«Tony stava solo scherzando»: Andrew Watt risponde a Iommi e svela perché l'ultimo disco dei Black Sabbath non si è fatto

Il produttore degli ultimi due dischi di Ozzy racconta la sua versione: l'album con la formazione originale lo voleva Osbourne, Iommi e Butler avevano detto sì a una condizione, e quella condizione si chiamava Bill Ward

I Black Sabbath nel 1970: Geezer Butler, Tony Iommi, Bill Ward e Ozzy Osbourne

I Black Sabbath nel 1970, in una pubblicità del primo album: da sinistra Geezer Butler, Tony Iommi, Bill Ward e Ozzy Osbourne. Immagine Warner Bros. Records (pubblico dominio) · dal sito Wikimedia Commons

A settembre Tony Iommi aveva raccontato a Classic Rock di aver detto no a un ultimo album dei Black Sabbath con la formazione originale, proposto da Andrew Watt: il produttore, diceva, era «molto preso e un po' troppo entusiasta», non sapeva cosa volesse dire lavorare con Bill Ward, e dopo 13 del 2013 l'idea di «ecco un altro disco» non gli piaceva. Ora Watt risponde. Come riporta Blabbermouth, ospite del podcast di Rolling Stone il produttore ha detto che quella frase «è stata tirata fuori dal contesto», e che Tony, con ogni probabilità, «mi stava solo prendendo in giro».

La sua versione è diversa, e parte da Ozzy Osbourne. Dopo Ordinary Man e Patient Number 9, racconta Watt, Ozzy «voleva continuare a lavorare, a fare cose», e fra le idee sul tavolo scelse la più grande: «Facciamo un disco dei Sabbath». Per lui contava soprattutto una cosa, tornare a suonare con Bill Ward, l'unico dei quattro rimasto fuori da 13. Iommi e Geezer Butler, dice Watt, avevano accettato alla stessa condizione: si fa solo se c'è Bill. E Bill, «per motivi personali», non poteva farlo. «Non è stato quello il motivo per cui non abbiamo fatto l'album», chiude Watt riferendosi al suo entusiasmo: il motivo era che mancava la batteria che aveva aperto Black Sabbath nel 1970.

Non è la prima volta che Watt racconta questa storia: già a inizio ottobre, al podcast Lipps Service, aveva riferito le parole di Ozzy, «se lo fa Bill, lo facciamo», come ricorda Louder. La novità di oggi è la replica diretta a Iommi, e il tono: nessuna polemica, solo la voglia di rimettere in fila i fatti.

Il finale lo conosciamo. Il 5 luglio 2025, a Villa Park, Back to the Beginning ha riunito per l'ultima volta i quattro di Birmingham, Ward compreso, davanti a uno stadio pieno. Diciassette giorni dopo, il 22 luglio, Ozzy se n'è andato a 76 anni. Quel disco non esiste, ma quella sera sì, e nel Calendario del Rock resta l'ultima pagina scritta con tutti e quattro i nomi.


Fonti: Blabbermouth, Rolling Stone, Louder, Classic Rock.
Foto: Warner Bros. Records, 1970 — dal sito Wikimedia Commons (pubblico dominio).

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