Il Calendario del Rock "Accadde Oggi" 18 Agosto
Condividi
Rock «Accadde Oggi» 18 Agosto

18 Agosto – Il giorno in cui Hendrix suonò per quelli rimasti nel fango, Ringo salì sul palco per la prima volta e i Police diventarono tre
Se c'è una parola che tiene insieme il 18 agosto, quella parola è restare. Alle nove del mattino di lunedì 18 agosto 1969 il festival di Woodstock era finito da un pezzo nella testa di quasi tutti: la pioggia aveva sfondato il programma, il campo era un pantano, e delle quattrocentomila persone del venerdì ne era rimasta una frazione. Chi era rimasto vide Jimi Hendrix salire su un palco mezzo vuoto e suonare The Star-Spangled Banner facendo uscire dalla Stratocaster il rumore delle bombe, delle sirene e delle persone che urlano. Non era un concerto: era un telegiornale suonato con una chitarra. E lo videro solo quelli che non se n'erano andati.
Sette anni prima, il 18 agosto 1962, in una sala parrocchiale di Port Sunlight, un batterista di ventidue anni con due ore di prove alle spalle si sedeva dietro i tamburi al posto di uno che era stato appena cacciato. Si chiamava Richard Starkey, e da quella sera in poi i Beatles sono stati quei quattro lì. Quindici anni dopo, il 18 agosto 1977, in un locale di Birmingham, tre ragazzi salivano sul palco per la prima volta senza il quarto: da quella sera i Police sono stati un trio. Lo stesso identico giorno, a Memphis, ottantamila persone stavano fuori dal cancello di Graceland per il funerale di Elvis.
È una data che non sa decidersi fra le prime volte e le ultime: nel 1978 escono Hong Kong Garden, il debutto di Siouxsie and the Banshees, e Who Are You, l'ultimo disco degli Who con Keith Moon vivo — morirà venti giorni dopo. Nel 1980 gli U2 pubblicano il loro primo singolo su Island; nel 1986 i Bon Jovi tirano fuori Slippery When Wet, che oggi compie quarant'anni tondi e che ha venduto più dischi di tutta la loro discografia messa insieme. E nel 1992, mentre i Nirvana sono l'oggetto più discusso del pianeta, nasce una bambina che si chiamerà Frances Bean Cobain.
Il rock, in fondo, è una faccenda di chi resta fino alla fine del concerto.
🎂 COMPLEANNI
18 agosto 1943 – Carl Wayne
Voce dei The Move, la band di Birmingham che nel 1967 arrivò al secondo posto in Inghilterra con Flowers in the Rain — il primo disco mai trasmesso da BBC Radio 1. I Move sono l'anello di congiunzione fra il beat e il progressive: da quella band uscirono Roy Wood e Jeff Lynne, che si portarono dietro mezzo gruppo e ci fondarono sopra la Electric Light Orchestra. Wayne se ne andò nel 1970 per fare il cantante confidenziale, e negli ultimi anni fu la voce degli Hollies. Ci ha lasciati nel 2004.
18 agosto 1949 – Nigel Griggs
Bassista degli Split Enz, i neozelandesi che portarono in classifica un art rock storto e teatrale, con i capelli a punta e i completi dipinti a mano. Entrò nel 1977, giusto in tempo per l'arrivo di Neil Finn e per I Got You, il singolo che nel 1980 tenne il primo posto in Australia per otto settimane. Dagli Split Enz sarebbero poi usciti i Crowded House.
18 agosto 1950 – Dennis Elliott
⭐ Batterista inglese dei Foreigner dal primo giorno — 1976 — fino al 1992: sedici anni, dieci dischi e una manciata di canzoni che chiunque abbia acceso una radio negli anni Ottanta ha in testa senza volerlo, da Cold as Ice a Juke Box Hero a I Want to Know What Love Is. Prima dei Foreigner aveva suonato con Ian Hunter dei Mott the Hoople. Appese le bacchette al chiodo, ha cominciato a scolpire il legno: oggi è uno scultore che espone in Florida.
18 agosto 1951 – John Rees
Bassista dei Men At Work nel periodo d'oro, quello di Business as Usual: nel 1983 la band australiana fu la prima nella storia a tenere contemporaneamente il primo posto dell'album e del singolo sia in America sia in Gran Bretagna, e a vincere il Grammy come miglior artista esordiente. Poi la causa per il riff di Down Under avrebbe rovinato tutto, ma quella è un'altra storia.
18 agosto 1953 – Marvin Isley
Il fratello più giovane, il bassista che nel 1973 trasformò gli Isley Brothers da gruppo vocale in band vera, con le tastiere di Chris Jasper e la chitarra di Ernie. Quel giro di basso è il motivo per cui Summer Breeze e That Lady suonano ancora oggi come se fossero uscite ieri. Vale la pena ricordare che negli Isley Brothers, nel 1964, suonava un chitarrista di nome Jimi Hendrix: aveva ventuno anni e dormiva a casa loro. Marvin ci ha lasciati nel 2010.
18 agosto 1956 – Tony Garnier
Nato a New Orleans, è il bassista di Bob Dylan dal 1989: quasi quarant'anni sullo stesso palco, il musicista che è rimasto più a lungo di chiunque altro nella Never Ending Tour. Dylan lo chiama «il capitano della nave». Prima veniva dal jazz e aveva suonato con Asleep at the Wheel e Tom Waits.
18 agosto 1957 – Ron Strykert
Chitarrista e cofondatore dei Men At Work. È sua l'idea del riff di Down Under, ed è suo il suono di bottiglie percosse che apre il pezzo: le registrò riempiendo d'acqua delle bottiglie di birra. Curioso che due dei Men At Work siano nati lo stesso giorno.
18 agosto 1967 – Dan Peters
⭐ Batterista dei Mudhoney, e cioè della band che ha dato il nome al suono di Seattle prima ancora che il resto del mondo lo scoprisse: Touch Me I'm Sick è del 1988, tre anni prima di Nevermind. Nel 1990 Peters ebbe anche il ruolo più scomodo della storia del grunge: fu batterista dei Nirvana per poche settimane, giusto il tempo di incidere Sliver, prima che arrivasse Dave Grohl. Tornò nei Mudhoney e c'è ancora oggi, quasi quarant'anni dopo.
18 agosto 1967 – Tracy Tracy
⚠️ Data da confermare. Nata a Sydney, voce dei The Primitives, la band di Coventry che nel 1988 fece Crash: due minuti e mezzo di chitarre acide e ritornello dolcissimo, uno dei manifesti di quel giro fra indie e pop che gli inglesi chiamavano C86.
💿 PUBBLICAZIONI
18 agosto 1966 – Bob Dylan, Just Like a Woman
⭐ Sessant'anni tondi. Esce il singolo tratto da Blonde on Blonde, uno dei pezzi più discussi del repertorio di Dylan: c'è chi lo considera la sua canzone d'amore più bella e chi la più crudele, e in genere sono le stesse persone in giorni diversi. Dylan lo aveva registrato a Nashville nella notte fra il 7 e l'8 marzo.
18 agosto 1967 – The Rolling Stones, We Love You / Dandelion
Il singolo più strano della loro carriera, e non è un caso: Mick Jagger e Keith Richards erano appena usciti dal processo per droga di Redlands, e We Love You si apre con il rumore di una porta di cella che sbatte e di passi in corridoio. È un ringraziamento sarcastico a chi li aveva difesi. Ai cori, non accreditati, ci sono John Lennon e Paul McCartney: quell'estate le due band si passavano i favori. Sul retro, Dandelion, che è invece pura psichedelia gentile.
18 agosto 1975 – Hall & Oates, l'album d'argento
Esce il quarto disco di Daryl Hall e John Oates, quello con la copertina argentata che ha fatto discutere per cinquant'anni. Dentro c'è Sara Smile, il pezzo che nel 1976 li avrebbe finalmente sfondati. È blue-eyed soul di Philadelphia più che rock, ma la loro scrittura ha attraversato mezzo pop rock americano degli anni successivi.
18 agosto 1978 – Siouxsie and the Banshees, Hong Kong Garden
Il debutto su singolo, e che debutto. Il titolo viene dal nome di una rosticceria cinese di Chislehurst dove Siouxsie Sioux da ragazzina vedeva entrare gli skinhead a insultare i proprietari: la canzone nasce dalla rabbia di non aver potuto far niente. Sopra, uno xilofono che finge di essere orientale, un giro di chitarra tagliente di John McKay e una voce che non somigliava a nessuna. Arrivò al settimo posto in Inghilterra e aprì la porta al post-punk di The Scream.
18 agosto 1978 – The Who, Who Are You
⭐ Esce in Inghilterra l'ottavo album degli Who, quello con la copertina in cui Keith Moon è seduto a cavalcioni su una sedia con la scritta NOT TO BE TAKEN AWAY. Fu un caso, e divenne una profezia: venti giorni dopo Moon sarebbe morto, a trentadue anni. È l'ultimo disco della formazione originale, ed è anche il disco in cui Pete Townshend litiga con la nuova generazione punk e ci scrive sopra una canzone. In America uscì il 21 agosto.
18 agosto 1980 – U2, A Day Without Me
Il primo singolo pubblicato dagli U2 dopo la firma con la Island, e il primo lavoro insieme a Steve Lillywhite, il produttore che avrebbe disegnato il suono dei loro primi tre dischi. Non vendette quasi niente, ma dentro c'è una cosa che avrebbe cambiato tutto: è provando a ricreare dal vivo l'eco di questo pezzo che The Edge comprò il suo primo delay, e da lì nasce il suono che tutti riconoscono.
18 agosto 1986 – Bon Jovi, Slippery When Wet
⭐ Quarant'anni tondi. Il terzo disco dei Bon Jovi, quello che li tirò fuori dal New Jersey e li mise in cima al mondo: otto settimane al primo posto in America, oltre venti milioni di copie, You Give Love a Bad Name e Livin' on a Prayer. La svolta fu chiamare Desmond Child a scrivere con Jon e Richie Sambora, e provare le canzoni davanti a gruppi di ragazzi del New Jersey prima di inciderle: quelle che non piacevano restavano fuori. La copertina originale — una donna in maglietta bagnata — fu bocciata dalla casa discografica, e la sostituirono con un sacco della spazzatura nero bagnato e il titolo scritto col dito.
18 agosto 1986 – Nick Cave and the Bad Seeds, Kicking Against the Pricks
Un disco di sole cover, e per questo uno dei più rivelatori di Nick Cave: dentro ci sono Johnny Cash, Bob Dylan, Alex Harvey, i Velvet Underground, la tradizione gospel. È il disco in cui Cave smette di urlare come faceva coi Birthday Party e comincia a cantare davvero: senza questo passaggio non ci sarebbe The Mercy Seat l'anno dopo.
18 agosto 1997 – Foo Fighters, Everlong
⭐ Esce il singolo che ha definito i Foo Fighters. Dave Grohl lo scrisse in una notte, da solo, in un momento in cui la sua vita stava andando a pezzi. Il video lo girò Michel Gondry, con le mani giganti e il sogno dentro il sogno. È la canzone che Howard Stern ha fatto suonare a Grohl da solo con la chitarra acustica, ed è quella versione lì che ha finito per commuovere due generazioni.
18 agosto 1998 – Korn, Follow the Leader
Il terzo disco dei Korn entra al primo posto in America e vende cinque milioni di copie: è il momento esatto in cui il nu metal smette di essere una faccenda di nicchia e diventa il suono dominante della fine degli anni Novanta. Dentro ci sono Got the Life e Freak on a Leash, il basso a cinque corde di Fieldy che suona come una batteria e la voce di Jonathan Davis che passa dal sussurro al latrato. Piaccia o no, metà del rock pesante dei vent'anni successivi passa da qui.
18 agosto 1998 – Kid Rock, Devil Without a Cause
Lo stesso giorno esce il disco che ha venduto quattordici milioni di copie mescolando rap, southern rock e hard rock da stadio. Non è roba da puristi, ma spiega bene che aria tirava in America in quel momento.
18 agosto 2009 – Dawes, North Hills
Il debutto della band di Los Angeles che ha riportato in circolazione il suono del Laurel Canyon: armonie vocali, chitarre pulite, canzoni scritte come si scrivevano nel 1972. Registrato in presa diretta su nastro, in una casa.
18 agosto 2017 – Grizzly Bear, Painted Ruins
Il quinto disco della band di Brooklyn, cinque anni dopo il precedente: art rock stratificato e paziente, di quelli che hanno bisogno di tre ascolti prima di aprirsi.
18 agosto 2023 – Sonic Youth, Live in Brooklyn 2011
Esce — dodici anni dopo — la registrazione del concerto del 12 agosto 2011 al Williamsburg Waterfront: è l'ultimo concerto americano dei Sonic Youth, con Kim Gordon e Thurston Moore che si sarebbero separati poco dopo mettendo fine alla band. Ascoltarlo sapendolo è un'esperienza diversa.
18 agosto 2023 – Aerosmith, Greatest Hits
Lo stesso giorno gli Aerosmith celebrano cinquant'anni di carriera con una raccolta rimasterizzata in quattro dischi, pubblicata poche settimane prima dell'annuncio del tour d'addio.
📌 EVENTI E CURIOSITÀ
18 agosto 1956 – Elvis Presley occupa il primo posto due volte
Hound Dog e Don't Be Cruel sono le due facce dello stesso 45 giri, e in questa settimana stanno entrambe in cima alle classifiche americane. Non era mai successo, e non sarebbe successo spesso: il rock'n'roll aveva appena vinto la partita.
18 agosto 1962 – Ringo Starr debutta con i Beatles
⭐ Il palco è la Hulme Hall di Port Sunlight, vicino a Birkenhead, e l'occasione è il ballo della società orticola locale. Due giorni prima Pete Best era stato licenziato da Brian Epstein in un ufficio, senza che gli altri tre fossero presenti; Ringo lasciò Rory Storm and the Hurricanes, si tagliò la barba, si fece la frangia e provò per due ore. Quella sera, per la prima volta, sul palco ci sono John, Paul, George e Ringo. Per settimane i fan più affezionati di Pete Best gli urlarono contro sotto il palco al Cavern. Cinque settimane dopo la band incideva Love Me Do.
18 agosto 1964 – I Beatles atterrano a San Francisco
Novemila ragazzi all'aeroporto, transenne divelte, la polizia che li porta via in un furgone blindato. È l'arrivo che apre il primo vero tour nordamericano dei Beatles: il primo concerto sarà però la sera dopo, il 19 agosto, al Cow Palace di Daly City. Trentadue concerti in trentaquattro giorni, in ventiquattro città.
18 agosto 1966 – The Doors firmano con la Elektra
Jac Holzman e il produttore Paul Rothchild erano andati a vederli più sere di fila al Whisky a Go Go prima di decidersi. Il contratto è per sette album. Il primo, The Doors, sarebbe uscito cinque mesi dopo con dentro Light My Fire.
18 agosto 1966 – Paul Jones lascia i Manfred Mann
Il cantante annuncia l'addio mentre Pretty Flamingo è ancora in classifica. Al suo posto arriverà Mike d'Abo, e la band avrebbe fatto The Mighty Quinn. Jones sarebbe diventato attore e poi, per quarant'anni, la voce del blues alla BBC.
18 agosto 1969 – La lunga notte di Woodstock
Il programma della domenica è talmente in ritardo che sfonda la mezzanotte, e così metà dei nomi grossi finisce per suonare tecnicamente il 18. A mezzanotte sale Johnny Winter, albino, texano, con un blues elettrico che tagliava l'aria e il fratello Edgar ospite per tre pezzi. All'una e mezza i Blood, Sweat & Tears. Alle sei del mattino la Paul Butterfield Blues Band davanti a un campo di gente che dorme. Alle sette e mezza gli Sha Na Na, che in mezzo alla controcultura si presentano vestiti da teddy boy a suonare rock'n'roll del 1957: sono la cosa più assurda dell'intero festival, e funzionano.
18 agosto 1969 – Crosby, Stills, Nash & Young alle tre del mattino
⭐ La cosa da sapere è questa: era il secondo concerto della loro vita. Stephen Stills lo dice al microfono davanti a mezzo milione di persone — «è la seconda volta che suoniamo davanti a qualcuno, e siamo terrorizzati». Fanno metà set in acustico e metà elettrico, con Neil Young che si rifiuta di farsi filmare e resta al buio ai bordi del palco. Da quella notte Suite: Judy Blue Eyes è entrata nella storia.
18 agosto 1969 – Jimi Hendrix chiude Woodstock
⭐ Doveva chiudere la domenica sera davanti a mezzo milione di persone. Suona invece alle nove del lunedì mattina, con il campo svuotato, il fango dappertutto e la gente che smonta le tende mentre lui attacca. Sul palco c'è una formazione allargata che aveva provato per poche settimane, Gypsy Sun and Rainbows. Il set dura quasi due ore — il più lungo della sua carriera — e a metà arriva The Star-Spangled Banner: l'inno americano suonato con feedback, tremolo e distorsione fino a farne uscire il suono delle bombe che cadono, delle sirene e delle urla. Nel 1969 l'America era in Vietnam. Non servì aggiungere una parola. Alla domanda se fosse una versione poco ortodossa, Hendrix rispose: «io pensavo fosse bellissima». Diciotto mesi dopo era morto. La sera prima, all'alba di domenica, il palco era stato degli Who.
18 agosto 1969 – Mick Jagger si ferisce sul set di Ned Kelly
Mentre a Bethel si smontano i palchi, dall'altra parte del mondo, in Australia, Mick Jagger sta girando il film in cui interpreta il bandito Ned Kelly. Una pistola a salve gli esplode in mano ferendogli la destra. Se la caverà, ma per giorni non poté suonare.
18 agosto 1973 – Jethro Tull, A Passion Play al primo posto
Un disco che è un unico brano di quarantacinque minuti, stroncato da tutta la stampa musicale inglese, arriva in cima alla classifica americana. Ian Anderson reagì alle recensioni annunciando che i Jethro Tull non avrebbero mai più suonato dal vivo. Cambiò idea.
18 agosto 1977 – Il funerale di Elvis a Graceland
Due giorni dopo la sua morte — raccontata nel 16 agosto — il funerale si tiene a Graceland nel primo pomeriggio, e fuori dal cancello di Elvis Presley Boulevard ci sono decine di migliaia di persone sotto un caldo insopportabile. Il corteo di Cadillac bianche attraversa Memphis fino al cimitero di Forest Hill. Il presidente Carter emise un comunicato ufficiale.
18 agosto 1977 – The Police suonano per la prima volta come trio
⭐ Il locale è il Rebecca's di Birmingham. Fino a poche settimane prima i Police erano quattro: c'era anche il chitarrista corso Henry Padovani, che aveva più entusiasmo che tecnica. Quando Andy Summers accettò di entrare a una condizione — essere l'unico chitarrista — Padovani uscì. Da quella sera in poi i Police sono Sting, Summers e Stewart Copeland, ed è quella formazione lì che di lì a sei anni avrebbe riempito gli stadi.
18 agosto 1979 – Nick Lowe sposa Carlene Carter
Il re del pub rock inglese, l'uomo che produsse i primi dischi di Elvis Costello e dei Damned, sposa la figliastra di Johnny Cash. Il matrimonio durò una decina d'anni; l'amicizia con la famiglia Cash molto di più. Fu proprio Cash a incidere una sua canzone, The Beast in Me.
18 agosto 1982 – Liverpool intitola quattro strade ai Beatles
⚠️ Data da confermare. Nel quartiere di Kensington nascono John Lennon Drive, Paul McCartney Way, George Harrison Close e Ringo Starr Drive. La città che negli anni Settanta aveva demolito il Cavern comincia a fare pace con la cosa più famosa che le sia mai capitata.
18 agosto 1983 – Police, Joan Jett e R.E.M. allo Shea Stadium
Sei anni esatti dopo il debutto del trio a Birmingham, i Police suonano allo Shea Stadium di New York — lo stadio dei Beatles — nel tour di Synchronicity. Ad aprire ci sono Joan Jett and the Blackhearts e una band di Athens, Georgia, che aveva pubblicato il primo album da pochi mesi: si chiamavano R.E.M.
18 agosto 1992 – Nasce Frances Bean Cobain
Nasce a Los Angeles la figlia di Kurt Cobain e Courtney Love. Il nome viene da Frances McKee delle Vaselines, la band scozzese che Cobain adorava. Aveva venti mesi quando suo padre è morto.
18 agosto 1997 – I Rolling Stones annunciano Bridges to Babylon dal Brooklyn Bridge
Conferenza stampa sul ponte di Brooklyn, e poi la band attraversa il ponte a bordo di un camion scoperto. Il tour che ne seguì incassò centinaia di milioni di dollari.
18 agosto 1999 – Parte il tour di Alanis Morissette e Tori Amos
Il 5½ Weeks Tour: due delle voci femminili più forti degli anni Novanta sullo stesso palco, a turno, senza gerarchie. Fu una delle tournée più redditizie di quell'estate e mandò a gambe all'aria l'idea che due donne in cartellone non vendessero.
18 agosto 2010 – I Sex Pistols lanciano il loro profumo
Sì, avete letto bene. La band che aveva cantato Never Mind the Bollocks mette il nome su una fragranza. Qualcuno lo prese come la fine del punk; John Lydon avrebbe risposto che era il punk più punk di tutti.
🕯️ COMMEMORAZIONI
18 agosto 1991 – Rick Griffin
Se ne va a quarantasette anni, tre giorni dopo un incidente in moto nella contea di Sonoma. Era uno dei cinque grandi disegnatori dei manifesti psichedelici di San Francisco: sua la locandina di Aoxomoxoa dei Grateful Dead, suo il Flying Eyeball per Hendrix al Fillmore. Prima di tutto questo disegnava surfisti per la rivista Surfer. Senza la sua matita, l'immagine visiva del rock californiano sarebbe un'altra cosa.
18 agosto 2003 – Tony Jackson
Muore a sessantacinque anni a Nottingham. Era il bassista e la voce dei The Searchers di Liverpool, quelli di Needles and Pins e Sweets for My Sweet: la seconda band più importante uscita dal Merseybeat dopo i Beatles, e quella che con le chitarre a dodici corde influenzò direttamente i Byrds. Lasciò il gruppo nel 1964, e la vita dopo non fu semplice.
18 agosto 2010 – Kenny Edwards
Se ne va a sessantaquattro anni. Era il bassista degli Stone Poneys, e cioè l'uomo che nel 1965 fondò la band con una ragazza di Tucson di diciotto anni chiamata Linda Ronstadt. Suonò con lei per quarant'anni, a fasi alterne, e produsse dischi per Karla Bonoff e Wendy Waldman. Una delle figure di raccordo del country rock californiano.
18 agosto 2020 – Jack Sherman
⭐ Muore d'infarto a sessantaquattro anni. Era stato il secondo chitarrista dei Red Hot Chili Peppers: entrò nel 1983, dopo che Hillel Slovak se n'era andato, e suonò sul primo disco della band, poi in tour, poi co-firmò cinque pezzi di Freaky Styley. Fu licenziato nel 1985 e per il resto della vita restò ai margini della storia ufficiale del gruppo — non fu invitato quando i Chili Peppers entrarono nella Rock and Roll Hall of Fame, e non nascose mai quanto gli fosse pesato. Chi c'era dice che quel primo disco, senza il suo modo di suonare il funk, sarebbe stato un altro disco.
🎧 Playlist consigliata – 18 Agosto
- Jimi Hendrix – The Star-Spangled Banner (Live at Woodstock) (Woodstock 1969)
- Crosby, Stills & Nash – Suite: Judy Blue Eyes (CSNY a Woodstock)
- The Beatles – Love Me Do (il debutto di Ringo)
- Bon Jovi – Livin' on a Prayer (Slippery When Wet)
- The Who – Who Are You (l'ultimo con Keith Moon)
- Foo Fighters – Everlong (il singolo)
- Siouxsie and the Banshees – Hong Kong Garden (il debutto)
- Korn – Freak on a Leash (Follow the Leader)
- The Rolling Stones – We Love You (il singolo)
- Bob Dylan – Just Like a Woman (il singolo)
- U2 – A Day Without Me (il primo su Island)
- Nick Cave and the Bad Seeds – The Singer (Kicking Against the Pricks)
- Mudhoney – Touch Me I'm Sick (Dan Peters)
- Nirvana – Sliver (Dan Peters alla batteria)
- Foreigner – Juke Box Hero (Dennis Elliott)
- The Move – Flowers in the Rain (Carl Wayne)
- Men At Work – Down Under (Ron Strykert e John Rees)
- The Isley Brothers – That Lady (Marvin Isley)
- Split Enz – I Got You (Nigel Griggs)
- The Primitives – Crash (Tracy Tracy)
- Red Hot Chili Peppers – Get Up and Jump (Jack Sherman)
- The Searchers – Needles and Pins (Tony Jackson)
- Linda Ronstadt – Different Drum (Kenny Edwards)
- Grateful Dead – China Cat Sunflower (Rick Griffin)
- The Police – Roxanne (il debutto del trio)
- The Doors – Light My Fire (la firma con Elektra)
- Jethro Tull – A Passion Play (Edit) (il Nr.1 del 1973)
- Elvis Presley – Hound Dog (il doppio Nr.1)
- Sonic Youth – Teen Age Riot (Live in Brooklyn 2011)
- Aerosmith – Dream On (Greatest Hits)
A domani, con un altro giorno che lascia il segno nel rock. 🤘