Johnny Marr racconta la frase di McCartney dopo gli Smiths: «Le band sono così»
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Quattro parole per una band finita
Nel 1987 Johnny Marr aveva ventitré anni e si era appena lasciato alle spalle la band che aveva ridisegnato la chitarra inglese. Gli Smiths erano finiti, e lui — come racconta ora a MOJO — si ritrovò a passare una giornata intera con Paul e Linda McCartney. Un giorno lungo, incredibile, dice: e a un certo punto, inevitabilmente, venne fuori il discorso della rottura.
McCartney lo ascoltò e rispose con quattro parole: «That's bands for you». Le band sono così. Nessuna consolazione, nessuna morale, nessun consiglio da vecchio saggio. Marr la definisce «una risposta brillante, detta da lui», e ammette che negli anni, quando è toccato a lui fare la parte di chi dà consigli ai più giovani, ha capito perché funzionava: chi ha vissuto la fine dei Beatles non ha bisogno di aggiungere altro.
C'è anche una coda che fa male ai collezionisti. Marr e McCartney finirono per suonare insieme una volta, per otto o nove ore di fila. Nessun nastro ufficiale, nessun disco: solo due chitarristi mancini e destrimani chiusi in una stanza.
Il resto è storia che conosciamo. Gli Smiths non si sono mai rimessi insieme, e Marr ha passato i decenni successivi a suonare con tutti — The The, Electronic, Modest Mouse, The Cribs — senza mai tornare indietro. «Le band sono così»: nel Calendario del Rock quella frase potrebbe fare da didascalia a metà delle voci che scriviamo.