«Quel momento è arrivato»: Ian Hill lascia i Judas Priest dopo più di mezzo secolo, al basso arriva Davey Rimmer

L'uomo che c'era in ogni disco dei Priest

I Judas Priest salutano il pubblico dell'Hellfest nel 2018

I Judas Priest salutano il pubblico dell'Hellfest, nel 2018. Foto di proprietà di Tilly antoine — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).

Fermo sul lato del palco, il basso che dondola avanti e indietro, mai un passo sotto i riflettori: Ian Hill è stato per più di cinquant'anni il punto fisso dei Judas Priest. Da oggi quel posto è di un altro.

Come riportano Blabbermouth, Loudwire e Louder, la band ha pubblicato sui propri canali social un messaggio personale del bassista, che annuncia il ritiro con effetto immediato. «Per tanto tempo, a chi mi chiedeva fino a quando sarei andato avanti, ho risposto: finché non ne risentono le mie esibizioni. Odio dirlo, ma quel momento è arrivato», scrive Hill.

La ragione è l'artrite, che lui stesso descrive senza giri di parole: in stato avanzato alla spalla sinistra e alla mano destra, presente anche nella spalla destra e in tutte e due le ginocchia. A settembre si era aggiunto un infortunio: un tendine della spalla sinistra si è spezzato poco prima dei bis del concerto di Bruxelles, e due sere dopo, a Londra, Hill ha saltato quello che secondo Louder è stato il primo concerto dei Priest senza di lui.

Quella sera al suo posto c'era Davey Rimmer, bassista degli Uriah Heep dal 2013 e compagno del chitarrista Richie Faulkner negli Elegant Weapons. Sarà lui a prendere il basso in pianta stabile: «la scelta ovvia», la definisce Hill. Gli Uriah Heep, scrive Ultimate Classic Rock, hanno fatto sapere che Rimmer resterà anche con loro, quando i calendari lo permetteranno.

Il peso della notizia sta in un numero: Hill è l'unico musicista presente in tutti e diciannove gli album in studio dei Judas Priest, da Rocka Rolla del 1974 a Invincible Shield del 2024. Era nel gruppo già dal 1970, prima che arrivassero Rob Halford e Glenn Tipton, ed era l'ultimo della formazione delle origini ancora sul palco.

«È stato la spina dorsale dei Judas Priest per tantissimo tempo e mancherà moltissimo a tutti noi», scrive la band, che dà il benvenuto a Rimmer «nella famiglia Priest». Il prossimo concerto in calendario è a Oslo, nel giugno 2027. Hill chiude così: «Vi voglio bene, e grazie per la vita che mi avete fatto vivere».


Fonti: Blabbermouth, Loudwire, Louder, Ultimate Classic Rock, Metal Injection.
Foto: di proprietà di Tilly antoine — dal sito Wikimedia Commons.

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