Storie Rock – Slipknot: il debutto del 1999 che cambio’ il metal
Condividi

Slipknot: il debutto del 1999 che cambio’ il volto del metal
Des Moines, Iowa, 29 giugno 1999. Da una citta’ sperduta tra i campi di granturco esce un disco che sembra arrivare da un altro pianeta: il debutto omonimo degli Slipknot. Nove uomini mascherati, nove numeri, una sola enorme scarica di rabbia. E’ il giorno in cui il metal cambia per sempre faccia.
Nove maschere dall’Iowa
Per capire gli Slipknot bisogna immaginare da dove vengono: l’Iowa, una terra di campi sterminati e cieli enormi, lontana da ogni scena musicale. Proprio da quel nulla nasce la band piu’ estrema e teatrale del decennio. Le tute arancioni da operai, i codici a barre, le maschere grottesche dietro cui ciascun membro sparisce per diventare un semplice numero, da zero a otto. Non un travestimento per nascondersi, ma un modo per liberarsi: dietro la maschera, ognuno diventa qualcun altro, piu’ libero e piu’ vero.
Il suono dell’incubo
A produrre il disco c’e’ Ross Robinson, lo stesso che aveva acceso la miccia del nu-metal con i Korn. Il debutto degli Slipknot e’ un muro di chitarre accordate bassissime, percussioni tribali e rabbia pura, registrato in una California rovente con nove ragazzi stipati in spazi minuscoli. Brani come (sic), Eyeless e Wait and Bleed non somigliano a niente di quello che passava in radio: e’ il suono dell’incubo, ma anche, paradossalmente, della liberazione.
L’esplosione all’Ozzfest
Quell’estate gli Slipknot salgono sul palco dell’Ozzfest e diventano il fenomeno di cui tutti parlano. L’album vendera’ milioni di copie e aprira’ la strada a un’intera ondata di metal mascherato. Non tutti capirono subito: per molti erano solo provocazione e violenza gratuita. Ma chi guardava piu’ a fondo vedeva nove ragazzi qualunque, cresciuti in una citta’ dimenticata, che avevano trovato nel rumore l’unico linguaggio possibile per raccontare la propria rabbia.
Dietro la maschera, una catarsi
Perche’ dietro la violenza c’e’ una verita’ umana profonda. Per molti dei nove, e soprattutto per il cantante Corey Taylor, la musica e’ una forma di terapia, un modo per esorcizzare infanzie difficili, poverta’ e demoni personali. La maschera diventa cosi’ uno scudo e una liberazione insieme: la storia personale di Corey Taylor l’abbiamo gia’ raccontata altrove, ma e’ qui, in questo debutto, che tutto comincia.
Ricordo ancora la prima volta che vidi quelle maschere su una rivista: pensai che fossero soltanto una trovata, un modo per fare scandalo. Poi misi su il disco, e in pochi secondi capii che dietro quel caos c’era qualcosa di terribilmente sincero. Non tutto il metal piu’ estremo nasce dalla cattiveria: a volte nasce dal dolore.

Quello che venne dopo
Da quel disco gli Slipknot diventeranno una delle band piu’ importanti e amate del metal moderno, capaci di riempire stadi restando fedeli alla propria furia. Negli anni perderanno per strada alcuni dei loro membri storici, ma non smetteranno mai di essere quel rito collettivo nato nell’Iowa, fatto di maschere, sudore e appartenenza. Tutto, pero’, e’ cominciato il 29 giugno 1999.
🎧 Il brano del giorno: Spit It Out (Slipknot, 1999)
E’ il brano che meglio cattura l’urto del debutto: ritmo serrato, parti rappate e un ritornello che esplode come una rissa. Spit It Out mostra in tre minuti tutta la potenza degli Slipknot, la loro capacita’ di mescolare metal, hip-hop e puro caos. Il lato piu’ fisico e liberatorio di una band che ha fatto del rumore una forma di sopravvivenza.
Top comment YouTube
@thehamster0520 · 4 anni fa
«The fact that a metal vocalist is a better rapper than most rappers is amazing»
Traduzione: «Il fatto che un cantante metal sia un rapper migliore di gran parte dei rapper e’ incredibile.»
Storie Rock – Artisti, Dischi, Ricordi 🎸
Ogni giorno un racconto che merita di essere ascoltato.