«Mi sento stanco, davvero sfinito»: l'ultima cosa che Ozzy disse a Tony Iommi

Diciassette giorni dopo Villa Park, una telefonata qualunque diventa l'ultima

Tony Iommi dal vivo con la sua chitarra

Foto di proprietà di Guy Evans — dal sito Wikimedia Commons (cc by 2.0)

Ci sono conversazioni che diventano importanti solo dopo, e a quel punto non si possono più rifare. Ospite del podcast Loudwire Nights e ripreso da NME, Tony Iommi è tornato sulla sera prima del 22 luglio 2025, l'ultima volta in cui lui e Ozzy Osbourne si sono parlati.

Non c'era niente di solenne. Ozzy gli disse che si sentiva a pezzi: «I really feel tired and really worn out». Iommi lo rassicurò come si fa fra due che si conoscono da sessant'anni — è normale, gli disse, dopo tutta la tensione e la pressione delle settimane appena passate. Poi, la frase che chiude tutto: il giorno dopo Ozzy non c'era più.

Le settimane appena passate erano quelle di Back to the Beginning, il 5 luglio 2025 a Villa Park, Birmingham: l'ultimo concerto dei Black Sabbath e l'ultimo di Ozzy, a casa loro, davanti a mezzo mondo del metal venuto a rendere omaggio. Iommi ammette che vederlo lì non è stato semplice. Ozzy cantava seduto su un trono, immobile, e per chi lo aveva visto correre da un capo all'altro del palco per cinquant'anni quell'immagine era difficile da reggere. Diciassette giorni dopo, un attacco di cuore se lo portava via a settantasei anni.

Iommi e Osbourne si erano conosciuti da ragazzi ad Aston, quartiere operaio di Birmingham, e insieme avevano inventato una musica che prima non esisteva. Il 22 luglio, nel nostro Calendario del Rock, è ormai una data fissa. Sentirla raccontare così, senza retorica e con una telefonata qualunque al centro, la rende soltanto più vera.

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