«Perché proprio lui?»: Alice Cooper racconta la notte dell'omicidio di John Lennon e la paura che spinse i musicisti ad armarsi
Condividi
Erano amici dai tempi delle notti di Hollywood: «Ancora oggi mi sembra irreale»
Alice Cooper sul palco del festival di Wacken nel 2017. Foto di proprietà di Sven Mandel — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).
L'8 dicembre 1980 Alice Cooper era nella dépendance della sua piscina, al lavoro su della musica, quando la televisione diede la notizia: John Lennon era stato ucciso a colpi di pistola davanti al Dakota, il palazzo di New York dove abitava. Lo ha raccontato a Rolling Stone parlando della sua autobiografia, «Devil On My Shoulder», in un passaggio ripreso da Louder.
«È stato come un vuoto», ricorda. «Ho pensato: non può essere vero. Perché lui? Perché non un politico?». È una domanda che non gli è mai passata: potrebbe capire il rancore verso un uomo di potere, dice, ma non verso quello di «Give Peace a Chance». «Ancora oggi mi sembra irreale».
I due si conoscevano bene. A metà degli anni Settanta dividevano il tavolo degli Hollywood Vampires, la compagnia di bevute che si ritrovava nei locali di Los Angeles e che contava fra i suoi anche Keith Moon e Harry Nilsson. Lennon, racconta Cooper, provò anche a tirarlo dentro le sue battaglie politiche. Lui gli rispose che era l'ultima cosa che voleva fare. «E John lo capì. C'erano altri che volevano fare politica: io non ero uno di quelli».
Poi venne la paura. Dopo quella sera, dice Cooper, molti suoi amici cominciarono a girare armati, e lo fece anche lui: «All'improvviso era una minaccia per tutti noi, anche se nessuno di noi si metteva al livello di John Lennon». Un musicista ucciso da uno che gli aveva appena chiesto l'autografo: da quel momento poteva succedere a chiunque. David Bowie, ricorda, ne parlava di continuo, e lui gli chiedeva di smetterla.
Sul Calendario del Rock l'8 dicembre 1980 è una delle date che non hanno bisogno di spiegazioni. Quarantasei anni dopo, chi c'era ricorda ancora dove si trovava quando lo seppe. Alice Cooper era davanti a un televisore, e non voleva crederci.
Fonti: Louder; Rolling Stone.
Foto: di proprietà di Sven Mandel — dal sito Wikimedia Commons.
