STORIE ROCK — 10 MAGGIO — Sid Vicious, l'icona suicida del punk britannico

10 maggio 1957 – Sid Vicious: il bassista che non sapeva suonare e divenne il simbolo del punk


Ci sono musicisti che diventano leggenda per il loro talento. Sid Vicious è diventato leggenda per il contrario: non sapeva suonare il basso, non sapeva cantare in tono, non aveva nulla del virtuoso. Eppure è il rocker più iconico del punk britannico, l'immagine che ha definito un'estetica e un'attitudine. Quando il 10 maggio 1957 nasce a Lewisham, sud-est di Londra, come John Simon Ritchie, l'Inghilterra è ancora segnata dalle macerie della guerra, il rock'n'roll sta esplodendo negli Stati Uniti, e nessuno avrebbe potuto immaginare che quel bambino sarebbe diventato il simbolo dell'anti-musicista per eccellenza. Vivrà solo 21 anni. Sarà accusato dell'omicidio della fidanzata Nancy Spungen al Chelsea Hotel di New York. Morirà di overdose di eroina il 2 febbraio 1979, mancando il Club 27 per soli sei anni. Ma la sua immagine è diventata l'icona universale del punk. Questa è la sua storia.

🚸 Lewisham, 1957: nascere figlio di una hippie tossicodipendente

John Simon Ritchie nasce in una Londra del dopoguerra ancora segnata dalle bombe naziste. Suo padre John Ritchie è una guardia della regina a Buckingham Palace e trombonista jazz semi-professionista. Sua madre Anne McDonald è una giovane ex-RAF dalla personalità ribelle, hippie, dipendente da eroina. La famiglia non resiste a lungo. Quando John ha pochi mesi, Anne lo porta a vivere con lei a Ibiza, sperando che il marito si unisse a loro. Ma John padre sparisce. Per sopravvivere, Anne spaccia hashish: usa i pannolini del piccolo Sidney per nascondere blocchi di droga da contrabbandare in Inghilterra. Quando torna a Londra, sposa nel 1965 Christopher Beverley, un uomo benestante, ma muore di insufficienza renale dopo solo sei mesi di matrimonio. Sidney prende il cognome del patrigno: diventa John Beverley. La madre lo cresce nell'eroina e nel disordine. "Era una madre indifferente", scriverà il biografo Jon Savage. A sedici anni Anne lo butta letteralmente fuori di casa: "O tu o io, e non sarò io ad andarmene". Sidney lascia la scuola, lavora in una fabbrica, poi si iscrive al Kingsway College, istituto per ragazzi espulsi e con disturbi comportamentali. Il consigliere scolastico lo segnala già a 16 anni per ideazione suicidaria.

🎸 Da John Beverley a Sid Vicious: l'amicizia con John Lydon

A Kingsway, John Beverley conosce John Lydon, futuro Johnny Rotten. Sono entrambi marginali, entrambi rabbiosi, entrambi affascinati da David Bowie, dai Velvet Underground, dagli Stooges di Iggy Pop, dai New York Dolls. Lydon lo soprannomina "Sid Vicious" in onore del suo criceto domestico, animaletto totalmente innocuo: il nome è uno scherzo, ma resterà per sempre. Frequentano il negozio di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood sulla King's Road di Londra, Sex, epicentro della scena punk nascente. Quando McLaren forma i Sex Pistols nel 1975 con Lydon come cantante, Sid è solo un fan. Frequenta i loro concerti, si dimena nelle prime file, inventa il pogo: il modo di ballare punk che diventerà leggenda. Si tatua, si autoinfligge tagli durante i concerti, indossa lucchetti al collo. Ma c'è anche una violenza vera: nel febbraio 1977 colpisce con un bicchiere il giornalista del NME Nick Kent durante un concerto, ferendolo gravemente. È la performance perfetta del punk: caos, violenza, anti-musicalità. Malcolm McLaren lo nota e capisce che Sid è esattamente quello di cui i Pistols hanno bisogno per consacrare il loro mito.

🎵 L'ingresso nei Sex Pistols: un'icona, non un musicista

Nel marzo 1977 il bassista originale dei Sex Pistols, Glen Matlock, viene cacciato dalla band. Era considerato troppo "musicista" per gli standard punk: scriveva belle melodie, sapeva suonare, era educato. McLaren chiede a Sid di sostituirlo. Sid non sa suonare il basso. Non importa: Malcolm McLaren cerca un'icona, non un musicista. Lemmy dei Motörhead prova a insegnargli per qualche giorno, ma rinuncia esasperato. Steve Jones, chitarrista dei Pistols, dirà negli anni successivi: "È accreditato su una sola canzone, Bodies, e anche lì è stonato. Ho dovuto sovraincidere io". Sid suona quasi nulla sui dischi. Ma sul palco è devastante. Si taglia con bottiglie rotte, si esibisce in mutande, sputa sul pubblico, attacca chiunque lo provochi. Il 27 ottobre 1977 esce Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols, l'unico album in studio della band: contiene Anarchy in the UK, God Save the Queen, Pretty Vacant, Holidays in the Sun. Diventa il manifesto definitivo del punk britannico. La regina Elisabetta, in piena celebrazione del Giubileo d'Argento, è il bersaglio di God Save the Queen. La canzone viene bandita dalla BBC ma raggiunge il n.2 in classifica.

💔 Nancy Spungen e il Chelsea Hotel: l'amore che porta alla morte

Nel marzo 1977, alla London Speakeasy, Sid incontra Nancy Spungen, una ventenne americana di Filadelfia, ex-prostituta, tossicodipendente, malata mentale dall'infanzia. Era venuta in Inghilterra inseguendo Jerry Nolan dei New York Dolls. Si innamora invece di Sid. Da quel momento i due diventano inseparabili, una coppia simbiotica e autodistruttiva, soprannominati dai giornalisti dell'epoca "Sid and Nancy, the Beauty and the Beast". Nancy lo introduce all'eroina pura, anche se la madre Anne gliela aveva già regalata per il sedicesimo compleanno con la frase "Happy Birthday, Sidney" (raccontato da Lydon). Sid si lascia divorare. I Sex Pistols si sciolgono nel gennaio 1978 a San Francisco dopo un disastroso tour americano: l'ultimo concerto al Winterland si chiude con la frase storica di Johnny Rotten "Ever get the feeling you've been cheated?". Sid e Nancy si trasferiscono a New York e prendono la stanza 100 del leggendario Chelsea Hotel sulla 23rd Street, rifugio storico di poeti e rockstar (Dylan Thomas, Janis Joplin, Bob Dylan, Patti Smith). È ottobre 1978. La loro vita diventa un'orgia di eroina, alcol, sangue, urla e violenza. La mattina del 12 ottobre 1978, Sid si sveglia in un letto pieno di sangue. Nancy è sul pavimento del bagno, accoltellata all'addome. È morta a 20 anni. Sid viene arrestato per omicidio.

⚖️ Il processo, il tentativo di suicidio, l'ultima overdose

Sid non ricorda niente di quella notte: era stordito da troppe sostanze. Inizialmente ammette di aver pugnalato Nancy, poi ritratta dichiarando di non sapere. Malcolm McLaren paga la cauzione e lo fa uscire. Sid tenta il suicidio tagliandosi i polsi e gettandosi dalla finestra. Viene arrestato di nuovo dopo aver aggredito il fratello di Patti Smith al Hurrah Club. Esce di prigione il 1° febbraio 1979, in attesa del processo. Quella stessa sera la madre Anne organizza una festa al Greenwich Village, nell'appartamento di Michelle Robison, per celebrare la liberazione del figlio. Anne procura l'eroina personalmente — pura, troppo pura per chi era appena uscito dalla prigione e aveva perso la tolleranza. Sid si inietta una dose attorno alla mezzanotte. Si addormenta. Nelle prime ore del 2 febbraio 1979 non si sveglia più. Ha 21 anni. Mancava il Club 27 per soli sei anni. La madre, anni dopo, ammetterà di aver pianificato la sua morte come "salvezza dal carcere". Lei stessa morirà di overdose nel 1996. Le ceneri di Sid, secondo la leggenda diffusa anche dai biografi, vengono in parte sparse accidentalmente nei sistemi di ventilazione dell'aeroporto di Heathrow.

🏴 L'eredità: l'icona del punk per sempre

Sid Vicious non era un musicista. Non sapeva suonare il basso. Cantava male. Era violento, autodistruttivo, probabilmente assassino della sua fidanzata. Eppure, nessuno simboleggia il punk britannico come lui. La cresta nera, i vestiti strappati, le catene, la T-shirt con la svastica indossata come gesto provocatorio anti-establishment, la sua cover di My Way di Frank Sinatra dove uccide il pubblico nel videoclip, sono diventate icone universali. La sua morte a 21 anni, sei anni prima del Club 27, lo ha consegnato all'eternità del rock. Gary Oldman lo ha interpretato con intensità devastante nel film Sid and Nancy di Alex Cox del 1986, accanto a Chloe Webb nel ruolo di Nancy. Il film è oggi considerato una pietra miliare del cinema rock. La sua immagine è apparsa su milioni di T-shirt, poster, tatuaggi. Ha ispirato generazioni di punk e rocker, da Kurt Cobain a Marilyn Manson, da Pete Doherty ad Amy Winehouse. Era l'incarnazione dell'urlo "No future" che i Sex Pistols avevano lanciato in God Save the Queen. Sidney non aveva futuro. Lui stesso lo sapeva. E lo ha trasformato in arte. Sid Vicious resta uno dei volti più riconoscibili del rock di tutti i tempi.

🎧 Il brano del giorno

Sex Pistols – God Save the Queen

Pubblicato il 27 maggio 1977 come secondo singolo della band, God Save the Queen è uno dei brani più iconici e provocatori del punk britannico. Esce in piena celebrazione del Giubileo d'Argento della Regina Elisabetta II, attaccando frontalmente la monarchia con il celebre verso "God save the queen, the fascist regime" e il finale apocalittico "There is no future / In England's dreaming". Il brano scatena uno scandalo enorme: viene bandito dalla BBC e da molte radio, le copie del singolo vengono sequestrate, ma il brano raggiunge il n.2 in UK (alcuni sostengono che fosse stato n.1 e che la classifica sia stata manipolata). Sid Vicious è bassista nominale, ma è la sua immagine più del suo basso a definire l'epoca. Manifesto punk per eccellenza, oggi è considerato uno dei brani più importanti della storia del rock britannico.

Top comment YouTube:

"This song will be 50 years old soon and it still feels more dangerous than anything released today. Punk never died."

Traduzione: "Questa canzone avrà presto 50 anni e ancora sembra più pericolosa di qualsiasi cosa pubblicata oggi. Il punk non è mai morto."


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