«C'è un uno per cento di possibilità»: Alice Cooper racconta la ghigliottina che ogni sera lo sfiora

Alla tv americana CBS il padre dello shock rock parla della lama da diciotto chili, dell'impiccagione e dei serpenti che «sapevano di essere in scena». E spiega perché Alice non rivolge mai la parola al pubblico

Alice Cooper in primo piano sul palco, con il trucco nero intorno agli occhi e i capelli al vento

Alice Cooper al Wacken Open Air nel 2017. Foto di proprietà di Sven Mandel (CC BY-SA 4.0) · dal sito Wikimedia Commons

Da più di cinquant'anni Alice Cooper si fa tagliare la testa ogni sera, e ogni sera torna a prendersi gli applausi. Ma un margine di rischio, ammette, c'è sempre stato. Lo ha raccontato al giornalista Anthony Mason in una lunga intervista alla tv americana CBS, ripresa da Ultimate Classic Rock.

«La ghigliottina mi manca di tanto così», dice, e con le dita mostra pochi centimetri. «È una lama da quaranta libbre», cioè circa diciotto chili. «Ma so come si fa». Sull'impiccagione è ancora più asciutto: il trucco non lo svela, e aggiunge che il meccanismo si ferma un attimo prima, «ma potrebbe anche non farlo». Paura? «No, so come funziona. Però un uno per cento di possibilità c'è». È voluto: da ragazzo, al circo, guardava l'equilibrista senza rete, e vuole che il suo pubblico si faccia la stessa domanda.

Poi i serpenti. Cooper ne aveva paura: la prima volta che vide un piccolo boa nel camerino fece un salto, e capì che se era saltato lui, la platea avrebbe fatto di peggio. Così si abituò. «Giuro che alcuni recitavano», racconta. Una, in particolare: «Saliva sul palco e sapeva di essere in scena».

A 78 anni dice che il personaggio vive finché lui regge il confronto fisico: altrimenti, scherza, la parte potrebbe passare alla figlia Calico. Venderlo, come hanno fatto i Kiss con i loro? «Non credo: non ho bisogno di soldi». E c'è una regola che non ha mai infranto: Alice non parla al pubblico. È un cattivo arrogante, e se si mettesse a chiacchierare diventerebbe uno come tutti.

L'intervista accompagna l'uscita, in questi giorni, del suo nuovo libro di memorie, «Devil on My Shoulder». Nel Calendario del Rock Alice Cooper sta alla data del 4 febbraio 1948, il giorno in cui a Detroit nacque Vincent Furnier.

L'avete mai visto dal vivo? Qual è il numero che vi è rimasto addosso?

Fonti: CBS, intervista di Anthony Mason; Ultimate Classic Rock, 6 ottobre 2026.
Foto: di proprietà di Sven Mandel (CC BY-SA 4.0) · dal sito Wikimedia Commons.

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