Quattro volte più grande, davanti alla stazione: nel 2028 i Beatles aprono a Liverpool il nuovo «The Beatles Story»
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Nel 2028 il museo dei Beatles lascia l'Albert Dock per l'ex mercato di St Johns, davanti alla stazione di Lime Street: quattro volte più grande, con il Cavern, Abbey Road e lo Shea Stadium ricostruiti
La ricostruzione del Cavern Club dentro The Beatles Story, all'Albert Dock di Liverpool, nel 2012. Foto di Jeff Buck (CC BY-SA 2.0) · dal sito Wikimedia Commons
Chi è stato a Liverpool lo conosce: The Beatles Story, il museo all'Albert Dock, con la sua piccola ricostruzione del Cavern. Nel 2028 cambia casa e cambia scala. Come riporta NME, Apple Corps e Universal Music Group lo porteranno nell'ex mercato di St Johns, nel cuore della città e proprio davanti alla stazione di Lime Street: circa 9.300 metri quadrati, più di quattro volte lo spazio di oggi.
Dentro, un viaggio di ore: la Liverpool del dopoguerra, gli anni di Amburgo, la Beatlemania, il mondo. Oggetti originali, tecnologia immersiva e scenografie ricostruite del Cavern, di Abbey Road e dello Shea Stadium. La torre di St Johns Beacon diventerà un belvedere a 360 gradi dedicato a Yellow Submarine, e arriveranno anche scenografie e oggetti di scena dei film di Sam Mendes sui quattro Beatles, attesi nell'aprile 2028. Una parte dei biglietti andrà a sostenere i nuovi musicisti di Liverpool.
«Amo Liverpool. È parte di quello che sono, è parte di quello che sono i Beatles», ha detto Paul McCartney. Ringo Starr l'ha messa così: «Liverpool era, ed è ancora, la città della musica». L'amministratore delegato di Apple Corps, Tom Greene, punta in alto e cita Graceland.
Ad agosto vi avevamo raccontato l'accordo fra Apple Corps e Universal che preparava il 2028. Adesso si vede il disegno intero: i film, Savile Row, e un nuovo indirizzo in città. I Beatles sono partiti da Liverpool per andare dappertutto; nel 2028 è il mondo che torna a Liverpool.
Fonti: NME e Far Out Magazine, 20 ottobre 2026.
Foto: di proprietà di Jeff Buck — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0).
