Gli Yonaka rinunciano all'America: «Non è economicamente sostenibile»
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Quando il tour non torna con i conti
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Nella mitologia rock l'America è sempre stata la traversata da fare: si parte in furgone, si suona davanti a trenta persone in Ohio e si torna a casa cambiati. Nel 2026, invece, l'America è diventata una voce di bilancio che non quadra.
Gli Yonaka, trio di Brighton fra i più fisici del rock alternativo britannico, hanno annunciato di aver rinunciato alle date americane di settembre in apertura a Charlotte Sands. Il motivo, come riporta Kerrang!, è esposto senza giri di parole: non è economicamente sostenibile, e sarebbe stato comunque impossibile rientrare in tempo per far partire il tour da headliner.
Non è un caso isolato
È una frase che negli ultimi due anni abbiamo letto troppe volte, e quasi mai dalle band grandi. Voli, visti, noleggi, alberghi, cambio sfavorevole: per un gruppo di taglia media un tour di supporto oltreoceano è diventato un investimento a fondo perduto, da coprire di tasca propria sperando che qualcosa torni indietro sotto forma di ascolti. Chi riempie le arene non se ne accorge nemmeno. Chi sta un gradino sotto — cioè quasi tutti — si trova a scegliere fra visibilità e sopravvivenza.
Gli Yonaka hanno scelto la seconda, e hanno fatto bene a dirlo ad alta voce invece di nascondersi dietro il solito «per motivi logistici». Perché il rock dal vivo non muore quando le band smettono di avere idee: muore quando smettono di potersi permettere il furgone.
Fonte: Kerrang!, via Far Out Magazine. Altre storie come questa nel Calendario del Rock di Rock Music aWords.