«Non farò un disco tanto per farlo»: Tobias Forge spiega la pausa dei Ghost
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«Non farò un disco tanto per farlo»: Tobias Forge spiega la pausa dei Ghost
I Ghost dal vivo alla Laiterie di Strasburgo.
Foto di proprietà di Jean-Christophe Le Brun from Strasbourg, France — dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).
Quindici anni di messe nere, papi che si succedono come in un conclave, arene piene in mezzo mondo. Poi lo Skeletour, la lunga cavalcata legata a Skeletá, si chiude — e Tobias Forge stacca la spina. I Ghost si fermano, e stavolta non è un colpo di teatro con la maschera: è un uomo stanco che lo dice ad alta voce.
A Kerrang!, ripreso poi da NME, Forge è stato netto sul capitolo nuovo album: «Non tornerò a fare un disco, o a costringermi a farne uno, senza motivo. Devo avere voglia di farlo. Devo avere qualcosa da dire». Sul tour appena chiuso, invece, il tono è quello di chi guarda una cosa riuscita bene: «Non voglio chiamarlo un punto fermo, ma è un gran finale. Se dovesse essere tutto qui, sono piuttosto soddisfatto».
Ai microfoni di Full Metal Jackie, come riporta Louder, ha aggiunto la parte più semplice e più difficile da ammettere per chi vive sul palco: «Fisicamente e mentalmente, ho bisogno di stare a casa». Ci sono una moglie e dei figli che aspettano da quindici anni.
Fermo non lo sarà comunque. Forge ha in cantiere due progetti cinematografici ancora coperti, un album già registrato con un'altra formazione — inciso prima ancora che lo Skeletour partisse — e una lista di cose rimandate da mezza vita, immersioni comprese, che dice gli serviranno anche a fare i conti con la claustrofobia. «Ho tonnellate di cose in programma per gli anni a venire.»
Tradotto: i Ghost non sono finiti. Semplicemente, il prossimo disco arriverà quando ci sarà qualcosa da dire — che è poi l'unico motivo decente per farne uno.
Fonti: Kerrang! via NME, e Full Metal Jackie via Louder (31 agosto 2026).
Foto: di proprietà di Jean-Christophe Le Brun — dal sito Wikimedia Commons.
