25 maggio 1958: nasce Paul Weller, il Modfather che ha attraversato tre rivoluzioni del rock britannico

Nasce Paul Weller, il Modfather che ha attraversato tre rivoluzioni del rock britannico

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Il 25 maggio 1958, in una casa modesta di Stanley Road, una via di mattoni rossi nel quartiere operaio di Sheerwater, alla periferia di Woking, Surrey, nasce John William Weller. Lo chiameranno Paul fin da bambino. Il padre John Weller senior è tassista, pugile dilettante. La madre Ann lavora come donna delle pulizie. Famiglia working class. Sessantotto anni dopo, quel ragazzo è una delle figure più riverite del rock britannico: ha guidato i The Jam attraverso il punk e il mod revival (1976-1982), ha esplorato il soul-pop con gli Style Council (1983-1989), e dal 1991 porta avanti una carriera solista di 17 album. Per gli inglesi è "The Modfather". Il Daily Telegraph lo ha definito "a parte David Bowie, è difficile pensare a un altro artista solista britannico che abbia avuto una carriera così varia, longeva e orientata al futuro." Oggi compie 68 anni.

Woking, Surrey: il ragazzo di Stanley Road

Per capire Paul Weller bisogna immaginare Woking all'inizio degli anni Settanta. Una cittadina di periferia londinese, a quaranta chilometri a sud-ovest della capitale. Famiglie operaie, pub tradizionali, scuole pubbliche, sabato sera al cinema. La famiglia Weller vive in Stanley Road, strada di case a schiera popolari che Paul renderà immortale nel 1995 dando il suo nome al capolavoro solista più amato. Il padre — figura cruciale di tutta la sua vita artistica — sostiene Paul con un fervore quasi religioso. A 12 anni, per Natale, gli regala una chitarra elettrica. Però nessuno dei due sa che serve un amplificatore. Paul la suona per giorni a vuoto. Quel regalo accende la miccia. Paul scopre i Beatles, poi i Small Faces di Steve Marriott, poi gli Who. Quando sente per la prima volta My Generation dei Who, ha un'illuminazione: l'estetica dei mod degli anni Sessanta — giacche slim, capelli pettinati, scooter Lambretta. Diventa il suo mondo.

Sheerwater School: la nascita dei Jam

Alla Sheerwater Comprehensive School, scuola pubblica del quartiere operaio, Paul fa amicizia con due compagni: Steve Brookes e Dave Waller. Nel 1972, a 14 anni, fondano un gruppo: lo chiamano The Jam. Inizialmente Paul suona il basso. La voce è di Steve Brookes. Quando Steve Brookes lascia la band, Paul prende il microfono e la chitarra solista. Bruce Foxton entra al basso. Rick Buckler alla batteria. Si forma il trio classico: Weller-Foxton-Buckler. Per quattro anni i Jam suonano in pub di Woking e Surrey: matrimoni, feste, working men's clubs. Nel 1976, quando i Sex Pistols esplodono a Londra, Paul ha 18 anni. Va a vederli al 100 Club. Resta folgorato. Ma rifiuta lo stile stracciato dei punk. I Jam vestono completi mohair, camicie button-down, cravatte sottili, scarpe Loafers: il look dei mod degli anni Sessanta riportato al presente. Una band di punk con la cravatta.

The Jam: cinque anni di rivoluzione

Nel maggio 1977 la Polydor Records pubblica In the City, il primo album dei Jam. Paul ha 18 anni e ha scritto da solo quasi tutte le canzoni. Il disco vende. Nel novembre 1978 esce All Mod Cons, il primo capolavoro. Down in the Tube Station at Midnight, scritta da Weller a 19 anni, è una micro-tragedia urbana che racconta un'aggressione razzista nella metropolitana di Londra. Nel 1979 Setting Sons consacra Weller come cantautore-cronista della working class britannica. Sound Affects (1980) mostra l'apertura verso il pop psichedelico dei Beatles. The Gift (marzo 1982) chiude la discografia. In cinque anni, sei album, 18 singoli in classifica UK, 4 al numero 1: Going Underground (1980), Start! (1980), Town Called Malice (1982), Beat Surrender (1982). Quando i Jam si sciolgono nel dicembre 1982, sono la band più popolare del Regno Unito.

Style Council: il salto nel soul

Lo scioglimento dei Jam, al loro apice commerciale, sciocca i fan. "Mi sentivo intrappolato nel formato a tre," spiegherà Weller. "Volevo esplorare il soul, il jazz, il funk." All'inizio del 1983 Paul forma gli Style Council con il tastierista Mick Talbot, ex Merton Parkas. La svolta estetica è totale: Weller veste cardigan e mocassini italiani, posa con baguette francesi sotto il braccio, beve cappuccino, scrive testi politici contro la Thatcher. La stampa britannica lo schernisce. Ma gli Style Council producono capolavori soul-pop come Long Hot Summer (1983), Shout to the Top (1984), You're the Best Thing (1984). Sei album in sette anni. Paul si sposa con la corista Dee C. Lee nel 1987. Nel 1988 fonda il Red Wedge, collettivo pro-Labour con Billy Bragg. Ma nel 1989 la Polydor rifiuta l'album dance-house Modernism: A New Decade. Gli Style Council si sciolgono. Paul resta senza band, senza contratto discografico, in declino.

Stanley Road: il ritorno trionfale

I primi anni Novanta sono i più difficili di Paul Weller. La Polydor lo ha licenziato. Il britpop sta nascendo, ma lui sembra un dinosauro degli anni Ottanta. Però non smette di scrivere. Nel 1992 firma con la piccola Go! Discs e pubblica l'album omonimo Paul Weller. Wild Wood (1993) lo riporta in classifica. Brit Award per Best Male Solo Artist 1994. Ma è Stanley Road (maggio 1995) — intitolato alla strada dove era nato a Woking, con cover di Sir Peter Blake (l'artista di Sgt. Pepper's) — a consacrarlo come voce del nuovo rock britannico. Quintuplo platino UK, n.1 UK Albums Chart, manifesto del britpop. The Changingman, You Do Something to Me, Broken Stones. Noel Gallagher (Oasis) suona la chitarra solista su I Walk on Gilded Splinters e definisce Weller "il più grande songwriter britannico vivente". Da quel momento, The Modfather è il punto di riferimento per Oasis, Blur, Ocean Colour Scene, Kula Shaker.

Sessant'anni di reinvenzione: dal britpop al folk

Dopo Stanley Road la carriera di Paul Weller diventa una lunga serie di reinvenzioni. Heavy Soul (1997) accentua il lato rock. Heliocentric (2000), Illumination (2002), Studio 150 (2004, cover di Dylan e Neil Young). Nel 2008 Paul fa un altro salto con 22 Dreams, doppio album di 21 brani che attraversa folk-rock, jazz, ambient e psichedelia. Brit Award per Outstanding Contribution to Music 2006. Rifiuta l'MBE offerto dalla Regina: "Non sono un fan della monarchia". Wake Up the Nation (2010), Sonik Kicks (2012), Saturns Pattern (2015), A Kind Revolution (2017), True Meanings (2018), On Sunset (2020), Fat Pop (2021), 66 (uscito il 24 maggio 2024, un giorno prima del 66° compleanno). 17 album solisti. Oggi nel 2026 Paul Weller è ancora in tour, ancora in studio, ancora capace di sorprendere. Ha attraversato tre rivoluzioni del rock britannico — punk (Jam), soul-pop (Style Council), britpop (carriera solista) — e ne ha guidate alcune. Quattro Brit Awards, decine di milioni di dischi venduti, l'amore di un'intera nazione. Buon compleanno, Modfather.

🎧 Il brano del giorno

Paul Weller – You Do Something to Me

Pubblicato come terzo singolo dall'album Stanley Road il 3 luglio 1995, You Do Something to Me è una delle canzoni d'amore più belle mai scritte da Paul Weller. Ballata soul-folk di quattro minuti, costruita su un giro di chitarra acustica, un organo Hammond ipnotico suonato dallo stesso Weller, e una linea di basso melodica. La voce di Paul, roca e tenera, canta versi diretti e disarmanti: "You do something to me / Something deep inside / I'm hanging on the wire / For a love I'll never find". La canzone arriva al n.9 della UK Singles Chart, diventa una standard del repertorio live di Weller, eseguita praticamente a ogni concerto da trent'anni. È stata citata da Bruce Springsteen come una delle sue canzoni d'amore preferite degli anni Novanta. Manifesto della maturità artistica di Weller: dopo il punk dei Jam e il soul-pop degli Style Council, una semplice, perfetta canzone d'amore folk-soul che mostra il lato più tenero del Modfather.

 

Top comment YouTube:

"My wife and I danced to this at our wedding in 1996. She passed away last year after 28 years of marriage. I played this at her funeral. Every time I hear Paul's voice on this song I feel her in the room with me. Some songs are bigger than music."

Traduzione: "Io e mia moglie abbiamo ballato su questa canzone al nostro matrimonio nel 1996. È morta l'anno scorso dopo 28 anni di matrimonio. L'ho fatta suonare al suo funerale. Ogni volta che sento la voce di Paul su questa canzone la sento nella stanza con me. Alcune canzoni sono più grandi della musica stessa."

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