29 maggio 1967: nasce Noel Gallagher, la penna che ha scritto la colonna sonora del britpop
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Nasce Noel Gallagher, la penna che ha scritto la colonna sonora del britpop
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Il 29 maggio 1967 nasce a Longsight, Manchester, Noel Thomas David Gallagher. Secondo di tre figli di una famiglia operaia irlandese-cattolica emigrata a Manchester: il padre Thomas, muratore e DJ part-time originario della contea di Meath, uomo violento e alcolista; la madre Peggy, anche lei irlandese, lavoratrice instancabile. Cinquantanove anni dopo, Noel Gallagher è uno dei più grandi autori di canzoni del rock britannico moderno, la mente e la penna degli Oasis, la band che negli anni Novanta ha definito il britpop e ha riportato la chitarra elettrica e il songwriting melodico al centro della cultura pop britannica. Autore di inni generazionali — Wonderwall, Don't Look Back in Anger, Live Forever, Champagne Supernova — Noel è il raro caso di musicista capace di unire ambizione smisurata, melodie immortali e un'attitudine rock'n'roll che lo ha reso insieme genio e personaggio. La sua è una storia di riscatto operaio, di rivalità fraterna leggendaria con il fratello minore Liam, e — colpo di scena del 2025 — di una riconciliazione che nessuno credeva più possibile.
Burnage, l'infanzia segnata dalla violenza
Per capire Noel Gallagher bisogna immaginare la Manchester operaia degli anni Settanta: sobborghi di case a schiera, famiglie immigrate irlandesi, fabbriche, pub, cattolicesimo e durezza quotidiana. La famiglia Gallagher vive a Burnage, quartiere working class del sud di Manchester. Il padre Thomas è un uomo violento e alcolista che picchia regolarmente Noel e il fratello maggiore Paul. La madre Peggy tiene insieme la famiglia con dignità ferrea. La violenza paterna lascia un segno profondo: Noel sviluppa una balbuzie che lo accompagnerà per anni, e impara presto a rifugiarsi nella solitudine. A sette anni ruba la sua prima chitarra; a tredici la madre gliene regala una. Comincia a scrivere canzoni da solo nella sua stanza, ascoltando i Beatles, i Kinks, T. Rex, i Sex Pistols, e assorbendo la Manchester musicale che esplodeva intorno a lui: Joy Division, The Smiths, e più tardi la scena Madchester di Stone Roses e Happy Mondays. Lascia la scuola a sedici anni senza qualifiche, fa lavori saltuari nell'edilizia, ha qualche guaio con la legge per piccoli furti. Ma scrive, continuamente.
Da roadie degli Inspiral Carpets a leader degli Oasis
La svolta arriva a fine anni Ottanta, quando Noel diventa roadie e tecnico delle chitarre per gli Inspiral Carpets, una delle band della scena Madchester. È un ruolo umile, ma per Noel è una scuola di rock'n'roll dal vivo: gira l'Europa e l'America, vede come funziona una band professionale, impara il mestiere dal di dentro, e continua a scrivere canzoni nei ritagli di tempo. Intanto, a Burnage, il fratello minore Liam — bello, sfrontato, dotato di una voce nasale e arrogante perfetta per il rock — ha formato una band con alcuni amici: prima si chiamano The Rain, poi Oasis. Quando Noel torna dai tour con gli Inspiral Carpets nel 1991, Liam lo invita a unirsi al gruppo. Noel accetta a una sola condizione: diventare il leader assoluto, l'unico autore delle canzoni e il direttore creativo della band. Aveva un arsenale di brani scritti in anni di solitudine. Gli altri accettano. Da quel momento gli Oasis cambiano natura: da band di quartiere a macchina da hit guidata dalla penna di Noel.
La scoperta a Glasgow e Definitely Maybe
Nel maggio 1993 gli Oasis si infilano quasi per caso in un concerto al King Tut's Wah Wah Hut di Glasgow. Nel pubblico c'è Alan McGee, fondatore della Creation Records. McGee resta folgorato e offre loro un contratto sul posto. È una delle scoperte più leggendarie della storia del rock britannico. Nell'agosto 1994 esce Definitely Maybe, il debutto, registrato dopo varie sessioni travagliate e prodotto in gran parte da Noel stesso con Mark Coyle e Owen Morris. Il disco è una dichiarazione di guerra: chitarre muraglia, melodie immense, testi su sogni di gloria e fuga dalla noia operaia. Rock 'n' Roll Star, Live Forever, Supersonic, Cigarettes & Alcohol, Slide Away. Diventa l'album di debutto più rapidamente venduto nella storia britannica fino a quel momento. Gli Oasis incarnano l'orgoglio working class di Manchester e la sfrontatezza rock'n'roll che mancava da anni nella scena britannica dominata dal grunge americano e dallo shoegaze.
Morning Glory, Knebworth e il picco del britpop
Nell'ottobre 1995 arriva il capolavoro: (What's the Story) Morning Glory?. È il disco che trasforma gli Oasis da fenomeno britannico a band globale. Wonderwall, Don't Look Back in Anger, Champagne Supernova, Some Might Say, Roll with It. Vende oltre 22 milioni di copie nel mondo, diventa uno degli album più venduti di sempre nel Regno Unito. È l'epoca della "Battle of Britpop": nell'agosto 1995 Oasis e Blur pubblicano i singoli lo stesso giorno (Roll with It contro Country House), in una rivalità mediatica che occupa i telegiornali nazionali. Blur vince la battaglia dei singoli, ma Oasis vince la guerra degli album. Nell'estate del 1996 la band suona davanti a 125.000 persone a sera per due sere a Knebworth: 2,6 milioni di persone avevano richiesto i biglietti, circa il 5% dell'intera popolazione britannica. È il vertice assoluto del britpop, uno dei più grandi raduni rock della storia europea.

La faida fraterna leggendaria
Ma dietro il trionfo, la rivalità tra Noel e Liam cova come un vulcano. I due fratelli litigano costantemente: sul palco, in studio, nelle interviste. Si insultano pubblicamente con una creatività velenosa che diventa parte del mito Oasis. Liam è l'istinto, la voce, l'arroganza pura; Noel è il cervello, la penna, il controllo. Litigi celebri costellano gli anni: concerti annullati all'ultimo, tour americani abbandonati a metà, l'incisione di Be Here Now (1997) nel caos della cocaina, dischi successivi come Standing on the Shoulder of Giants (2000) e Heathen Chemistry (2002) che non raggiungono più le vette di un tempo. La tensione fra i due fratelli diventa il vero motore e insieme il veleno della band. Ogni album è una tregua armata, ogni tour una bomba a orologeria. Eppure, paradossalmente, è proprio quella tensione a generare alcune delle loro pagine migliori.
Lo scioglimento e i sedici anni di silenzio
Il 28 agosto 2009, nel backstage del festival Rock en Seine di Parigi, l'ennesima lite tra i fratelli degenera. Secondo i resoconti, Liam avrebbe brandito una chitarra "come un'ascia". Noel annuncia il suo addio con un comunicato secco: "Con un po' di tristezza e grande sollievo vi dico che lascio gli Oasis stasera. Le persone scriveranno e diranno quello che vogliono, ma semplicemente non potevo più lavorare con Liam un giorno di più." Gli Oasis si sciolgono dopo diciotto anni. Noel fonda i Noel Gallagher's High Flying Birds, progetto solista di grande successo critico e commerciale con tre album nel decennio successivo. Liam forma i Beady Eye, poi intraprende una carriera solista. Per sedici anni i due fratelli non suonano mai insieme, continuando a punzecchiarsi con insulti, frecciate e tweet velenosi che alimentano il folklore rock britannico.
La reunion del 2025 e il ritorno del mito
Poi, contro ogni previsione, il 27 agosto 2024 arriva l'annuncio: "The guns have fallen silent. The stars have aligned. The great wait is over. Come see. It will not be televised." Gli Oasis tornano. Dopo sedici anni di guerra fredda fraterna, Noel e Liam annunciano il tour Oasis Live '25. I biglietti vanno esauriti in poche ore in mezzo a polemiche sui prezzi dinamici. Il tour parte il 4 luglio 2025 al Principality Stadium di Cardiff, attraversa Heaton Park a Manchester, Wembley a Londra, Murrayfield a Edimburgo, Croke Park a Dublino, per poi toccare Nord America, Australia e Sud America. La line-up include i vecchi compagni Andy Bell al basso e Gem Archer alla chitarra. Oltre due milioni di spettatori, oltre 400 milioni di dollari incassati: il secondo tour più redditizio del 2025. Le immagini dei due fratelli che si tengono per mano sul palco, dopo sedici anni di insulti, fanno il giro del mondo. A novembre 2025 Liam lascia intendere che ci saranno altre date nel 2026. Per una generazione cresciuta con gli Oasis, e per una nuova che li scopre ora, è il ritorno del mito. E al centro di tutto, come sempre, c'è la penna di Noel Gallagher.
🎧 Il brano del giorno: Live Forever
Pubblicato il 8 agosto 1994 come terzo singolo da Definitely Maybe, Live Forever è il primo grande inno degli Oasis e, per molti, la canzone che ha dato il via al britpop. Noel Gallagher la scrisse nel 1991, mentre lavorava ancora come operaio in un cantiere edile, dopo aver ascoltato Shine a Light dei Rolling Stones. Ma soprattutto la scrisse come risposta diretta al nichilismo del grunge americano: in quegli anni i Nirvana cantavano I Hate Myself and I Want to Die, e Noel pensò: "Non sono d'accordo con quell'idea. I ragazzi non hanno bisogno che gli si dica che la vita è una merda. Volevo scrivere qualcosa di positivo, qualcosa che dicesse: siamo vivi, e potremmo vivere per sempre." Il titolo è una dichiarazione di ottimismo sfrontato e operaio. Il brano arriva al numero 10 della UK Singles Chart, il primo ingresso degli Oasis nella Top 10, ed è dedicato in parte alla madre Peggy. Live Forever è diventato negli anni uno degli inni generazionali definitivi del rock britannico, regolarmente votato tra le più grandi canzoni di sempre da NME, Q e dai sondaggi pubblici. La sua frase "Maybe I just wanna fly / I wanna live, I don't wanna die" è il manifesto dell'intera filosofia degli Oasis: il rock'n'roll come riscatto, come fuga, come affermazione di vita.
Top comment YouTube (@9numbernine, 6 anni fa):
"This song saved me from suicide 15 years ago. I heard it and I started to cry because I realized how much I love life."
Traduzione: "Questa canzone mi ha salvato dal suicidio 15 anni fa. L'ho ascoltata e ho iniziato a piangere perché ho capito quanto amo la vita."
Un commento che dice tutto sul potere di questa canzone: Noel l'aveva scritta proprio come inno alla vita, in risposta al nichilismo del grunge. A distanza di trent'anni, Live Forever continua a fare esattamente quello per cui era nata.
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