Roger Waters e il padre morto ad Anzio: il muro nasce lì
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6 settembre 1943 – Roger Waters, il figlio di un uomo morto ad Anzio

🎂 Un bambino di cinque mesi
Roger Waters nasce il 6 settembre 1943 a Great Bookham, nel Surrey. Suo padre si chiama Eric Fletcher Waters, fa il maestro elementare, è comunista e cristiano, ed è un obiettore di coscienza: quando la guerra comincia si rifiuta di combattere e guida ambulanze durante il Blitz di Londra. Poi cambia idea. Quello che vede fare ai nazisti lo convince che stare fuori non è più possibile, si arruola nei Royal Fusiliers e parte per l'Italia.
Muore il 18 febbraio 1944 a Aprilia, sulla testa di ponte di Anzio, durante l'operazione Shingle. Ha ventotto anni. Il corpo non viene mai ritrovato: il suo nome finisce sul memoriale di Cassino insieme a quelli dei dispersi. A casa arriva un telegramma. Roger ha cinque mesi.
Sua madre Mary, anche lei insegnante, non si risposerà mai e non parlerà quasi mai di quella storia. Il figlio crescerà in una casa dove c'era un vuoto grande quanto una persona, e nessuno che lo spiegasse.
🧱 Il muro
Per vent'anni quel vuoto non ha una forma. Waters studia architettura al Regent Street Polytechnic, incontra Nick Mason e Richard Wright nella stessa aula, e nel 1965 con un amico d'infanzia di Cambridge di nome Syd Barrett mette insieme una band che si chiamerà Pink Floyd. All'inizio è Barrett a scrivere tutto. Quando Barrett si perde, Waters resta con il microfono in mano e senza sapere bene cosa dire.

Lo capisce a poco a poco. The Dark Side of the Moon parla di quello che ci fa impazzire, Wish You Were Here dell'amico che non c'è più, Animals di come funziona il potere. Poi, nel 1979, arriva The Wall, e finalmente la cosa viene detta per nome: il protagonista Pink è un bambino che cresce senza padre perché il padre è morto in guerra, e ogni delusione della vita diventa un mattone di un muro che alla fine lo separa dal mondo. In Another Brick in the Wall (Part 1) c'è la riga più diretta che Waters abbia mai scritto: «Daddy's flown across the ocean, leaving just a memory».
Il disco successivo, The Final Cut (1983), porta in copertina una dedica esplicita: «alla memoria di Eric Fletcher Waters». Non è più un romanzo, è un conto aperto — con la guerra, con la Thatcher, con chi manda a morire i figli degli altri. È anche l'ultimo disco dei Pink Floyd con Roger Waters dentro.
🇮🇹 Il ritorno ad Anzio
A rimettere insieme i pezzi è un altro uomo che ad Anzio c'era stato: Harry Shindler, veterano britannico di novantatré anni che da decenni vive in Italia e cerca i dispersi della campagna d'Italia per i loro parenti. Shindler recupera il diario di guerra del battaglione e ricostruisce esattamente dove e quando Eric Fletcher Waters fu ucciso.
Il 18 febbraio 2014, settant'anni esatti da quel giorno, Waters arriva ad Aprilia. Inaugura un obelisco di marmo bianco dedicato a suo padre e a tutti gli altri caduti che non hanno una tomba conosciuta: sopra ci sono incisi due versi di Two Suns in the Sunset, l'ultima canzone di The Final Cut — «Ashes and diamonds, foe and friend; we were all equal in the end», cenere e diamanti, nemico e amico, alla fine eravamo tutti uguali. Depone una corona e dice: «Sono passati settant'anni esatti da quando mio padre è morto qui, e sono finalmente arrivato in fondo al viaggio per scoprire cosa gli è successo davvero».
Lo stesso giorno il comune di Anzio gli conferisce la cittadinanza onoraria. A settant'anni suonati, il bambino di cinque mesi ha finalmente saputo dove.
🎧 Il brano
The Gunner's Dream sta su The Final Cut. È il sogno di un artigliere che cade dal cielo e, mentre precipita, immagina un mondo dove «nessuno uccide più i bambini» e dove un uomo può prendere un treno senza che gli salti in aria addosso. Lo scrisse mentre pensava a un padre che non aveva mai visto in faccia. Il sassofono di Raphael Ravenscroft che entra a metà è una delle cose più struggenti mai messe su un disco rock.
@glenc5185 · 6 anni fa
«Nobody draws the sadness and melancholy from human life like Waters. His pain and genius has been our blessing.»
Traduzione: «Nessuno tira fuori la tristezza e la malinconia dalla vita umana come fa Waters. Il suo dolore e il suo genio sono stati una benedizione per noi.»
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