«Sentire James mi ha dato tanto»: Dave Mustaine racconta la telefonata di Hetfield durante il cancro
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Nel suo memoir «In My Darkest Hour» il fondatore dei Megadeth racconta chi si è fatto vivo dopo la diagnosi del 2019. Tra loro Ozzy, Paul Stanley e l'ex compagno di band che lo aveva cacciato dai Metallica
Dave Mustaine con i Megadeth all'Hellfest, 2022. Foto di proprietà di Tilly antoine (CC BY-SA 4.0) · dal sito Wikimedia Commons
Nel 2019 un normale controllo dal dentista ha cambiato la vita di Dave Mustaine: un carcinoma alla base della lingua, un tumore alla gola per chi di mestiere canta. Quella stagione adesso è diventata un libro, «In My Darkest Hour», scritto con Joe Layden per Da Capo, e Louder ne ha pubblicato un estratto.
Dentro c'è l'elenco di chi si è fatto vivo quando la notizia è diventata pubblica. Ozzy Osbourne, che oggi non c'è più. Paul Stanley dei Kiss. E James Hetfield, l'uomo accanto a cui Mustaine aveva suonato nei primi Metallica, prima di essere messo alla porta nel 1983. «Sentire James proprio mentre stavo per cominciare le cure, in un momento molto basso, per me ha significato tanto», scrive.
Mustaine sottolinea un dettaglio: Hetfield lo ha cercato in privato, non davanti alle telecamere. La rivalità, dice, era finita da anni, anche se le ferite lasciano cicatrici. E la malattia lo ha reso più grato e meno attaccato ai vecchi conti in sospeso.
Il titolo del libro non è casuale: «In My Darkest Hour» è anche una delle canzoni più amate dei Megadeth, da «So Far, So Good... So What!» del 1988. Sei anni dopo la diagnosi, Mustaine sta vivendo il momento più alto della carriera: l'ultimo album in studio della band, uscito a gennaio, è entrato al primo posto della classifica americana. L'uomo delle rivalità più famose del thrash, nel momento peggiore, ha ricevuto la telefonata giusta.
Fonti: Louder, 21 settembre 2026 (estratto da «In My Darkest Hour»); Hachette Book Group.
Foto: di proprietà di Tilly antoine (CC BY-SA 4.0) · dal sito Wikimedia Commons.
