Il messaggio della vedova di Neil Peart ad Anika Nilles prima del debutto con i Rush

Sedersi dietro ai tamburi di Neil Peart

Anika Nilles

Esiste un posto, nel rock, che nessuno vorrebbe occupare: lo sgabello dietro ai tamburi dei Rush. Anika Nilles ci si è seduta comunque, ed è la prima persona a farlo dopo Neil Peart, scomparso nel gennaio del 2020. La batterista tedesca lo ha raccontato a Rolling Stone, in un'intervista ripresa da Ultimate Classic Rock.

Il passaggio più bello riguarda un messaggio arrivato poco prima della prima data del tour di reunion. A scriverle era Carrie Nuttall, la vedova di Peart. «Ho ricevuto un bel messaggio da lei, davvero adorabile», dice Nilles, che si è sentita «piena di energia, e sollevata»: perché una cosa è avere il via libera di Geddy Lee e Alex Lifeson, un'altra è sapere che la famiglia di chi quei pezzi li ha scritti non ti considera un'intrusa.

Nilles non arriva dal nulla: classe 1983, tecnica millimetrica, un pubblico costruito online e anni di tour con Jeff Beck alle spalle. Ma nei Rush non basta suonare bene. Bisogna reggere Tom Sawyer, YYZ, La Villa Strangiato davanti a una platea che conosce ogni singolo colpo a memoria e li conta.

Nel Calendario del Rock Neil Peart resta uno di quei nomi che si scrivono con la penna pesante. Che il suo posto sia stato affidato a una batterista — la prima nella storia della band — con la benedizione di chi gli stava accanto, è il modo più elegante che questa storia potesse trovare per continuare.

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