Fontaines D.C. scoprono le carte: il quinto album si chiama Dopamine Chamber
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Fontaines D.C., il quinto disco ha un nome: Dopamine Chamber
Ventisei secondi, nemmeno mezzo minuto. Un pianeta blu che si deforma, diventa un'iride che pulsa, poi una scritta: Dopamine Chamber, e sotto l'anno. È così che il 16 agosto i Fontaines D.C. hanno confermato su X il titolo del loro quinto album in studio, come riporta NME. Nessun comunicato, nessuna intervista: un teaser criptico buttato in rete e lasciato lavorare da solo.
Il quadro, però, si stava componendo da giorni. Il 14 agosto la band di Dublino aveva fatto ascoltare trenta secondi di Marianne, indicato come singolo apripista; l'8 agosto, al primo headline show del 2026 in Spagna, aveva già suonato dal vivo un inedito intitolato Six Shot Morning. E ieri, a La Route Du Rock, sul palco è salito Kurt Vile. Tre indizi in nove giorni: adesso c'è anche il nome scritto sulla copertina.
Che il materiale ci fosse si sapeva. Nel febbraio 2025 il bassista Conor Deegan III raccontava che il gruppo non riusciva a «smettere di scrivere»; a gennaio 2026 il chitarrista Carlos O'Connell liquidava il processo con una parola sola: divertente. Uscita prevista entro la fine dell'anno.
Dal 2019 a oggi i Fontaines D.C. non hanno mai fatto due volte lo stesso disco: dal post-punk ruvido di Dogrel alla malinconia larga di Skinty Fia, fino allo strappo pop-nero di Romance. Un titolo come Dopamine Chamber — la stanza della dopamina — suona come una dichiarazione di intenti su cosa la musica ci fa in testa. Il rock irlandese non ha finito di parlare.