Il Calendario del Rock "Accadde Oggi" 16 Agosto
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Rock «Accadde Oggi» 16 Agosto

16 Agosto – Il giorno in cui il Re se ne va, il bluesman del crocevia scompare e quattro ragazzi del Queens salgono su un palco della Bowery
Ci sono giorni che il rock non ha scelto: gli sono capitati addosso. Il 16 agosto è il più pesante di tutti, perché in questa data se ne sono andati i due uomini da cui parte quasi ogni cosa. Nel 1938, vicino a Greenwood, Mississippi, muore a ventisette anni Robert Johnson, che aveva inciso ventinove canzoni e da quelle ventinove sarebbe passato tutto il resto. Trentanove anni dopo, il 16 agosto 1977, in una casa di Memphis chiamata Graceland, muore Elvis Presley. Il principio e la sua conseguenza più clamorosa, lo stesso giorno del calendario.
E per non lasciare che la giornata fosse solo un lutto, il 16 agosto ci ha messo dentro anche i suoi contrari. Nel 1974, in un locale per motociclisti della Bowery, quattro ragazzi del Queens con lo stesso cognome finto suonano il loro primo concerto e fanno nascere il punk americano. Nel 1969, a Bethel, un chitarrista di ventidue anni di nome Carlos Santana sale sul palco di Woodstock senza aver pubblicato un disco e ne scende famoso. E nel 1986, su una collina inglese, un batterista con un braccio solo si risiede dietro i tamburi davanti a ottantamila persone.
Poi c'è il 2018, e la Regina che raggiunge il Re: Aretha Franklin se ne va a Detroit lo stesso giorno del calendario, quarantun anni dopo. Il 16 agosto se li è presi tutti e due.
🎂 COMPLEANNI
16 agosto 1915 – Al Hibbler
Baritono cieco dell'Arkansas, per otto anni la voce dell'orchestra di Duke Ellington. Nel 1955 portò Unchained Melody al terzo posto in America, dieci anni prima dei Righteous Brothers. Negli anni Sessanta marciò con Martin Luther King a Birmingham e finì in carcere per questo.
16 agosto 1925 – Mal Waldron
Pianista di New York, l'ultimo accompagnatore fisso di Billie Holiday: fu lui al pianoforte nei mesi finali, quando la voce non c'era quasi più. Ha scritto Soul Eyes, uno degli standard più incisi del jazz moderno, e ha passato la seconda metà della vita in Europa.
16 agosto 1928 – Eddie Kirkland
Chitarrista blues nato in Giamaica e cresciuto in Alabama, per anni la seconda chitarra di John Lee Hooker: quel groove ipnotico a un accordo che sta sotto mezzo rock elettrico passa anche dalle sue mani. Continuò a suonare nei club fino alla morte, nel 2011, a ottantadue anni.
16 agosto 1929 – Bill Evans
Il pianista che ha cambiato il modo di mettere le mani sui tasti nel jazz moderno: armonie sospese, tocco leggerissimo, e un trio in cui i tre musicisti si parlavano invece di accompagnarsi. Suo il pianoforte di Kind of Blue di Miles Davis, il disco jazz più venduto della storia.
16 agosto 1939 – Snowy Fleet
⭐ Batterista degli Easybeats, la band di Sydney fatta di figli di immigrati che nel 1966 scrisse Friday on My Mind — l'inno di chi lavora tutta la settimana per una sera sola. Fra loro c'era George Young, fratello maggiore di Angus e Malcolm degli AC/DC. Curiosità: la band gli tolse sei anni sulla carta per farlo sembrare coetaneo degli altri, ed è per questo che in giro si legge ancora 1945.
16 agosto 1939 – Billy Joe Shaver
Il padre dell'outlaw country, il texano che scrisse quasi per intero Honky Tonk Heroes di Waylon Jennings, il disco che nel 1973 mandò all'aria le regole di Nashville. Aveva perso due dita in una segheria e continuò a suonare la chitarra lo stesso. Bob Dylan lo cita per nome in I Feel a Change Comin' On.
16 agosto 1939 – Eric Weissberg
Banjoista di New York, il musicista dietro Dueling Banjos di Un tranquillo weekend di paura: un pezzo strumentale che nel 1973 arrivò secondo in classifica in America. Il suo nome sulla copertina non c'era; dovette farsi riconoscere il credito a cose fatte.
16 agosto 1940 – Sean Bonniwell
⚠️ Voce e chitarra dei The Music Machine, la band di Los Angeles che nel 1966 incise Talk Talk: due minuti di rabbia compressa, un guanto nero a una mano sola e i capelli tinti di nero, anni prima che qualcuno dicesse punk. La data del 16 agosto viene da fonti secondarie.
16 agosto 1944 – Kevin Ayers
⭐ Fondatore, bassista e voce dei Soft Machine, l'anima svagata del Canterbury sound. Con Robert Wyatt veniva dai Wilde Flowers, la band da cui nascono sia i Soft Machine sia i Caravan. Suo padre Rowan lavorava alla BBC ed è l'uomo che inventò The Old Grey Whistle Test. Dopo un tour americano massacrante coi Soft Machine mollò tutto, vendette il basso a Noel Redding e se ne andò a Ibiza.
16 agosto 1945 – Gary Loizzo
Voce degli American Breed, quelli di Bend Me, Shape Me, quinta in America nel 1967. Chiusa la band si è messo dietro il mixer: il suo studio di Chicago è quello dove gli Styx hanno registrato i loro dischi più venduti.
16 agosto 1948 – Barry Hay
Voce dei Golden Earring, la band olandese che nel 1973 mise insieme sei minuti di tensione e li chiamò Radar Love: probabilmente la migliore canzone da guidare mai scritta. Nato a Faizabad, in India, da padre scozzese. La band ha resistito cinquantasette anni con la stessa formazione.
16 agosto 1949 – Scott Asheton
⭐ Batterista e cofondatore degli Stooges, insieme al fratello Ron, a Iggy Pop e a Dave Alexander. Il suo modo di suonare — pochissimi colpi, tutti pesantissimi, senza un fronzolo — è il battito su cui poggia Fun House ed è la radice di mezzo punk che verrà dopo. Iggy lo chiamava «Rock Action». Se n'è andato nel 2014, ad Ann Arbor.
16 agosto 1953 – James «J.T.» Taylor
La voce che ha portato i Kool & The Gang dal funk strumentale alle classifiche di tutto il mondo: entrò nel 1978 e arrivarono Celebration, Ladies' Night e Joanna. Prima di cantare faceva il maestro di scuola.
16 agosto 1957 – Tim Farriss
Chitarra solista e membro fondatore degli INXS, la band australiana che negli anni Ottanta ha tenuto insieme funk, new wave e rock da stadio. Michael Hutchence lo battezzò «Riff Sheriff» durante il tour del 1991. Nel gruppo era la figura paterna: il primo a sposarsi, il primo ad avere figli.
16 agosto 1960 – Flood
⭐ All'anagrafe Mark Ellis, uno dei produttori più importanti degli ultimi quarant'anni, e quasi nessuno gli saprebbe dare un volto. Ingegnere di The Joshua Tree, mix di Achtung Baby, produttore di Zooropa e Pop per gli U2; Violator e Songs of Faith and Devotion per i Depeche Mode; Pretty Hate Machine e The Downward Spiral per i Nine Inch Nails; Mellon Collie degli Smashing Pumpkins e To Bring You My Love di PJ Harvey.
16 agosto 1962 – Astrid Young
⚠️ Cantante canadese, sorellastra di Neil Young: ha cantato nei cori di Sleeps with Angels, il disco che esce proprio oggi. La data del 16 agosto viene da un solo aggregatore.
16 agosto 1964 – Matt Lukin
⭐ Bassista, e uno dei pochi ad aver fondato due band decisive per il grunge: i Melvins nel 1983 con Buzz Osborne, e i Mudhoney nel 1988 con Mark Arm e Steve Turner. È nato ad Aberdeen, Washington — la stessa cittadina di legname e pioggia di Kurt Cobain, che dei Melvins era il fan numero uno prima di essere chiunque.
16 agosto 1980 – Bob Hardy
Bassista dei Franz Ferdinand. Studiava pittura e non aveva mai toccato uno strumento: fu Alex Kapranos a comprargli un basso e a dirgli di imparare. Si definisce «un artista con un interesse per la musica», al contrario di Kapranos, «un musicista interessato all'arte» — e da questo scarto viene tutta l'estetica costruttivista del gruppo.
💿 PUBBLICAZIONI
Stevie Wonder – I Call It Pretty Music, But the Old People Call It the Blues (1962)
⚠️ Il primo singolo di Little Stevie Wonder, dodici anni compiuti da poco, su etichetta Tamla: alla batteria c'è Marvin Gaye. Arrivò solo al 101 in America, appena sotto la classifica. Lo aveva segnalato a Berry Gordy il cantante dei Miracles Ronnie White, e il nome d'arte nacque da un commento in studio: «quel ragazzo è un portento». Il giorno esatto non è confermato: le discografie Tamla danno maggio 1962, altre fonti l'agosto. Anno certo, giorno no.
The Monkees – Last Train to Clarksville (1966)
⭐ Sessant'anni tondi. Esce il primo singolo della band nata a tavolino per una serie televisiva della NBC, scritto da Boyce e Hart e suonato in studio dai turnisti della Wrecking Crew. Doveva essere un giocattolo per ragazzini e arrivò al numero uno in America. Sotto il ritornello allegro c'è un ragazzo che parte per il Vietnam e non sa se tornerà: «and I don't know if I'm ever coming home».
The Rolling Stones – Gimme Shelter (1971)
Raccolta pubblicata dalla Decca in Gran Bretagna dopo il divorzio fra la band e l'etichetta: sei incisioni in studio del 1968-69 su un lato e sei dal vivo sull'altro. Non è la colonna sonora del film sul disastro di Altamont, anche se il titolo trae in inganno. Arrivò al diciannovesimo posto.
Red Hot Chili Peppers – Freaky Styley (1985)
Secondo album, prodotto da George Clinton ai United Sound di Detroit — cioè dal padre del funk in persona, che li prese sul serio quando nessuno lo faceva. È il primo disco in studio con Hillel Slovak alla chitarra. Non entrò nemmeno in classifica; oggi è considerato il momento in cui i Chili Peppers hanno capito chi erano.
Red Hot Chili Peppers – Mother's Milk (1989)
⭐ Stesso giorno, quattro anni dopo. È il disco della ricostruzione: Hillel Slovak è morto di overdose nel 1988, il batterista Jack Irons se n'è andato, e al loro posto arrivano un diciannovenne di nome John Frusciante e Chad Smith. La cover di Higher Ground di Stevie Wonder li porta per la prima volta in radio: il primo disco d'oro della loro vita.
Neil Young – Sleeps with Angels (1994)
⭐ Settimo album con i Crazy Horse, coprodotto con David Briggs. Era quasi tutto inciso quando, ad aprile, Kurt Cobain si tolse la vita citando proprio un verso di Young nel biglietto d'addio. La canzone che dà il titolo al disco fu scritta dopo. Young non ne parlò per anni e non pubblicò nemmeno un singolo: «mi ha toccato una corda profonda». Nono in America, secondo in Gran Bretagna.
Barenaked Ladies – Maybe You Should Drive (1994)
Secondo album per i canadesi di Toronto, prodotto da Ben Mink: più sobrio e più adulto dell'esordio, con la voglia di farsi prendere sul serio dopo essere stati etichettati come una band comica.
📌 EVENTI E CURIOSITÀ
1962 – Pete Best viene licenziato dai Beatles
⭐ Alle dieci del mattino, nell'ufficio del negozio NEMS di Liverpool, Brian Epstein convoca il batterista e gli dice che «i ragazzi non ti ritengono un batterista abbastanza bravo». Nessuno degli altri tre è presente. Il posto era già stato offerto a Ringo Starr, che debutterà alla Cavern due giorni dopo. Best aveva suonato con loro ad Amburgo e a Liverpool per due anni.
1967 – Louis Armstrong incide What a Wonderful World
Sessione notturna a New York, con l'orchestra e Armstrong ormai sessantaseienne. In America la casa discografica non ci credette e non la promosse; in Gran Bretagna arrivò prima in classifica. È diventata una delle canzoni più suonate del secolo, e la storia del rock la incrocia ovunque.
1968 – Il primo concerto della band di Bruce Springsteen
All'Off Broad Street Coffee House di Red Bank, nel New Jersey, debutta dal vivo Earth: il gruppo di un diciottenne di Freehold che si chiama Bruce Springsteen. Ci vorranno cinque anni, due band e un contratto con la Columbia prima che qualcuno fuori dal New Jersey se ne accorga.
1968 – I Beatles lavorano a While My Guitar Gently Weeps
Ad Abbey Road proseguono le sedute sul brano di George Harrison per il disco bianco. Harrison non riusciva a farsi prendere sul serio dagli altri tre su quella canzone; poco dopo porterà in studio l'amico Eric Clapton a suonarci sopra l'assolo, e improvvisamente tutti si misero seduti composti.
1968 – I Jackson 5 debuttano come gruppo spalla
Al Forum di Los Angeles cinque fratelli di Gary, Indiana, aprono per Diana Ross & The Supremes. Il più piccolo ha dieci anni e si chiama Michael. È la sera in cui la Motown li presenta al mondo.
1969 – Woodstock, secondo giorno: Santana
⭐ Alle due del pomeriggio sale sul palco di Bethel una band di San Francisco che non ha ancora pubblicato un disco. Carlos Santana ha ventidue anni e ha preso della mescalina convinto di dover suonare molte ore dopo; in Soul Sacrifice si vede che sta cercando di tenere ferma una chitarra che gli sembra fatta di gomma. Quando il film uscì, l'anno dopo, erano famosi in tutto il mondo.
1969 – Il primo concerto in assoluto di Crosby, Stills, Nash & Young
⭐ All'Auditorium Theatre di Chicago, con Joni Mitchell come spalla, i quattro suonano insieme davanti a un pubblico per la prima volta: qui debutta 4+20. Woodstock, due giorni dopo, sarà solo il loro secondo concerto — ed è lì che Stephen Stills disse alla folla la frase più onesta della serata: «è la seconda volta che suoniamo davanti alla gente, e ce la stiamo facendo sotto».
1970 – Il Krumlin Festival finisce sotto il diluvio
Ultima giornata del Yorkshire Folk, Blues & Jazz Festival, sulla brughiera vicino a Halifax: The Kinks, Yes, Mungo Jerry, Elton John e la Air Force di Ginger Baker. Piovve e fece così freddo che gli abitanti dei paesi vicini portarono coperte e minestra calda al pubblico.
1974 – Il primo concerto dei Ramones al CBGB
⭐ Quattro ragazzi del Queens con lo stesso cognome finto salgono sul palco di un locale per motociclisti della Bowery. Canzoni di un minuto e mezzo, un «one-two-three-four» urlato da Dee Dee al posto degli accordi, e la certezza di essere gli unici a capire cosa stavano facendo. Da lì una residenza che durò fino al 1976: è la sera in cui nasce il punk americano.
1976 – Cliff Richard apre la cortina di ferro
⭐ Cinquant'anni fa. A Leningrado comincia la prima tournée di un artista rock occidentale in Unione Sovietica: venti date, dodici a Leningrado e otto a Mosca. Il rock era ufficialmente musica del nemico; il governo scelse Richard perché lo riteneva innocuo. I biglietti sparirono in poche ore.
1979 – My Sharona diventa disco d'oro
Il singolo dei Knack, la canzone dell'estate americana del 1979, supera il milione di copie. Doug Fieger l'aveva scritta per una ragazza di diciassette anni che si chiamava davvero Sharona. Sei settimane al numero uno, e poi una reazione così violenta contro la band che a Los Angeles comparvero adesivi «Knuke the Knack».
1980 – La prima edizione del Monsters of Rock
A Castle Donington nasce il festival che per vent'anni sarà la cattedrale dell'hard rock europeo. In cima al cartellone i Rainbow, all'ultimo concerto della formazione con Graham Bonnet e Cozy Powell; sotto di loro Judas Priest, Scorpions, Saxon e April Wine.
1986 – Rick Allen torna sul palco a Donington
⭐ Quarant'anni fa. Sempre a Castle Donington, sei anni dopo la prima edizione, il batterista dei Def Leppard risale su un palco per la prima volta dopo l'incidente d'auto del 31 dicembre 1984 in cui perse il braccio sinistro, con una batteria elettronica costruita su misura per i piedi. Ottantamila persone. Ozzy Osbourne aveva detto al manager che era un'idea da baraccone: a fine tour andò in camera sua a rimangiarsi ogni parola.
1988 – I Kiss al Marquee di Londra
Dentro le centoventinove date del tour di Crazy Nights, la band suona nel club più stretto e sudato di Londra. Per un gruppo abituato a fuochi d'artificio e piattaforme idrauliche fu quasi un esercizio di umiltà.
1995 – Brian Wilson torna sul palco con le figlie
Dopo anni di malattia e di isolamento, il capo dei Beach Boys canta insieme a Carnie e Wendy Wilson, le sue figlie, che nel frattempo erano diventate due terzi delle Wilson Phillips e avevano venduto milioni di dischi per conto loro.
1996 – I Phish inventano il loro festival
A Plattsburgh, nello stato di New York, la band del Vermont apre The Clifford Ball: settantamila persone su una vecchia base aerea, per un festival con un solo gruppo in cartellone. È il modello di tutti i festival-di-una-band che verranno dopo.
1997 – Ventimila persone a Graceland per i vent'anni
Nel ventesimo anniversario della morte di Elvis, oltre trentamila persone sfilano davanti alla tomba nel giardino di Graceland con una candela in mano. La veglia del 15-16 agosto è diventata un rito che si ripete ogni anno da mezzo secolo.
2014 – Tom Petty arriva al numero uno per la prima volta
Hypnotic Eye è il tredicesimo album degli Heartbreakers ed è il primo a raggiungere la vetta della classifica americana: trentotto anni dopo l'esordio. Petty commentò che gli era servito quasi mezzo secolo, e che non gli era dispiaciuto aspettare.
2014 – Un dirigibile verde su Londra per Aphex Twin
Sopra Oval, a sud del Tamigi, compare un dirigibile nero e verde col logo di Aphex Twin e un numero: è l'annuncio di Syro, il primo album in tredici anni. Il resto delle istruzioni stava su un sito nascosto nella rete Tor.
2019 – Il chiosco di David Bowie diventa monumento nazionale
Il padiglione di Beckenham, nel sud di Londra, dove nel 1969 un David Bowie appena uscito con Space Oddity organizzò il suo festival di quartiere, ottiene il vincolo di edificio storico. Quel pomeriggio è la canzone Memory of a Free Festival.
🕯️ MORTI & COMMEMORAZIONI
16 agosto 1938 – Robert Johnson
⭐ Muore vicino a Greenwood, Mississippi, a ventisette anni. Aveva inciso ventinove canzoni in due sessioni e da quelle ventinove è passato quasi tutto: Clapton, i Rolling Stones, i Led Zeppelin, i Cream. Il certificato di morte — ritrovato solo nel 1968 dal ricercatore Gayle Dean Wardlow — riporta la data e il luogo e nessuna causa. Si racconta di un whisky avvelenato al Three Forks Club da un marito geloso, ma resta racconto: non fu fatta autopsia. Anche la tomba è contesa fra tre lapidi diverse.
16 agosto 1977 – Elvis Presley
⭐ Verso le 14:30 la fidanzata Ginger Alden lo trova riverso sul pavimento del bagno di Graceland. La chiamata d'emergenza parte alle 14:33; alle 15:30 il Baptist Memorial Hospital di Memphis lo dichiara morto. Aveva quarantadue anni. La causa ufficiale è un'aritmia cardiaca, dietro c'erano anni di farmaci da prescrizione e un corpo che non reggeva più. Nei giorni successivi ottantamila persone si misero lungo le strade di Memphis per vedere passare il corteo.
16 agosto 1992 – Mark Heard
Cantautore, chitarrista e produttore americano, morto a quarant'anni di infarto poche settimane dopo esserne stato colpito una prima volta sul palco, a metà concerto. Amato da Bruce Cockburn e da Bono, restò sempre ai margini dell'industria.
16 agosto 1995 – Bobby DeBarge
Voce degli Switch e fratello maggiore della famiglia DeBarge, morto a trentanove anni per complicazioni dell'AIDS. Il suo falsetto è uno dei modelli dichiarati di tutta la generazione R&B degli anni Novanta.
16 agosto 1997 – Nusrat Fateh Ali Khan
Muore a Londra a quarantotto anni il più grande cantante di qawwali pakistano. Lo aveva portato fuori dall'Asia Peter Gabriel, invitandolo al WOMAD e mettendolo sotto contratto con la Real World: la sua voce sta dentro la colonna sonora di Dead Man Walking in duetto con Eddie Vedder, e Jeff Buckley lo indicava come il suo cantante preferito in assoluto.
16 agosto 2000 – Alan Caddy
Chitarrista dei Tornados, la band di Telstar: il primo disco britannico ad arrivare al numero uno in America, nel 1962, un anno e mezzo prima dei Beatles. Prodotto da Joe Meek nel suo appartamento sopra un negozio di borse a Holloway Road.
16 agosto 2005 – Vassar Clements
Violinista di Nashville, morto a settantasette anni. Aveva cominciato a quattordici anni con Bill Monroe e finì per suonare con i Grateful Dead, con gli Allman Brothers e su Will the Circle Be Unbroken, il disco che nel 1972 mise per la prima volta i vecchi maestri del country nella stessa stanza dei capelloni.
16 agosto 2008 – Ronnie Drew
La voce di carta vetrata dei Dubliners, morto a Dublino a settantatré anni per un tumore alla gola. Aveva insegnato all'Irlanda che le proprie canzoni popolari si potevano cantare senza addolcirle, e mezzo folk rock britannico è passato di lì.
16 agosto 2018 – Aretha Franklin
⭐ Muore alle 9:50 del mattino nella sua casa di Detroit, a settantasei anni, per un tumore neuroendocrino del pancreas. Diciotto Grammy, oltre settantacinque milioni di dischi, e nel 1987 la prima donna in assoluto a entrare nella Rock and Roll Hall of Fame. Aveva preso Respect, una canzone di Otis Redding in cui un uomo chiedeva rispetto tornando a casa, e l'aveva rovesciata: da quel momento la chiedeva una donna, e non era più una richiesta.
16 agosto 2019 – Peter Fonda
Muore a settantanove anni l'attore che nel 1969 scrisse, produsse e interpretò Easy Rider: il film che ha sposato per sempre il rock e la strada, e che per primo usò canzoni già esistenti — Steppenwolf, Byrds, Jimi Hendrix — al posto di una colonna sonora scritta apposta. Da lì viene tutto il modo in cui il cinema usa il rock.
16 agosto 2023 – Jerry Moss
Muore a ottantotto anni il cofondatore della A&M Records: la «M» del logo (la «A» era Herb Alpert). Nata in un garage nel 1962, la A&M ha pubblicato Carpenters, Cat Stevens, Joe Cocker, Supertramp, i Police e Peter Frampton, ed era famosa per essere l'etichetta che trattava i musicisti da persone.
🎧 Playlist consigliata – 16 Agosto
Elvis Presley – Always on My Mind
Robert Johnson – Cross Road Blues
Aretha Franklin – Respect
Neil Young & Crazy Horse – Sleeps with Angels
The Stooges – Down on the Street (Scott Asheton)
The Monkees – Last Train to Clarksville
Ramones – Blitzkrieg Bop
Red Hot Chili Peppers – Higher Ground
Depeche Mode – Enjoy the Silence (Flood)
Mudhoney – Touch Me I'm Sick (Matt Lukin)
Soft Machine – Why Are We Sleeping? (Kevin Ayers)
Golden Earring – Radar Love (Barry Hay)
The Easybeats – Friday on My Mind (Snowy Fleet)
Def Leppard – Photograph (Rick Allen)
Crosby, Stills, Nash & Young – 4+20
Santana – Soul Sacrifice
INXS – Need You Tonight (Tim Farriss)
Franz Ferdinand – Take Me Out (Bob Hardy)
The Dubliners – The Auld Triangle (Ronnie Drew)
The Tornados – Telstar (Alan Caddy)
A domani, con un altro giorno che lascia il segno nel rock. 🤘