«Wonderwall» non muore mai: l'inno degli Oasis torna in classifica dopo quasi trent'anni, spinto dai Mondiali

Gli Oasis dal vivo

Ci sono canzoni che non hanno bisogno di promozione, di algoritmi, di campagne social. Hanno solo bisogno di un momento. E il momento, per «Wonderwall», è arrivato da dove nessuno se lo aspettava: uno stadio di calcio.

Come riporta Consequence, l'inno eterno degli Oasis è rientrato nella Billboard Hot 100 al numero 27, per la prima volta dopo quasi trent'anni. Il merito? I Mondiali di calcio 2026, durante i quali i tifosi inglesi hanno adottato il brano come colonna sonora della loro cavalcata, trasformando gli spalti in un coro planetario. Da lì ai numeri dello streaming il passo è stato brevissimo.

Fermiamoci un attimo a pensarci: «Wonderwall» esce nell'ottobre 1995 dentro (What's the Story) Morning Glory?, nel cuore della stagione d'oro del Britpop, quando i fratelli Gallagher si contendevano le classifiche con i Blur e Manchester sembrava il centro del mondo. Trentun anni dopo, quella stessa canzone — scritta da Noel, cantata da Liam con quella voce che sa di sfida e di malinconia insieme — torna a scalare la classifica americana come se il tempo non fosse mai passato.

È la dimostrazione di qualcosa che qui su RMAW ripetiamo spesso: le grandi canzoni non invecchiano, cambiano solo pubblico. Ragazzi che nel 1995 non erano nemmeno nati oggi cantano «Wonderwall» negli stadi, ai falò, sotto la doccia. E per gli Oasis, reduci dalla reunion che ha riacceso il pianeta, questo ritorno in classifica è la ciliegina su una seconda giovinezza che nessuno, ai tempi delle liti infinite tra Liam e Noel, avrebbe osato pronosticare.

Il calcio passa, i tornei finiscono. «Wonderwall», a quanto pare, resta. E forse, dopotutto, è proprio lei la "wonderwall" di tutti noi.

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