15 settembre 1972: esce Foxtrot, il disco che fa diventare grandi i Genesis

15 settembre 1972: esce Foxtrot, il disco che fa diventare grandi i Genesis

La copertina di Foxtrot dei Genesis, dipinta da Paul Whitehead

La copertina di Foxtrot: la donna con la testa di volpe sulla lastra di ghiaccio.
Dipinto di Paul Whitehead, di proprietà di Charisma Records, 1972.

Nell'estate del 1972 i Genesis in Inghilterra sono ancora un gruppo di spalla. Tre album, nessuno in classifica, un pubblico fedele ma piccolo. Fuori casa va meglio: Trespass è arrivato primo in Belgio, e in Italia Nursery Cryme è entrato in hit parade all'inizio dell'anno. Il 15 settembre 1972 la Charisma pubblica il quarto disco, Foxtrot. Un mese dopo i Genesis sono, per la prima volta, nella classifica britannica.

La formazione è quella di Nursery Cryme: Peter Gabriel alla voce e al flauto, Tony Banks alle tastiere, Mike Rutherford al basso e alla dodici corde, Steve Hackett alla chitarra, Phil Collins alla batteria.

I Genesis nella formazione di Foxtrot: Peter Gabriel, Phil Collins, Steve Hackett, Tony Banks e Mike Rutherford

I Genesis nella formazione di Foxtrot, in una foto promozionale del 1971.
Foto di proprietà di Buddah Records, 1971 — dal sito Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Un tetto a Napoli

La prima canzone del disco nasce in Italia. Ad aprile del 1972 i Genesis fanno il loro primo giro italiano: si parte il 6 aprile ad Adria, in provincia di Rovigo, davanti a poco più di un centinaio di persone, e si finisce a Napoli. Strada facendo le platee crescono, e la band scopre di avere qui un pubblico che in patria non ha ancora. Durante i soundcheck a Pesaro e al Palasport di Reggio Emilia, l'11 e il 12 aprile, Banks prova sul Mellotron, comprato di seconda mano dai King Crimson, due accordi che nel palazzetto vuoto suonano enormi. Decidono che devono finire in una canzone.

Il 19 aprile, sul tetto dell'hotel Domitiana di Napoli, con la Mostra d'Oltremare davanti, Banks e Rutherford scrivono il testo: la Terra guardata da un osservatore venuto da fuori. Il titolo, Watcher of the Skies, lo prendono in prestito da un sonetto di John Keats; l'idea deve qualcosa a Le guide del tramonto di Arthur C. Clarke e agli Osservatori dei fumetti Marvel. Sarà il pezzo che apre il disco e, per due anni, i loro concerti.

In studio, fra un concerto e l'altro

Le registrazioni cominciano ad agosto agli Island Studios di Londra, a spizzichi, negli spazi lasciati liberi dal tour. Il primo produttore scelto dalla Charisma è Bob Potter, un tecnico giovane: le sedute sono tese, piene di discussioni, e si interrompono. Dal 15 al 23 agosto i Genesis tornano a suonare in Italia. Quando rientrano in studio, a fine mese, al banco c'è Dave Hitchcock, con John Burns come tecnico del suono. Potter non comparirà nei crediti, anche se secondo Hackett buona parte di Supper's Ready e tutta Horizons, il suo minuto e mezzo di chitarra sola costruito su un preludio di Bach, erano state incise con lui.

Nel primo lato c'è anche Get 'Em Out by Friday: otto minuti e mezzo di sfratti, speculatori e inquilini sbattuti fuori, con Gabriel che cambia voce per ogni personaggio. Lui la definirà «in parte commento sociale, in parte profezia».

Ventitré minuti di Apocalisse

Il secondo lato è quasi tutto per Supper's Ready: 22 minuti e 54 secondi, sette sezioni, il brano più lungo che i Genesis abbiano mai inciso. Gabriel parte da una notte a casa dei genitori della moglie Jill, a Londra. Parlando fino a tardi, lei comincia a rispondergli con una voce che non è la sua; lui, spaventato, alza una croce improvvisata. Da lì il testo diventa, parole sue, «un viaggio personale attraverso varie scene del Libro dell'Apocalisse», fino alla battaglia finale fra il bene e il male.

Dentro c'è di tutto. Una parodia di canto natalizio affidata a un gruppo di bambini presi dalla strada davanti allo studio. Willow Farm, un vaudeville surreale che Gabriel ha scritto da solo e che, dice Banks, porta il pezzo «in un'altra dimensione». Apocalypse in 9/8, nata da un'improvvisazione di Banks, Rutherford e Collins in un tempo dispari, con Hackett che ci stende sopra le chitarre. Poi il ritorno del tema d'apertura e il finale, As Sure as Eggs Is Eggs. Su Sounds, Jerry Gilbert scrive che i Genesis hanno fatto «quasi l'album perfetto».

Peter Gabriel con il costume di Watcher of the Skies alla Massey Hall di Toronto, 1974

Peter Gabriel nel costume di Watcher of the Skies, alla Massey Hall di Toronto, il 2 maggio 1974.
Foto di proprietà di Jean-Luc Ourlin — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0).

Una volpe col vestito rosso

La copertina è di Paul Whitehead, ed è l'ultima che dipinge per loro. Una figura di donna con la testa di volpe e un lungo vestito rosso sta in piedi su una lastra di ghiaccio in mezzo al mare, mentre sulla riva i cacciatori a cavallo la inseguono: nelle intenzioni di Whitehead, una versione scherzosa dei quattro cavalieri dell'Apocalisse di Supper's Ready. La volpe viene dallo slang americano, dove una bella ragazza è «foxy», e da Foxy Lady di Jimi Hendrix. Alla band non piace granché: Rutherford la trova «un po' debole».

Il tour comincia a fine settembre. Il 28 settembre 1972 i Genesis suonano al National Stadium di Dublino, un palazzetto della boxe. Durante la parte strumentale di The Musical Box, l'ultimo pezzo, Gabriel sparisce e rientra con il vestito rosso della moglie e una testa di volpe: la copertina del disco, in carne e ossa. Non ha avvertito nessuno. «Non eravamo molto convinti», ammetterà Banks, «sembrava distrarre dalla musica». Pochi giorni dopo Gabriel con la testa di volpe è in prima pagina sul Melody Maker, e Collins riconoscerà che quel costume aggiunse «uno zero ai nostri guadagni, a ogni concerto».

Il 14 ottobre Foxtrot entra nella classifica britannica: arriva al numero 12 e ci resta sette settimane. È il primo disco dei Genesis a riuscirci. Lo stesso giorno compare anche nella hit parade italiana, dove sale fino all'ottavo posto e rimane fino all'aprile del 1973. Negli Stati Uniti, invece, niente. Il 10 novembre, alla Brunel University di Uxbridge, Supper's Ready viene suonata dal vivo per la prima volta.

Ritorno in Italia

A gennaio del 1973 il tour torna da noi. Il 20 gennaio, al Palasport di Reggio Emilia, i Genesis suonano al Charisma Festival insieme a Capability Brown e a Peter Hammill con David Jackson, davanti a circa ottomila paganti, e aprono con Watcher of the Skies: la canzone nata nove mesi prima proprio lì, fra un soundcheck e un tetto di Napoli. Due giorni dopo sono al Palazzo dello Sport di Roma.

Resta la data. Per decenni le discografie hanno scritto «ottobre 1972», e molte il 6 ottobre. In anni recenti Mic Smith, nella sua ricerca sulle date di uscita ufficiali dei Genesis, ha rimesso in fila i ritagli dell'epoca: la pubblicità della Charisma su Sounds e NME del 16 settembre, la prima breve recensione su Record Mirror del 23, l'ingresso in classifica del 14 ottobre, troppo vicino al 6 perché un gruppo ancora di nicchia ci arrivasse in otto giorni. Il 15 settembre è la data che torna.

Tony Stratton-Smith, il padrone della Charisma, lo aveva capito prima che il disco arrivasse nei negozi. Dopo averlo ascoltato, con le lacrime agli occhi, disse a Richard Macphail, amico di vecchia data della band: «È questo. È il disco che fa la loro carriera». Aveva ragione.


Sotto al video di Watcher of the Skies, sul canale ufficiale dei Genesis, uno dei commenti più votati dice così:

«I saw Genesis in 1973 in Reggio Emilia - Italy. I was 17 years old. Now I'm 68 and I continue to hear Genesis. The best.»
@DanieleTrentin-g1p · 2 anni fa

Traduzione: «Ho visto i Genesis nel 1973 a Reggio Emilia, in Italia. Avevo 17 anni. Ora ne ho 68 e continuo ad ascoltare i Genesis. I migliori.»

Fonti: Wikipedia (voci Foxtrot, Supper's Ready, Watcher of the Skies); Mic Smith, «Genesis Official Release Dates», Genesis Movement; HitParadeItalia (classifica album 1972); Horizons Radio; genesis-band.com (Dublino, 28 settembre 1972); Verso la stratosfera (i Genesis dal vivo in Italia); paulwhitehead.com.
Foto: copertina di Paul Whitehead / Charisma Records; Buddah Records (Wikimedia Commons, pubblico dominio); Jean-Luc Ourlin (Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0).


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