STORIE ROCK — 7 MAGGIO — Satisfaction, le cinque note che hanno scosso il mondo

7 maggio 1965 – Satisfaction: il riff sognato a Clearwater che ha cambiato per sempre il rock and roll


Ci sono canzoni che nascono in studio dopo settimane di lavoro. Altre nascono per caso, in un istante. (I Can't Get No) Satisfaction appartiene a un terzo, più raro tipo: nasce in sogno. Nelle prime ore del 7 maggio 1965, in una stanza al secondo piano del Fort Harrison Hotel di Clearwater, Florida, Keith Richards si sveglia con un riff a cinque note in testa. Allunga la mano, accende un piccolo registratore Philips poggiato sul comodino, suona il riff sulla sua chitarra acustica e mormora "I can't get no satisfaction". Poi torna a dormire. Quando la mattina dopo riascolta il nastro scopre, tra trenta secondi di accordi e quarantacinque minuti di russate, una delle melodie destinate a definire la storia del rock and roll. Cinque note che, come scriverà Newsweek, "hanno scosso il mondo".

🌴 Clearwater, Florida: la rivolta che ha portato Keith a letto

Per capire come quel riff sia nato, bisogna tornare al pomeriggio del 6 maggio 1965. I Rolling Stones sono nel mezzo del loro terzo tour americano. Hanno avuto qualche successo discreto, Time Is on My Side e The Last Time, ma nelle classifiche USA restano un gradino sotto Beatles, Herman's Hermits e Dave Clark Five. Quel pomeriggio salgono sul palco del Jack Russell Stadium di Clearwater, davanti a circa 3.000 persone. Suonano quattro canzoni, poi succede l'inevitabile: un gruppo di teenager scavalca le tribune e cerca di rushare il palco. La polizia interviene, scoppia una piccola rivolta. Il St. Petersburg Times la chiamerà "the lunatic fringe". Il direttore dei servizi ricreativi della città dichiara che mai più, finché c'è lui in carica, ci sarà un altro concerto del genere a Clearwater. La band viene fatta salire di corsa su una station wagon bianca e portata in albergo, con l'ordine di restare chiusa lì. Senza quella reclusione forzata, Satisfaction probabilmente non sarebbe mai esistita.

💤 Il riff sognato: una cassetta Philips e un colpo di plettro

Quella notte Keith Richards va a dormire con la sua chitarra acustica accanto al letto. È un'abitudine: tiene un piccolo registratore portatile Philips sul comodino, sempre carico, sempre con una cassetta nuova dentro. Lo fa per non perdere idee musicali notturne. Più tardi racconterà nella sua autobiografia Life del 2010: "Mi sono svegliato la mattina e ho visto che il nastro era arrivato alla fine. Ne avevo messo uno nuovo la sera prima. È un miracolo che mi sia preso la briga di rimetterlo dentro al registratore. Quando l'ho riascoltato, c'erano questi 30 secondi di Satisfaction, in una versione molto sonnolenta. E poi all'improvviso la chitarra fa CLANG, e dopo ci sono quarantacinque minuti di russate." Quel CLANG è il rumore del plettro di plastica che gli cade dalle mani mentre si addormenta. Le cinque note del riff sono già tutte lì. Anche le parole "I can't get no satisfaction" sono già lì, mormorate prima del crollo. La canzone più famosa dei Rolling Stones è già scritta, e Keith non sa nemmeno di averla scritta.

🏊 Mick Jagger a bordo piscina: il testo della frustrazione

Il giorno dopo Keith porta il nastro a Mick Jagger. Mick lo ascolta e capisce subito. "Era una specie di canzone country o folk acustica", ricorderà più tardi, "ma a Keith non piaceva, pensava fosse uno scherzo." Mentre Keith continua a dubitare, Jagger scende a bordo della piscina del Fort Harrison Hotel e in dieci minuti scrive il testo. Sarà uno dei testi più discussi della storia del rock. È duplice: da una parte attacca il commercialismo americano — la pubblicità invasiva, i venditori di detersivi in TV, gli annunci di sigarette, i deejay che parlano di "useless information" in radio — dall'altra esprime la frustrazione sessuale di un ragazzo di ventidue anni in tour. "And I'm tryin' to make some girl" sarà censurato dalle TV americane. Il riferimento mestruale "Better come back later next week, 'cause you see I'm on a losing streak", invece, passa indisturbato perché i censori non lo capiscono. Jagger dirà a Jann Wenner di Rolling Stone nel 1995: "Era la mia visione del mondo, la mia frustrazione per tutto. Una semplice rabbia adolescenziale. Era l'America, la sua sindrome pubblicitaria, il bombardamento costante." L'incredibile coincidenza storica: dieci anni dopo, l'Hotel Fort Harrison verrà comprato dalla Chiesa di Scientology, che ne fa la sua sede internazionale. Il bordo piscina dove Jagger scrisse i versi più sgangherati del rock and roll è diventato un luogo di ritiri religiosi.

🎚️ Da Chess Studios a RCA Hollywood: la nascita del fuzz

Tre giorni dopo il sogno, il 10 maggio 1965, gli Stones entrano ai Chess Studios di Chicago, al numero 2120 di South Michigan Avenue. È un luogo sacro per loro: la casa di Muddy Waters, Howlin' Wolf, Chuck Berry, Bo Diddley. Registrano una prima versione di Satisfaction, acustica, country-folk, con Brian Jones all'armonica. Manager Andrew Loog Oldham la giudica "troppo Bob Dylan". Due giorni dopo, il 12 maggio, la band è agli RCA Studios di Hollywood Boulevard, a Los Angeles, per una sessione fiume di 18 ore. È qui che succede la magia. Charlie Watts cambia il tempo, rende il ritmo più aggressivo. Il pianista di sessione Jack Nitzsche aggiunge tamburello e pianoforte alla Motown. E soprattutto Keith Richards collega per la prima volta alla sua chitarra il Maestro Fuzz-Tone FZ-1 della Gibson, un pedale di distorsione nuovissimo arrivato da Kalamazoo, Michigan. Lo aveva inteso solo come "sketch" per simulare il suono di una sezione fiati: voleva rifare la canzone in seguito alla maniera di Otis Redding, con i veri ottoni. Ma gli altri membri della band, Oldham e l'ingegnere Dave Hassinger lo convincono a tenere il fuzz. È un suono che non si era mai sentito prima nel rock. Il fuzz tone era nato per imitare i sax storti del rhythm and blues, ma in quel riff diventa qualcosa di completamente nuovo: una distorsione cattiva, sporca, futurista. Le scorte mondiali del Maestro Fuzz-Tone vanno esaurite entro fine 1965: tutti i chitarristi del mondo vogliono quel suono.

🏆 Il primo n.1 USA e l'eredità planetaria

Satisfaction viene pubblicato come singolo negli Stati Uniti il 6 giugno 1965 dalla London Records, con The Under-Assistant West Coast Promotion Man sul lato B. Entra nella Billboard Hot 100 la settimana del 12 giugno e raggiunge il n.1 il 10 luglio, dove resta per quattro settimane consecutive. È il primo n.1 USA dei Rolling Stones. Nel Regno Unito le radio ufficiali della BBC rifiutano di trasmetterlo per i riferimenti sessuali: passa solo sulle stazioni pirata Radio Caroline e Radio London. Esce ufficialmente in UK il 20 agosto 1965 e arriva al n.1 il 15 settembre. Vola al vertice anche in Norvegia, Olanda, Austria, Germania, Italia. Vende oltre quattro milioni e mezzo di copie. Mick Jagger riconoscerà: "Satisfaction è stata la canzone che ha davvero fatto i Rolling Stones, ci ha trasformato da una band qualsiasi in una band mostro." La rivista Rolling Stone la posiziona al n.2 nella sua lista dei 500 più grandi brani di tutti i tempi. La rivista VH1 la incorona al n.1 delle 100 più grandi canzoni rock and roll. Nel 2006 entra nel National Recording Registry della Biblioteca del Congresso, riconoscimento ufficiale di patrimonio culturale americano. Verrà coverizzata da Otis Redding, Devo (con la benedizione di Jagger), Britney Spears, Vanilla Ice, Dolly Parton e centinaia di altri.

🎸 Cinque note dal sogno: il mistero che resta

Cosa rende Satisfaction così universale? Forse è proprio il modo in cui è nata: non frutto di calcolo, ma di un istinto inconscio che ha pescato dal profondo. Keith Richards, anni dopo, confesserà: "Mi sento Satisfaction in ogni canzone che ho scritto da allora. La sento in Jumping Jack Flash, la sento in metà della mia produzione." È come se quel riff sognato avesse aperto un varco creativo che Keith non avrebbe mai più chiuso. Cinque note brevi, ripetute, primitive, che pescano nel rock and roll più antico — c'è un'eco di Nowhere to Run di Martha and the Vandellas nel modo in cui sale, c'è un'eco di 30 Days di Chuck Berry nel verso "can't get no satisfaction", c'è un'eco di I Be's Troubled di Muddy Waters — ma riarrangiate da una mente addormentata in qualcosa di completamente nuovo. Sessant'anni dopo, ogni chitarrista del pianeta ha imparato quel riff prima ancora di sapere come si accordi una chitarra. Il vero miracolo di Satisfaction non è il successo planetario: è il fatto che continui a suonare nuova ogni volta che riparte. Le cinque note dal sogno di Keith Richards sono ancora lì, immobili e immortali, a ricordarci che il rock più grande nasce nei momenti meno controllati.

🎧 Il brano del giorno

The Rolling Stones – Paint It Black

Esattamente un anno dopo il sogno di Clearwater, il 7 maggio 1966, gli Stones pubblicano negli USA il singolo Paint It Black. È la loro evoluzione naturale dopo Satisfaction: la stessa intuizione viscerale di Keith Richards, ma stavolta filtrata attraverso il sitar di Brian Jones, l'organo Hammond di Bill Wyman e il tritono malefico che apre il pezzo. Mick Jagger lo definirà "l'inizio della miserabile psichedelia". Brian Jones aveva acquistato il sitar dopo aver ascoltato Norwegian Wood dei Beatles, lavorando settimane sull'arrangiamento. Non firmerà la canzone — accreditata solo a Jagger/Richards — ma il suo contributo è leggendario. Il singolo arriva al n.1 sia in USA che in UK, primo n.1 della storia con un sitar. Con Satisfaction e Paint It Black dei due maggio consecutivi, gli Stones inventano in dodici mesi due dei riff più influenti del Novecento.

Top comment YouTube:

"From a dream in Florida to the darkest pop song ever recorded — the Stones did it twice in a year. Nobody else even came close."

Traduzione: "Da un sogno in Florida alla canzone pop più tetra mai registrata — gli Stones ci sono riusciti due volte in un anno. Nessun altro ci si è nemmeno avvicinato."


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