Patti Smith in udienza da Papa Leone XIV: quaranta minuti nel Palazzo Apostolico

Patti Smith e Papa Leone XIV, quaranta minuti nel Palazzo Apostolico

Patti Smith

La sacerdotessa del punk e il Papa venuto da Chicago si sono seduti uno di fronte all'altra per quaranta minuti. È successo venerdì 31 luglio 2026 nel Palazzo Apostolico: udienza privata, niente telecamere, nessun comunicato ufficiale. Poi Patti Smith ha pubblicato una foto su Instagram con una riga sola: «Un momento che produrrà un sorriso per sempre».

A raccontare il resto è stato padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l'Educazione e amico di lunga data della cantante, che l'ha accompagnata in udienza. Su X ha scritto che «si è accesa una scintilla», fra momenti leggeri e «un profondo senso di commozione e di missione condivisa in questo mondo difficile» — come riportano Rolling Stone e NME.

Non è la prima volta che Patti Smith attraversa quel colonnato. Nel dicembre 2014 aveva cantato al Concerto di Natale in Vaticano su invito di Papa Francesco: una scelta che allora fece storcere il naso a chi la ricordava aprire Gloria, nel 1975, con quel verso incendiario sul peccato che non le apparteneva. Alla morte di Francesco, nell'aprile 2025, gli dedicò una poesia. Cattolica non lo è mai stata, e non ha mai finto di esserlo: dice di andarci per le persone, non per l'istituzione.

Con Leone XIV c'è anche una coincidenza anagrafica che sembra scritta apposta: sono entrambi americani, entrambi nati a Chicago. Due figli della stessa città — uno è diventato Papa, l'altra è diventata Patti Smith.

Nel Calendario del Rock Patti Smith resta la donna che il 10 novembre 1975 fece uscire Horses e cambiò per sempre l'idea di cosa potesse essere una rockstar. Cinquantun anni dopo, è ancora capace di finire in prima pagina senza cantare una nota.

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