Duff McKagan: «Axl non credeva di farcela a cantare negli AC/DC»

Il più spavaldo di tutti, per una volta, aveva paura

Axl Rose dal vivo

C'è un'immagine di Axl Rose che il mondo si è costruito addosso negli anni: il tipo che arriva sul palco con tre ore di ritardo e non deve niente a nessuno. Ecco, quell'immagine oggi si crepa un po', e a incrinarla è chi lo conosce meglio.

Come racconta Ultimate Classic Rock, Duff McKagan è tornato sulla primavera del 2016 in una puntata di Trunk Nation, il programma di Eddie Trunk su SiriusXM. Erano i mesi in cui i problemi d'udito costrinsero Brian Johnson a lasciare il tour degli AC/DC, e agli AC/DC serviva una voce per finire le date. Il nome che saltò fuori fu quello di Axl.

Il punto è che Axl non era affatto convinto di poterlo fare. «Diceva: ho questa occasione… un sogno che si avvera, andare a cantare con la mia band preferita», ricorda McKagan, che ha descritto quel momento come «davvero una cosa tenera». Furono lui e Slash a rassicurarlo: quel posto era suo, bastava andarlo a prendere. E così fu: Axl guidò gli AC/DC per la coda del Rock Or Bust, fra l'estate e l'autunno di quell'anno.

Vale la pena ricordare in che condizioni ci arrivò. Il 1° aprile 2016, alla reunion a sorpresa dei Guns N' Roses al Troubadour di Los Angeles, Axl si ruppe un piede. Finì comunque il concerto, poi andò al Cedars a farsi mettere i chiodi. Per partire con il Not In This Lifetime dovette cantare seduto, su un trono preso in prestito da Dave Grohl — che a sua volta se l'era fatto costruire dopo la gamba rotta a Gotemburgo.

Fra un piede a pezzi e due band da portare in giro nello stesso anno, il 2016 di Axl Rose resta uno dei tour de force più assurdi che il rock ricordi. E a sentire Duff, era pure partito con il dubbio di non essere all'altezza.

Torna al blog

Lascia un commento

Si prega di notare che, prima di essere pubblicati, i commenti devono essere approvati.