Quarant'anni di «The Colour Of Spring»: i musicisti dei Talk Talk tornano insieme per Mark Hollis
Condividi
Sabato 5 settembre all'O2 Forum Kentish Town: tre musicisti storici della band, una fila di ospiti e un disco del 1986 che ha cambiato tutto
Copertina dell'album — dal sito Apple Music
C'è un modo elegante di ricordare qualcuno che non c'è più, e sabato sera a Londra lo hanno trovato. Come riporta NME, il 5 settembre l'O2 Forum Kentish Town ha ospitato una serata per i quarant'anni di The Colour Of Spring e per la memoria di Mark Hollis, la voce dei Talk Talk, morto nel 2019 a sessantaquattro anni.
A tenere insieme la serata c'erano tre musicisti che quella storia l'hanno attraversata davvero: Simon Brenner, tastierista della formazione originale, insieme a Phil Ramocon e Ian Curnow. Al posto di Hollis, a turno, una fila di ospiti: Mark Gardener dei Ride su Living In Another World e The Rainbow, Ed Harcourt su I Believe In You e sulla title track, Fyfe Dangerfield dei Guillemots su Time It's Time, Sophie Barker degli Zero 7 su quattro brani fra cui It's My Life, e Olly Knights su Give It Up. Ad aprire, quattro canzoni di Tim Eisenburg dei Sweet Billy Pilgrim.
La scaletta, a guardarla bene, racconta da sola perché quella band conta ancora. Si va da It's My Life del 1984 — l'inno synth-pop che il mondo conosce, spesso senza sapere di chi sia — fino a Give It Up, che sta su Laughing Stock del 1991, il disco con cui i Talk Talk hanno smesso di essere una band pop e sono diventati la pietra di fondazione di tutto ciò che poi avremmo chiamato post-rock.
In mezzo, esattamente in mezzo, c'è The Colour Of Spring. Uscito nel 1986, è il disco della svolta: quello in cui Hollis comincia a togliere invece di aggiungere, lascia entrare il silenzio fra le note e porta dentro fiati, organo e improvvisazione. La EMI se lo ritrovò in classifica quasi per sbaglio, e gli concesse il budget con cui due anni dopo sarebbe nato Spirit Of Eden: un album così poco commerciale che l'etichetta finì per fare causa alla propria band.
Hollis, dopo un unico disco solista nel 1998, scelse semplicemente di smettere. Diceva che prima di suonare due note bisogna imparare a suonarne una, e che a volte non bisogna suonarne nessuna. Sabato sera, in quel teatro di Kentish Town, la nota mancante era la sua.