Badmotorfinger: i Soundgarden e la canzone che MTV teneva per la notte, 8 ottobre 1991

Badmotorfinger: i Soundgarden e la canzone che MTV teneva per la notte

I quattro Soundgarden sul palco nel 2012 sotto luci blu e viola: a sinistra Kim Thayil con la chitarra, al centro Chris Cornell al microfono davanti alla batteria di Matt Cameron, a destra Ben Shepherd al basso; alle spalle uno schermo con una strada al tramonto

I Soundgarden in concerto il 1° febbraio 2012: da sinistra Kim Thayil, Matt Cameron alla batteria, Chris Cornell e Ben Shepherd.
Foto di baudman · dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).

L'8 ottobre 1991, trentacinque anni fa, esce Badmotorfinger, il terzo album dei Soundgarden. Sono quattro musicisti di Seattle, la città del nord-ovest degli Stati Uniti da cui in quei mesi arriva il grunge, un rock pesante e ruvido che sta per cambiare le classifiche.

Il disco doveva uscire il 24 settembre. La casa discografica lo rimanda di due settimane per problemi di produzione, e proprio il 24 settembre esce Nevermind dei Nirvana, l'altra band di Seattle, quella che in poche settimane si prende tutta l'attenzione. I Soundgarden arrivano dopo, e si presentano con una canzone di quasi sei minuti che ha la parola «Jesus» nel titolo e un video pieno di croci. MTV, la televisione musicale che allora decideva chi diventava famoso, la manda in onda solo a tarda notte. Questa è la storia di quella canzone, e comincia da un bassista.

Il bassista che non sapeva le canzoni

I Soundgarden nascono a Seattle nel 1984. Alla voce c'è Chris Cornell, che all'inizio canta e suona anche la batteria. Alla chitarra c'è Kim Thayil, al basso Hiro Yamamoto. Nel 1985 Cornell lascia le bacchette per fare soltanto il cantante, e dal 1986 dietro i tamburi c'è Matt Cameron. Nel 1988 firmano con la A&M Records, una grande casa discografica: sono la prima band grunge a fare quel salto.

Nel 1989, un mese prima del tour, Yamamoto se ne va e torna all'università. Fra quelli che si presentano per sostituirlo c'è Ben Shepherd. È nato in una base militare americana a Okinawa, in Giappone, è cresciuto a Kingston, nello stato di Washington, e dopo la scuola ha lavorato come carpentiere. Suona nelle band punk della zona e segue i Soundgarden da quando erano in tre. Ha un solo problema: il suo strumento è la chitarra, e le canzoni al basso non le sa. Alla band piace, ma il posto va a un altro, Jason Everman, che era passato dai Nirvana.

Dura poco. Finito il tour, nel 1990, Everman viene mandato via e i tre richiamano Shepherd. Stavolta resta.

Un'ora in una stanza con il pavimento di cemento

All'inizio del 1991 i quattro provano i pezzi nuovi in uno studio di Seattle. Lo gestisce il loro primo tecnico del suono. Di giorno ci suonano loro; la sera spingono gli amplificatori in fondo alla sala, che ha il pavimento di cemento, e lasciano il posto ai clienti.

Un giorno Shepherd attacca un giro di basso fortissimo, veloce, con le corde allentate. Cameron ci entra subito con la batteria e lo rende preciso. Thayil prende la chitarra e non capisce: non riesce a distinguere le note, né dove cade il ritmo. Allora smette di inseguirli e ci suona sopra un lamento acuto, fatto di fischi. Anni dopo dirà che gli era venuta una linea di chitarra da «pterodactyl on crack», uno pterodattilo sotto l'effetto del crack. Cameron racconta che in un'ora l'ossatura del pezzo c'era.

Lo registrano. Cornell si porta a casa il nastro, scrive le parole, trova un ritornello e aggiunge le parti che mancano. Quando torna in sala prove, ricorda Thayil, la reazione è questa: «this crazy, insane car wreck is now a song», quell'incidente d'auto folle adesso è una canzone. La musica è firmata da tutti e quattro. Si chiama «Jesus Christ Pose».

Ben Shepherd sul palco nel 2015, in giacca scura sotto una luce rossa, guarda in basso verso lo strumento che tiene a tracolla; alle sue spalle si intravede il batterista

Ben Shepherd sul palco con i Soundgarden, il 3 marzo 2015.
Foto di Sara · dal sito Wikimedia Commons (CC BY 2.0).

La posa

Il titolo vuol dire «la posa da Gesù Cristo». Cornell non ce l'ha con la religione, e lo spiega nel 1992 alla rivista americana Spin. Ce l'ha con i personaggi famosi che si mettono a braccia aperte come su una croce, per far capire che sono delle divinità oppure dei perseguitati. A lui quella posa dà fastidio, e la canzone dice questo.

Intanto il disco prende forma. Lo registrano nei primi mesi del 1991 fra la California e lo stato di Washington con Terry Date, il produttore, cioè la persona che guida il lavoro in studio. Aveva già fatto con loro l'album precedente, e lo richiamano perché con lui si trovano bene. Il titolo lo butta lì Thayil per scherzo, storpiando quello di una vecchia canzone dei Montrose, «Bad Motor Scooter». Non significa niente di preciso. Gli piace come suona.

Una donna sulla croce

Come primo singolo la band sceglie proprio «Jesus Christ Pose», e per il video chiama il regista Eric Zimmerman. Si apre con una scritta che fa il verso al Vangelo: Dio ha tanto amato i Soundgarden da dare loro la sua unica canzone. Poi i quattro camminano in un deserto, e in mezzo passano a raffica croci dritte e croci rovesciate, uno scheletro crocifisso, perfino delle verdure crocifisse. E una ragazza. La band la vuole all'unanimità: per Cornell le donne sono perseguitate da prima che esistesse la storia scritta, e vederne una lassù ha più senso che vederci un uomo.

Thayil fa notare un'altra cosa. In sei minuti non compare uno strumento: nemmeno una chitarra.

MTV non lo mette nella programmazione normale. Lo passa a tarda notte e dentro Headbangers Ball, il suo programma dedicato all'heavy metal. Thayil non la manda giù: poco tempo prima, ricorda, la stessa rete aveva trasmesso senza problemi le croci in fiamme di «Like a Prayer» di Madonna. C'è anche chi prende la canzone per un attacco ai cristiani, e durante il tour in Gran Bretagna alla band arrivano minacce di morte.

I Soundgarden in concerto nel 2011 su un palco immerso in una luce rossa: a sinistra Matt Cameron alla batteria e Kim Thayil con il cappello, a destra Chris Cornell con la chitarra al microfono e Ben Shepherd piegato sul basso

I Soundgarden al Comcast Center di Mansfield, nel Massachusetts, il 10 luglio 2011.
Foto di xrayspx · dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0).

Piano, ma ci arriva

Così Badmotorfinger parte in salita: in ritardo, dietro a Nevermind, con il primo video confinato alla notte. Però il rumore intorno a Seattle fa bene anche a loro. I due video successivi, «Outshined» e «Rusty Cage», su MTV passano eccome. I Guns N' Roses li vogliono come gruppo di apertura dei propri concerti, e Cornell ricorderà senza entusiasmo quei trentacinque minuti al giorno davanti a quarantamila persone che non conoscevano le loro canzoni.

Il disco sale piano. Tocca il punto più alto il 29 febbraio 1992, quasi cinque mesi dopo l'uscita: Nr.39 nella classifica americana degli album. Nel gennaio 1993 è disco di platino negli Stati Uniti, nel 1996 lo è due volte. Nel 2019 la rivista Rolling Stone lo mette al secondo posto fra i cinquanta migliori album grunge.

E la canzone nata in un'ora da un giro di basso che nessuno capiva? Fino allo scioglimento del 1997 i Soundgarden la usano in moltissimi concerti per aprire o per chiudere la serata. La televisione la teneva per la notte. Loro la mettevano nei due punti in cui non si può non sentirla.

🎧 Il brano del giorno

Soundgarden – Jesus Christ Pose

È il primo singolo di Badmotorfinger e dura cinque minuti e cinquantuno secondi. Ascoltate l'inizio: prima il fischio della chitarra di Kim Thayil, poi il basso di Ben Shepherd e la batteria di Matt Cameron che partono insieme. Thayil dice che quel ritmo gli ricorda le pale di un elicottero. Questo è il video che MTV teneva per la notte. Un avviso: le immagini lampeggiano molto in fretta, e chi è sensibile alle luci intermittenti farà meglio ad ascoltare senza guardare.

Fonti: Classic Rock / Louder (Greg Prato, The story behind the song: Jesus Christ Pose by Soundgarden), da cui vengono il racconto della sala prove, del video e di MTV nelle parole di Kim Thayil; Rolling Stone (Soundgarden's «Badmotorfinger» at 25: Kim Thayil Looks Back) per la frase sull'incidente d'auto; Spin (1992) per la spiegazione di Chris Cornell; Wikipedia EN (voci Badmotorfinger, Jesus Christ Pose, Soundgarden e Ben Shepherd).

Sotto il video ufficiale di «Jesus Christ Pose», fra i commenti più votati ce n'è uno che parla proprio del bassista da cui è partita questa storia:

@ledsabbazepplath3889 · 5 anni fa
«Ben Shepherd is truly one of the most underrated bassist. He wrote this song and others like Slaves and Bulldozers, Somewhere, Face Pollution, Head Down, Half and many songs on DOTU. The way he anchors himself into the song is like no other bassist...»

Traduzione: «Ben Shepherd è davvero uno dei bassisti più sottovalutati. Ha scritto questa canzone e altre come Slaves and Bulldozers, Somewhere, Face Pollution, Head Down, Half e molti pezzi di Down on the Upside. Il modo in cui si pianta dentro la canzone non ce l'ha nessun altro bassista...»

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