«Collaborate con 50 Cent»: la proposta assurda che gli AFI si sentirono fare
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«Collaborate con 50 Cent»: la proposta che gli AFI si sentirono fare
Metà anni Duemila. Gli AFI sono appena passati sotto l'ala della Interscope, che ha assorbito la DreamWorks con cui era uscito Sing the Sorrow. Al timone dell'etichetta c'è Jimmy Iovine, uno degli uomini più potenti dell'industria discografica, e uno che in pubblico aveva dichiarato che il rock era morto.
Come racconta Davey Havok in una nuova intervista a Metal Hammer, l'A&R della band aveva trovato la soluzione per conquistare l'attenzione del capo: far collaborare gli AFI con 50 Cent, l'artista che Iovine amava di più.
"Non ho niente contro 50 Cent, ma che senso avrebbe?!", è il commento del cantante, che a distanza di vent'anni non sembra aver cambiato idea. Dallo stesso A&R, aggiunge Havok, era arrivata anche l'idea di pubblicare un album di suonerie, negli anni in cui i telefonini squillavano di musica.
Il finale della storia lo conosciamo: la collaborazione non si fece mai, e gli AFI risposero a modo loro con DecemberUnderground, il disco che nel 2006 li portò al primo posto della classifica americana con "Miss Murder". Niente rapper, niente suonerie: solo un hardcore californiano cresciuto a synth e malinconia.
È una piccola lezione che il Calendario del Rock ripete da decenni: le band che restano sono quelle che, almeno una volta, hanno detto no alla stanza dei bottoni.