Liam Gallagher su Pretty Green: «Non l'ho venduto, me l'hanno rubato degli avvoltoi»
Condividi
«Non l'ho venduto io: me l'hanno rubato»
Ci sono domande che a Liam Gallagher è meglio non fare, e una è perché abbia venduto Pretty Green. Il 15 agosto un utente gliel'ha chiesta su X e la risposta è arrivata con la delicatezza di un mattone lanciato in vetrina: «Non l'ho venduto, me l'hanno rubato degli avvoltoi», ha scritto il cantante, aggiungendo che quella gente non saprebbe nemmeno condire un'insalata, figuriamoci vestire i ragazzi. Come riporta NME, non è la prima volta che ci torna sopra: già nel maggio 2025 aveva liquidato la faccenda dicendo che da anni non c'entrava più niente, perché certi dipendenti si erano montati la testa.
Un po' di storia serve. Pretty Green nasce nel 2009, quando Liam decide di prendersi il pezzo di Britpop che gli manca — quello con le cuciture — e lo battezza con il titolo di un brano dei Jam del 1980, il gioiello nervoso che apre la seconda facciata di Sound Affects. Parka, polo, eskimo: per qualche anno il marchio funziona davvero. Poi arriva il 2019, il crollo di House of Fraser si porta dietro mezzo commercio britannico e Pretty Green finisce in amministrazione controllata. Lo compra JD Sports; nel 2022 passa a Frasers Group, dentro un pacchetto di quindici marchi rilevati per 47,5 milioni di sterline. Da lì in poi, il nome resta; il fondatore no.
Lo sfogo cade in un momento curioso, a pochi giorni dal lancio della collezione Oasis per i trent'anni di Knebworth — quei due giorni dell'agosto 1996 che nel nostro Calendario del Rock restano il punto più alto mai toccato dal Britpop. Il paradosso è tutto lì: il marchio che portava il suo nome se l'è preso qualcun altro, mentre la band che aveva giurato di non rimettere insieme è di nuovo la sua cosa più preziosa.