anika Nilles si è presa i Rush
Condividi
Quarantatré canzoni imparate in un anno, e adesso si diverte: Anika Nilles si è presa i Rush
Anika Nilles a un drum clinic.
Foto di proprietà di ContextCreator — dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).
Sedersi dietro ai tamburi dei Rush non è un ingaggio: è un esame che non finisce mai. Quel posto è rimasto vuoto da quando Neil Peart se n'è andato, il 7 gennaio 2020, e nessuno che conosca questa band lo considerava rimpiazzabile. La tedesca Anika Nilles, chiamata da Geddy Lee e Alex Lifeson per il tour della reunion, ha passato l'esame nel modo più difficile: imparandolo tutto a memoria.
«Ha dovuto imparare qualcosa come quarantatré canzoni nel giro di un anno, e non sono parti di batteria facili», ha raccontato Geddy Lee. Lee ha aggiunto che Nilles si è preparata soprattutto da sola, lavorandoci sopra per conto suo.
Il segno che ormai è a casa, però, non sta nelle prove: sta nei dispetti. Come racconta Ultimate Classic Rock, sull'accordo finale tenuto lunghissimo di Working Man — quello in cui la batteria tace e i due davanti restano appesi — Nilles si è messa a fare di tutto: facce stralunate, un sacchetto di patatine sgranocchiate a metà brano, un selfie con Lee e Lifeson mentre reggevano la nota, un giornale aperto e letto con calma. E, al concerto di Detroit del 26 agosto, perfino un costume ripescato dalla scenografia storica del gruppo.
Sono scherzi da famiglia, e dicono più di qualsiasi recensione. Dopo mesi passati a dimostrare di poter reggere il repertorio, Anika Nilles ha cominciato a giocarci dentro. Nei Rush, quello è sempre stato il vero test d'ingresso.
Fonti: Ultimate Classic Rock e Louder (29 agosto 2026).
Foto: di proprietà di ContextCreator — dal sito Wikimedia Commons.
