Il Calendario del Rock "Accadde Oggi" 17 Agosto

Rock «Accadde Oggi» 17 Agosto

Gli eventi rock del 17 agosto: mappa mentale

17 Agosto – Il giorno in cui gli Who suonarono all'alba di Woodstock, i Beatles debuttarono davanti a dieci persone e nacque, in silenzio, il compact disc


C'è una cosa che tiene insieme tutto il 17 agosto, ed è che le cose importanti, quel giorno, sono quasi sempre successe nell'ora sbagliata. È l'alba di domenica 17 agosto 1969 e il cartellone del sabato di Woodstock è andato talmente in ritardo da sfondare la notte: alle cinque del mattino salgono gli Who, che suonano quasi tutto Tommy davanti a mezzo milione di persone sfinite. Subito dopo Pinball Wizard un uomo sale sul palco e afferra il microfono per parlare di un amico in carcere: Pete Townshend, che stava accordando la chitarra e non aveva idea di chi fosse, gli tira una chitarrata e lo butta giù. Chiudono con See Me, Feel Me mentre il sole sorge dietro la collina. Chi c'era giura che sembrasse organizzato: non lo era.

Tre ore dopo, con il sole già alto, i Jefferson Airplane attaccano Volunteers con quattordici ore di ritardo sull'orario previsto. Nove anni prima, il 17 agosto 1960, cinque ragazzi di Liverpool scendevano da un furgone ad Amburgo e suonavano la prima delle loro quarantotto notti all'Indra Club davanti a una decina di persone: si chiamavano Beatles, e Lennon avrebbe detto che erano nati a Liverpool ma cresciuti lì.

E poi c'è il 17 agosto che ha cambiato la musica senza fare rumore: nel 1982, in una fabbrica vicino ad Hannover, esce dalla catena di montaggio il primo compact disc della storia e non c'è nemmeno un giornalista a guardare; cinque anni dopo, esattamente lo stesso giorno, i New Order ci mettono sopra Blue Monday; e nel 1991, in un capannone di Culver City, i Nirvana girano il video di Smells Like Teen Spirit con meno di cinquantamila dollari. Trentacinque anni tondi. L'ora era sbagliata per tutti. Se li ricordano lo stesso.

🎂 COMPLEANNI

17 agosto 1918 – Ike Quebec
Sassofonista tenore di Newark, uno dei suoni più caldi della Blue Note: fu anche talent scout per l'etichetta, e sua è la segnalazione che portò Thelonious Monk in sala d'incisione. Quel tenore grosso e vellutato è la stessa scuola da cui, dieci anni dopo, i sassofonisti del rhythm and blues avrebbero imparato a urlare.

17 agosto 1927 – Sam Butera
Sassofonista di New Orleans, l'uomo che con i Witnesses stava a fianco di Louis Prima e Keely Smith: quel misto di swing, shuffle e comicità da locale notturno è uno dei ponti diretti fra il jazz da ballo e il rock'n'roll. Suo l'arrangiamento di Just a Gigolo / I Ain't Got Nobody.

17 agosto 1931 – Floyd Newman
Novantacinque anni tondi. Sassofono baritono di Memphis, colonna dei fiati della Stax: sta dentro decine di incisioni di Otis Redding e Sam & Dave, e fu lui a portare in studio un giovanissimo Isaac Hayes, che suonava nella sua band. La sezione fiati della Stax è metà del suono del soul del Sud, e da lì è passato mezzo rock bianco degli anni Sessanta.

17 agosto 1939 – Luther Allison
⭐ Nato a Widener, in Arkansas, quattordicesimo di quindici figli, cresciuto nel West Side di Chicago. Chitarrista dal vibrato incendiario, l'hanno chiamato il Jimi Hendrix del blues per i concerti da tre ore senza tregua. Passò vent'anni in Francia perché in America nessuno lo ascoltava più, tornò nel 1994 e vinse tutto quello che c'era da vincere. Morì tre anni dopo, a cinquantasette.

17 agosto 1944 – John Seiter
Batterista di St. Louis, prima con Spanky and Our Gang e poi nei Turtles per gli ultimi due dischi: è lui dietro i tamburi nel periodo di Turtle Soup, l'album prodotto da Ray Davies dei Kinks.

17 agosto 1946 – Drake Levin
Ottant'anni tondi. Chitarrista di Paul Revere & the Raiders, la band di Portland con i tricorni da rivoluzione americana che nel 1965 spinse Just Like Me in classifica con uno dei primi assoli a doppia traccia della storia del rock. Lasciò il gruppo al culmine del successo per la chiamata alle armi.

17 agosto 1947 – Gary Talley
Chitarrista dei Box Tops, la band di Memphis di un sedicenne dalla voce da cinquantenne che si chiamava Alex Chilton: The Letter, un minuto e cinquanta secondi, primo posto in America nel 1967. Quando Chilton se ne andò a inventare i Big Star, Talley restò a fare il turnista a Memphis e Nashville.

17 agosto 1949 – Sib Hashian
⭐ Batterista dei Boston dal 1975 al 1983: è lui a tenere il tempo su More Than a Feeling e su Don't Look Back, cioè su uno dei dischi d'esordio più venduti di sempre. Riconoscibile a colpo d'occhio per l'enorme capigliatura afro. È morto nel 2017, a sessantasette anni, mentre suonava su una nave da crociera rock: è caduto dietro i tamburi davanti al pubblico.

17 agosto 1953 – Kevin Rowland
Voce e testa dei Dexys Midnight Runners, il gruppo di Birmingham che nel 1980 arrivò primo in Inghilterra con Geno e nel 1982 in mezzo mondo con Come On Eileen. Rowland cambiava formazione e uniforme a ogni disco — prima da scaricatori di porto, poi da zingari in salopette — e vietava alcol e droghe in tour: si allenava correndo con la band alle sei del mattino.

17 agosto 1954 – Eric Johnson
Chitarrista di Austin, Texas, uno dei suoni più puliti mai usciti da un amplificatore: Cliffs of Dover gli è valso un Grammy nel 1992. È famoso per un'ossessione maniacale del dettaglio — sceglieva le batterie dei pedali a orecchio — e per aver rifatto Ah Via Musicom talmente tante volte che l'etichetta perse la pazienza.

17 agosto 1955 – Colin Moulding
⭐ Bassista e seconda penna degli XTC, la band di Swindon: sue sono Making Plans for Nigel, Generals and Majors e Grass, cioè alcune delle canzoni più belle scritte da chi non era il leader del gruppo. Timido fino alla ritrosia, fu lui a chiedere per primo di smettere di andare in tour nel 1982, quando Andy Partridge crollò sul palco.

17 agosto 1958 – Belinda Carlisle
⭐ Nasce a Hollywood la voce delle Go-Go's. Cominciò come batterista dei punk Germs col nome di Dottie Danger, ma si ammalò e non suonò mai un concerto; poco dopo fondò con Jane Wiedlin una band di ragazze che imparavano lo strumento mentre già suonavano al Masque. Nel 1982 Beauty and the Beat arrivò primo in America e restò lì sei settimane: nessuna band di sole donne, prima di loro, aveva mai scritto e suonato da sé un disco numero uno. Nel 2021 sono entrate nella Rock and Roll Hall of Fame.

17 agosto 1962 – Gilby Clarke
Chitarrista di Cleveland, entrò nei Guns N' Roses nel 1991 al posto di Izzy Stradlin: imparò tutto il repertorio in due settimane e si ritrovò davanti a centomila persone. Restò per l'intero Use Your Illusion Tour e per l'album di cover The Spaghetti Incident?. Oggi fa il produttore, e ha una collezione di chitarre che vale quanto una casa.

17 agosto 1964 – Maria McKee
Voce dei Lone Justice, la band di Los Angeles che a metà anni Ottanta inventò il cowpunk: country e punk nella stessa canzone, con una cantante ventenne che urlava come una predicatrice. Bob Dylan le regalò una canzone, gli U2 se li portarono in tour. Sua è anche A Good Heart, che nel 1985 arrivò prima in Inghilterra cantata da Feargal Sharkey.

17 agosto 1964 – Colin James
Chitarrista canadese di Regina, scoperto a diciassette anni da Stevie Ray Vaughan, che lo volle come spalla e gli diede il nome d'arte. In Canada è una specie di istituzione del blues rock, con oltre venti dischi e sette Juno Awards.

17 agosto 1965 – Steve Gorman
Batterista e cofondatore dei Black Crowes: il groove sporco e in ritardo di Hard to Handle e Remedy è suo. Ha tenuto insieme la band per vent'anni facendo da cuscinetto fra i fratelli Robinson, che non si parlavano; quando ha mollato ha scritto un libro che i due non gli hanno mai perdonato.

17 agosto 1966 – Jill Cunniff
Sessant'anni tondi. Voce e basso delle Luscious Jackson, il gruppo di New York cresciuto attorno alla Grand Royal dei Beastie Boys: hip hop, funk e chitarre nella stessa canzone, quando ancora non si faceva. Il nome viene da un giocatore di pallacanestro, Lucious Jackson.

17 agosto 1977 – Tarja Turunen
⭐ Nata a Kitee, in Finlandia: soprano lirica di formazione classica, fu la voce dei Nightwish dal 1996 al 2005 e con loro inventò di fatto il metal sinfonico, un genere che prima non esisteva. La separazione dalla band arrivò con una lettera aperta pubblicata su internet dopo un concerto a Helsinki: uno degli addii più brutali della storia del metal.

17 agosto 1994 – Phoebe Bridgers
⭐ Nata a Pasadena, California. Ha rimesso il dolore dentro il rock americano senza alzare mai la voce: Stranger in the Alps nel 2017, Punisher nel 2020, e la scheletro-tuta bianca diventata un'uniforme per un'intera generazione di ragazzine. Con Julien Baker e Lucy Dacus ha fondato i boygenius, che nel 2024 hanno vinto tre Grammy.

17 agosto 1999 – Elijah Hewson
Voce e chitarra degli Inhaler, la band di Dublino che nel 2021 è arrivata prima in classifica in Inghilterra col disco d'esordio. È il figlio di Bono, e per anni ha tenuto la cosa nascosta ai compagni di scuola con cui aveva messo su il gruppo.

💿 PUBBLICAZIONI

Miles Davis – Kind of Blue (1959)
⭐ Il disco di jazz più venduto della storia, inciso in due sole giornate su schemi appena abbozzati che i musicisti videro per la prima volta in studio. Con Miles c'erano John Coltrane, Cannonball Adderley e Bill Evans. Non è rock, ma il rock gli deve moltissimo: da qui nasce l'idea di improvvisare su un solo accordo invece che sugli accordi, ed è la strada che porta ai Doors, ai Grateful Dead e a tutta la psichedelia che suona lunga.

The Tornados – Telstar (1962)
⭐ Esce per la Decca il singolo strumentale prodotto da Joe Meek nel suo studio sopra un negozio di borse di Holloway Road, con un clavioline che imita un satellite. Diventò il primo brano di una band britannica ad arrivare al numero uno in America, due anni prima dei Beatles. Meek non vide mai i soldi: una causa per plagio bloccò i diritti fino a dopo la sua morte.

The Band – Stage Fright (1970)
Terzo album, registrato dentro il teatro municipale di Woodstock con Todd Rundgren e Glyn Johns ai banchi. È il disco in cui la festa finisce: The Shape I'm In, The Rumor, e una title track su un musicista paralizzato dalla paura del pubblico, che Robbie Robertson scrisse guardando Richard Manuel. Nono in America.

XTC – Drums and Wires (1979)
⭐ Il disco in cui gli XTC smettono di essere una band nervosa e diventano una band grande: entra Dave Gregory alla chitarra, esce l'organo, e Steve Lillywhite mette sulla batteria di Terry Chambers il suono di riverbero che di lì a poco tutti copieranno. Dentro c'è Making Plans for Nigel, scritta da Colin Moulding, che oggi compie gli anni.

The Jam – When You're Young (1979)
Singolo per la Polydor, diciassettesimo in Inghilterra. Due minuti e mezzo sul momento esatto in cui ti accorgi che il mondo non è come te lo avevano raccontato: «you find out life isn't like that». Paul Weller aveva ventun anni e stava scrivendo il manifesto di chiunque ne avesse venti.

Cabaret Voltaire – Red Mecca (1981)
Quarantacinque anni. Terzo album per la Rough Trade del trio di Sheffield: nastri tagliati, voci rubate alla radio, ritmi che sembrano macchinari. È considerato il loro capolavoro e uno dei dischi da cui esce tutto l'industrial; senza Red Mecca non ci sono i Nine Inch Nails.

New Order – Substance (1987)
⭐ Non una raccolta qualsiasi: dodici singoli in ordine cronologico, da Ceremony a True Faith, molti reincisi apposta perché la band non sopportava più le vecchie versioni. Ed è il disco che mette finalmente Blue Monday su compact disc — il dodici pollici più venduto di tutti i tempi, che fino ad allora esisteva solo in vinile. Terzo in Inghilterra, e per moltissimi è la porta d'ingresso ai New Order.

Tom Waits – Franks Wild Years (1987)
⭐ Ultimo capitolo della trilogia per la Island, nato come colonna sonora di un'opera teatrale scritta con la moglie Kathleen Brennan e messa in scena a Chicago. Fisarmoniche scordate, organi da giostra, la voce che sembra uscita da un altoparlante rotto. Waits ci mette dentro Innocent When You Dream e Way Down in the Hole, che vent'anni dopo diventerà la sigla di The Wire.

David Bowie – Never Let Me Down (1987, singolo)
Terzo singolo estratto dall'album omonimo di aprile. È la canzone che Bowie scrisse per Coco Schwab, la sua assistente personale da quindici anni, l'unica persona che gli era rimasta accanto negli anni peggiori di Berlino e Los Angeles. Ventisettesimo in America. Bowie avrebbe poi rinnegato quasi tutto il disco, ma non questa.

Type O Negative – Bloody Kisses (1993)
⭐ Terzo album della band di Brooklyn di Peter Steele, e il primo disco della Roadrunner a diventare di platino. Metal lentissimo, tastiere da chiesa, una voce di basso profondo che canta d'amore e di morte con la faccia seria e l'occhio che ride: Black No.1 prende in giro le ragazze gotiche e nello stesso momento le consacra. Steele se n'è andato nel 2010, a quarantotto anni.

Red Hot Chili Peppers – The Zephyr Song (2002, singolo)
Secondo singolo da By the Way, uno dei momenti più leggeri della band: chitarra arpeggiata, cori, e un video girato al contrario da Jonathan Dayton e Valerie Faris. Primo nella classifica rock americana.

Death Cab for Cutie – Thank You for Today (2018)
Nono album, e il primo senza Chris Walla, che della band era chitarrista e produttore dal primo giorno. Ben Gibbard ci scrive sopra la fine di un'epoca e la gentrificazione di Seattle, la città che aveva inventato il grunge e adesso si stava riempiendo di uffici.

📌 EVENTI E CURIOSITÀ

1960 – La prima notte dei Beatles ad Amburgo
⭐ Sono arrivati la sera stessa dopo due giorni di furgone, e li fanno salire subito sul palco dell'Indra Club, in fondo alla Grosse Freiheit, davanti a una manciata di persone: qualche prostituta e i suoi clienti. John, Paul, George, Stuart Sutcliffe e Pete Best suonano quattro ore e mezza per trenta marchi a testa e dormono in un ripostiglio dietro lo schermo di un cinema porno. Andranno avanti così per quarantotto notti. Lennon lo avrebbe detto senza giri di parole: «siamo nati a Liverpool, ma siamo cresciuti ad Amburgo».

1963 – Billboard unisce mono e stereo, e nasce la classifica degli album
Fino a quel giorno c'erano due classifiche separate, una per i dischi mono e una per gli stereo, e nessuno capiva quale contasse. Billboard le fonde in una sola, la Top LP's: è la classifica che oggi si chiama Billboard 200. Il primo numero uno della lista unificata è Andy Williams.

1964 – A Glasgow la cuffia in piscina per chi ha i capelli alla Beatles
⚠️ Il consiglio comunale ordina a ragazzi e uomini col taglio a caschetto di indossare la cuffia nelle piscine municipali: intasavano i filtri. È il modo più britannico possibile di prendere atto che il rock era arrivato. La notizia circola solo su aggregatori: il giorno esatto non è confermato.

1965 – I Byrds annullano Portsmouth
⚠️ Duecentocinquanta biglietti venduti in un teatro da quattromila posti: il concerto salta. Il primo tour inglese dei Byrds fu un disastro completo — arrivarono con addosso l'etichetta di «risposta americana ai Beatles» e il pubblico si accorse subito che era una montatura degli uffici stampa. Data riportata da un solo aggregatore.

1966 – I Beatles contro la guerra, a Toronto
Conferenza stampa al King Edward Hotel. È il tour americano di «più famosi di Gesù», quello dei dischi bruciati nel Sud, e un giornalista chiede loro cosa pensano dei ragazzi che scappano in Canada per non andare in Vietnam. Lennon risponde per tutti: siamo contro la guerra, e siamo contro chiunque la faccia. Era la prima volta che una band di quella dimensione lo diceva a voce alta.

1968 – I Cream in cima all'America
Wheels of Fire è al primo posto della classifica americana degli album: doppio disco, metà in studio e metà dal vivo al Fillmore, con White Room e i sedici minuti di Toad. È il primo doppio album di platino della storia. Quattro mesi dopo i Cream si sarebbero sciolti.

1968 – I Rascals e cinque settimane al numero uno
People Got to Be Free comincia la sua corsa in vetta alla Hot 100. I Rascals, quattro ragazzi bianchi che suonavano soul meglio di molti, la scrissero di getto dopo l'omicidio di Martin Luther King e da quel momento pretesero per contratto che in ogni loro concerto ci fosse almeno un gruppo nero in cartellone.

1968 – I Deep Purple entrano in classifica in America
Hush compare al numero 83 della Hot 100: è il primo ingresso della loro vita, e arriverà fino al quarto posto. La canzone non era nemmeno loro — l'aveva scritta Joe South per Billy Joe Royal — ma Jon Lord ci mise sopra un organo Hammond distorto che nessuno aveva mai sentito, e il resto è cinquant'anni di hard rock.

1969 – Woodstock, le cinque del mattino: gli Who e Abbie Hoffman
Il Top Event di oggi. Il terzo giorno comincia con il cartellone del sabato che sfonda la notte. Alle 3:30 Sly & the Family Stone svegliano mezzo milione di persone; alle 5:00 salgono gli Who e suonano quasi tutto Tommy. Subito dopo Pinball Wizard, l'attivista Abbie Hoffman prende il microfono per protestare contro la condanna a nove anni di John Sinclair, manager degli MC5. Townshend lo caccia a chitarrate. Le telecamere stavano cambiando rullo: l'audio esiste, le immagini no. Townshend disse poi che sulla sostanza aveva ragione Hoffman — ma non sul palco. Il set si chiude con See Me, Feel Me mentre il sole sorge dietro la collina.

1969 – Woodstock, le otto del mattino: i Jefferson Airplane
⭐ Dovevano suonare alle dieci e mezza di sera. Salgono quattordici ore dopo, col sole già alto, e Grace Slick saluta il pubblico con la frase più famosa del festival: «alright friends, you have seen the heavy groups — now you will see morning maniac music». Due ore di set, Volunteers e White Rabbit, davanti a un campo di gente che si stava svegliando nel fango.

1969 – Woodstock, il pomeriggio: Joe Cocker e il diluvio
⭐ Alle due del pomeriggio Joe Cocker, che in America non conosceva quasi nessuno, chiude il suo set con With a Little Help from My Friends e ne esce una star mondiale. Poi arriva un temporale che ferma tutto per ore, con la gente che urla «no rain» al cielo. Si ricomincia a sera: Country Joe and the Fish, Ten Years After con i dieci minuti di I'm Going Home, e The Band a notte fonda.

1971 – Gli Allman Brothers al Boston Common
Cinquantacinque anni. Concerto gratuito nel parco di Boston davanti a decine di migliaia di persone: è uno degli ultimi grandi show con Duane Allman, che sarebbe morto in moto due mesi e mezzo dopo. La registrazione è uscita solo nel 2007 col titolo Boston Common, 8/17/71.

1974 – Eric Clapton torna primo in America
461 Ocean Boulevard arriva in cima alla classifica degli album e ci resta quattro settimane. È il disco della risalita dopo tre anni persi nell'eroina, registrato a Miami in una casa il cui indirizzo dà il titolo all'album; dentro c'è I Shot the Sheriff, la cover di Bob Marley che presentò il reggae al pubblico bianco americano.

1974 – Patrick Moraz entra negli Yes
⚠️ Lo svizzero dei Refugee sostituisce Rick Wakeman, che se n'era andato dopo Tales from Topographic Oceans perché non ne condivideva più una nota. Con Moraz gli Yes incidono Relayer, il loro disco più spigoloso e jazz. Fonti concordi sull'agosto 1974; il giorno esatto è dato solo da aggregatori.

1977 – Ottantamila persone davanti alla bara di Elvis
Il giorno dopo la morte (Elvis Presley se n'è andato il 16 agosto) la salma viene esposta a Graceland: sotto trentadue gradi, circa ottantamila persone sfilano davanti al feretro. Il presidente Jimmy Carter diffonde un comunicato ufficiale — cosa mai fatta prima per un musicista — in cui scrive che Elvis «ha cambiato per sempre il volto della cultura popolare americana».

1980 – AC/DC e ZZ Top allo stesso festival
Toledo Speedway Jam II, in Ohio: AC/DC e ZZ Top in cartellone insieme, con Humble Pie e Sammy Hagar. Per gli AC/DC è uno dei primi grandi concerti americani con Brian Johnson alla voce: Back in Black era uscito da appena un mese e mezzo, e nessuno sapeva ancora se la band sarebbe sopravvissuta a Bon Scott.

1982 – Nasce il compact disc
⭐ Nello stabilimento Polygram di Langenhagen, vicino ad Hannover, esce dalla catena di montaggio il primo compact disc commerciale della storia. È The Visitors degli ABBA. Nessun giornalista, nessuna cerimonia: un disco d'argento da dodici centimetri che nel giro di dieci anni avrebbe spazzato via il vinile, e nel giro di trenta sarebbe stato spazzato via a sua volta.

1987 – Run-DMC e Beastie Boys chiudono il Together Forever
Ultima data al Madison Square Garden, ventimila persone e i metal detector all'ingresso: era il tour che aveva definitivamente sposato rap e rock dopo Walk This Way con gli Aerosmith. Fra i Beastie Boys e i Run-DMC c'era una rivalità vera su chi dovesse chiudere la serata.

1991 – I Nirvana girano Smells Like Teen Spirit
Trentacinque anni tondi. Ai GMT Studios di Culver City, in California, si gira per meno di cinquantamila dollari il video che avrebbe cambiato la musica degli anni Novanta. Il pubblico è vero: erano ragazzi reclutati due sere prima a un concerto dei Nirvana al Roxy. Il regista Samuel Bayer li tenne in piedi per ore sotto le luci finché non si incattivirono davvero, e alla fine invasero il set e distrussero la scenografia. Kurt Cobain odiava il montaggio di Bayer e si rifece il video da solo alla moviola. Il singolo sarebbe uscito il 10 settembre, Nevermind il 24.

1993 – Jeff Buckley al Sin-é
Seconda serata registrata nel caffè irlandese dell'East Village dove Jeff Buckley suonava da mesi per pochi spettatori, con una chitarra e un amplificatore. Da queste sere esce il suo primo disco, l'EP Live at Sin-é: quattro pezzi allora, un doppio album completo molti anni dopo. Grace sarebbe arrivato l'anno seguente.

1995 – La notte di Dave Gahan a Los Angeles
Il cantante dei Depeche Mode, appena uscito da una clinica, tocca il fondo in una stanza del Sunset Marquis e finisce in ospedale. Ne sarebbe uscito, e ci ha messo anni: oggi è ancora lì, ed è una delle risalite più belle della storia del rock.

1996 – L'ultimo Monsters of Rock di Donington
Trent'anni. Cinquantamila persone sulla collina di Donington Park per l'ultima edizione storica del festival: chiudono i Kiss con la formazione originale riunita — Frehley e Criss di nuovo dentro, trucco compreso — dopo Ozzy Osbourne. I Sepultura suonano in tre, senza Max Cavalera. Il Monsters of Rock non sarebbe più tornato nella forma che tutti ricordavano.

1996 – Perry Farrell inventa la vendita online dei biglietti
Parte a Holmdel, nel New Jersey, l'ENIT Festival di Perry Farrell con i suoi Porno for Pyros: uno dei primissimi tour a vendere biglietti su internet. Il festival morì dopo quattro date, ma l'idea è rimasta.

1998 – La stella di Carlos Santana
Santana riceve la stella sulla Hollywood Walk of Fame, al 7080 di Hollywood Boulevard. È lo stesso anno del suo ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, e un anno prima di Supernatural, il disco che a cinquantadue anni lo avrebbe rimesso al primo posto in mezzo mondo.

2002 – The Rising di Springsteen debutta al numero uno
Il disco era uscito il 30 luglio; è la classifica datata 17 agosto a incoronarlo, con oltre cinquecentoventimila copie nella prima settimana. È il ritorno di Bruce Springsteen con la E Street Band dopo diciotto anni, ed è il disco con cui l'America ha provato a raccontarsi l'11 settembre.

2004 – Dan Fogelberg annuncia la malattia
Il cantautore dell'Illinois comunica di avere un tumore alla prostata in stadio avanzato e cancella un tour di sedici città. Sarebbe morto tre anni dopo. Leader of the Band, la canzone che aveva scritto per suo padre direttore di banda, è rimasta il suo lascito più bello.

2011 – La Corte Suprema della California e Phil Spector
I giudici rifiutano di rivedere la condanna per omicidio di Phil Spector, l'uomo del wall of sound, dei Ronettes e di Let It Be. Morì in carcere nel 2021. È una delle storie più scomode del rock: il produttore che ha inventato il modo moderno di fare un disco, e che ha ucciso una donna in casa propria.

2012 – Due anni di carcere alle Pussy Riot
Un tribunale di Mosca condanna Nadežda Tolokonnikova, Marija Alëchina ed Ekaterina Samucevič a due anni per la loro preghiera punk dentro la cattedrale di Cristo Salvatore. Da Madonna a Paul McCartney, da Patti Smith ai Red Hot Chili Peppers, mezzo mondo della musica si mobilitò.

2012 – Il primo Knotfest
Gli Slipknot si inventano un festival tutto loro a Council Bluffs, in Iowa — a un'ora dal posto in cui erano nati — e lo riempiono di Deftones, Lamb of God, Gojira e giostre da luna park macabro. Il dark carnival di Corey Taylor e soci è poi diventato un marchio itinerante in mezzo mondo.

2016 – Paul McCartney torna alla Capitol
A settantaquattro anni McCartney firma un nuovo contratto mondiale con la Capitol Records: la stessa etichetta che nel 1964 pubblicò Meet the Beatles!. Cinquantadue anni dopo, il cerchio si chiude nello stesso palazzo rotondo di Hollywood.

2019 – I Tool entrano in classifica con dieci minuti di canzone
Fear Inoculum debutta al numero 93 della Hot 100: dieci minuti e ventuno secondi, il brano più lungo mai entrato nella classifica americana. I Tool avevano appena messo il loro catalogo sulle piattaforme dopo anni di rifiuto, e nella stessa settimana cinque loro dischi rientrarono in classifica tutti insieme.

🕯️ COMMEMORAZIONI

17 agosto 1972 – Baby Tate
Chitarrista del Piedmont blues, morto a cinquantasei anni in South Carolina. Quello stile di chitarra a dita, con il pollice che fa il basso e le altre dita la melodia, è la scuola da cui vengono Blind Boy Fuller e, per via indiretta, mezzo folk revival americano.

17 agosto 1973 – Paul Williams
⭐ Se ne va a trentaquattro anni, a due isolati da Hitsville, la casa della Motown a Detroit. Era il fondatore e la prima voce solista dei Temptations: sua è Don't Look Back, e soprattutto sue erano le coreografie — fu lui a insegnare a quel gruppo come si sta su un palco, e da lì è passata l'idea stessa di spettacolo nella musica nera. Aveva lasciato la band due anni prima per problemi di salute. Rock and Roll Hall of Fame nel 1989.

17 agosto 1987 – Gary Chester
Turnista di New York morto a sessantadue anni, uno dei batteristi più incisi della storia senza che quasi nessuno sappia il suo nome: Coasters, Drifters, Lovin' Spoonful, Monkees, Van Morrison. Ha lasciato due manuali di batteria che si studiano ancora oggi in tutto il mondo.

17 agosto 1990 – Bruno Lomas
Morto a cinquant'anni in un incidente d'auto sull'autostrada A-7. Era il pioniere del rock'n'roll spagnolo, la voce di Valencia che negli anni Sessanta portò Elvis e Little Richard dentro un paese ancora sotto dittatura.

17 agosto 2002 – Arthur Lee Maye
Morto a sessantasette anni: cantante doo-wop degli Arthur Lee Maye & the Crowns e, nello stesso tempo, giocatore di baseball nella Major League. Registrava dischi durante la stagione morta e tornava sul diamante a primavera.

17 agosto 2007 – George Melly
Morto a ottant'anni a Londra: cantante di jazz e blues, critico d'arte, scrittore, surrealista dichiarato e uno dei personaggi più eccentrici della Gran Bretagna del Novecento. Continuò a cantare nei club fino a pochi mesi dalla fine.

17 agosto 2008 – Harvey Kaye
Tastierista degli Spiral Starecase, la band californiana di More Today Than Yesterday: morto per infarto cinque giorni prima di compiere settant'anni.

17 agosto 2010 – Fred Carter Jr.
Morto a settantasei anni. Turnista di Nashville, la sua chitarra sta dentro più dischi di quanti se ne possano contare: è sua la parte acustica che apre The Boxer di Simon & Garfunkel. Ha suonato con Bob Dylan, Roy Orbison e Joan Baez.

17 agosto 2016 – James Woolley
⚠️ Tastierista dei Nine Inch Nails dal 1991 al 1994, il periodo di The Downward Spiral, del Lollapalooza e del set fangoso di Woodstock '94. Morto a quarantanove anni. Wikipedia dà il 17 agosto, Rolling Stone il 14: la data non è riconciliata.

17 agosto 2018 – Claudio Lolli
Morto a Bologna a sessantotto anni. Cantautore, insegnante, e l'autore di Ho visto anche degli zingari felici: uno dei dischi più politici e più belli della canzone italiana degli anni Settanta. Non è rock, ma è la stessa idea — che una canzone possa essere un modo di stare al mondo e non un prodotto.

17 agosto 2021 – Gary «Chicken» Hirsh
Cinque anni. Batterista di Country Joe and the Fish, morto a ottantun anni. Chiusura del cerchio: era lui dietro i tamburi quando la band suonò a Woodstock, in questa stessa data del 1969. Lasciata la musica si mise a disegnare vignette.

17 agosto 2023 – Gary Young
⭐ Morto a settant'anni a Stockton, California. Batterista fondatore dei Pavement e proprietario del garage-studio in cui la band incise Slanted and Enchanted: senza di lui quel disco non esisterebbe. Ai concerti accoglieva il pubblico all'ingresso regalando insalata e facendo la verticale, e finì per essere allontanato proprio per questo.

17 agosto 2023 – Bobby Eli
Morto a settantasette anni: chitarrista e autore del Philly sound, membro della sezione ritmica MFSB. Quel giro di chitarra elegante che sta sotto centinaia di dischi della Philadelphia International, e da cui nasce metà della disco music, è in buona parte suo.

17 agosto 2024 – Bert Susanka
Morto a sessantadue anni. Era la voce degli Ziggens, la band surf-punk della California del Sud che i Sublime portarono in giro con sé e a cui Bradley Nowell fece da primo produttore.

🎧 Playlist consigliata – 17 Agosto

The Who – See Me, Feel Me (Live at Woodstock)
New Order – True Faith
Type O Negative – Black No.1
Phoebe Bridgers – Motion Sickness
Tom Waits – Innocent When You Dream
Go-Go's – We Got the Beat (Belinda Carlisle)
The Temptations – Don't Look Back (Paul Williams)
Dexys Midnight Runners – Geno (Kevin Rowland)
Nightwish – Nemo (Tarja Turunen)
Boston – More Than a Feeling (Sib Hashian)
XTC – Making Plans for Nigel (Colin Moulding)
The Beatles – Rock and Roll Music
Nirvana – Smells Like Teen Spirit
Jefferson Airplane – Volunteers
Joe Cocker – With a Little Help from My Friends
The Band – The Shape I'm In
The Jam – When You're Young
David Bowie – Never Let Me Down
The Tornados – Telstar
Deep Purple – Hush
Cream – White Room
Eric Clapton – I Shot the Sheriff
The Allman Brothers Band – Statesboro Blues
Guns N' Roses – Live and Let Die (Gilby Clarke)
The Black Crowes – Remedy (Steve Gorman)
Lone Justice – Ways to Be Wicked (Maria McKee)
Eric Johnson – Cliffs of Dover
Luther Allison – Cherry Red Wine
Cabaret Voltaire – Landslide
Death Cab for Cutie – Gold Rush
Red Hot Chili Peppers – The Zephyr Song
Pavement – Summer Babe (Gary Young)
Depeche Mode – Walking in My Shoes (Dave Gahan)
Inhaler – My Honest Face (Elijah Hewson)
Tool – Fear Inoculum
Miles Davis – So What
Simon & Garfunkel – The Boxer (Fred Carter Jr.)
The Box Tops – The Letter (Gary Talley)
Paul Revere & the Raiders – Just Like Me (Drake Levin)
Luscious Jackson – Naked Eye (Jill Cunniff)
Country Joe and the Fish – Rock and Soul Music (Gary Hirsh)
Claudio Lolli – Ho visto anche degli zingari felici


A domani, con un altro giorno che lascia il segno nel rock. 🤘

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