Peter Gabriel riporta in vita Mozo: nove minuti di «One By One»
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C'è un personaggio che Peter Gabriel si porta dietro da mezzo secolo e che quasi nessuno chiama per nome: Mozo, il forestiero che arriva in un posto, lo scombina e riparte. Era comparso nel 1977 nel primo disco solista, dentro Here Comes The Flood e Down The Dolce Vita; era tornato nel secondo album del 1978 e poi, di sfuggita, perfino in So del 1986. Ora Gabriel lo tira fuori di nuovo: «È tornato dal mondo dei morti».
Il veicolo è One By One, uscito oggi: come riporta Louder, sono nove minuti, ottavo brano estratto da o\i, il disco che il musicista inglese sta pubblicando un pezzo alla volta, sempre in coincidenza con la luna piena. Un metodo che dice molto di come Gabriel intende ancora oggi il mestiere: niente singolo da classifica, ma un rilascio a rate lungo un anno.
Il tema, spiega lui stesso, è la ricomposizione: «Provare a rimettere insieme il sé, la psiche e la sanità mentale è davvero il viaggio della canzone». Coerente con l'abitudine di accompagnare ogni uscita a un'opera d'arte, stavolta il brano è abbinato a Pieces dello scultore canadese David Altmejd: pezzi rotti che tornano a formare una figura.
Per chi segue il Calendario del Rock, vale la pena ricordare la distanza percorsa: dal ragazzo che nel 1975 lascia i Genesis all'apice, ai quattro album senza titolo degli anni Settanta e Ottanta, fino a un uomo di settantasei anni che pubblica canzoni di nove minuti seguendo le fasi lunari. Pochi altri, alla sua età, si permettono ancora di complicarsi la vita così.