Kelly Osbourne risponde a Dee Snider sui testi di Ozzy: «La sua eredità parla da sola»
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Chi scriveva davvero i testi di Ozzy
Nei giorni scorsi Dee Snider ha aperto su X un discorso che nel rock si fa a bassa voce e con rispetto, e che invece lui ha fatto ad alta voce: quanto di quello che cantava Ozzy Osbourne lo aveva scritto Ozzy Osbourne. Alla domanda se il Madman avesse firmato «un bel po'» di testi, il frontman dei Twisted Sister ha risposto secco: «Un bel po'? E che ne dite di tutti?», elencando i nomi — Geezer Butler per i Black Sabbath, Bob Daisley per i primi due album solisti, Lemmy per altri ancora. Come riporta NME, ha poi messo le mani avanti: «Ho solo amore per Ozzy», «era un dio del metal, un'icona, una leggenda», ma i crediti restano quelli.
La risposta è arrivata da Kelly Osbourne, su Instagram. Nessun tentativo di smentire i registri: solo il rifiuto del tono. «La sua eredità come musicista, autore, cantante e leader di una band parla da sola», ha scritto, prima di infilare la lama con calma glaciale ricordando a Snider che il suo ultimo successo risale all'anno in cui lei è nata, oltre quarant'anni fa: un confronto, ha chiuso, già abbastanza devastante da sé.
Sul merito, va detto, i fatti danno ragione a Snider: che Butler abbia scritto le parole di Paranoid e War Pigs, e che Lemmy abbia firmato Mama, I'm Coming Home e Hellraiser, sta nero su bianco da decenni. Ma è un'altra la questione: la voce che le ha rese immortali era una sola. Il 22 luglio 2025, il giorno che nel nostro Calendario del Rock ha cambiato per sempre colore, quella voce si è spenta. Discutere i crediti è legittimo. Farlo adesso, un po' meno.