«Non è una cosa per cui troveranno una cura»: Stephen Morris e la malattia che lo tiene fuori dai New Order

Il batterista che ha inventato il suono di «Blue Monday» non sa se tornerà

Stephen Morris alla batteria con i New Order

Stephen Morris alla batteria con i New Order, 2012: dal 1977 è lui il metronomo di Joy Division e New Order.
Foto di proprietà di Katie (dizrythmia) (CC BY-SA 2.0) — dal sito Wikimedia Commons.

A giugno era arrivato il comunicato: Stephen Morris e Gillian Gilbert si sarebbero fermati dai concerti «per il prevedibile futuro», per motivi di salute. Adesso, in un'intervista a Rolling Stone ripresa da Consequence, Morris ha aggiunto le poche parole che servivano a capire quanto la faccenda sia grave.

«È abbastanza seria», ha detto. E poi la frase che pesa: «Non è una cosa per cui qualcuno se ne uscirà con una cura». Di che malattia si tratti non l'ha voluto dire — «non voglio davvero soffermarmi su cosa sia questa malattia» — e la richiesta va rispettata così com'è. Il vincolo pratico invece l'ha spiegato: non può stare fuori dal Regno Unito per periodi lunghi. Che per un batterista di una band che vive di tour internazionali significa una cosa sola. I New Order hanno date in Sud America da novembre: lui e Gilbert, sua moglie e compagna di tastiere, non ci saranno.

Vale la pena ricordare chi è. Stephen Morris entrò nei Joy Division nel 1977 rispondendo a un annuncio, ed è l'unico musicista ad aver attraversato per intero le due vite della band: prima e dopo la morte di Ian Curtis. Quel modo di suonare mezzo umano e mezzo macchina — la batteria elettronica dentro il groove, il tempo che non cede mai — è il motivo per cui «Blue Monday» suona ancora oggi come se fosse uscita domani. I New Order senza di lui possono andare avanti. Ma non è la stessa cosa, e lo sanno tutti.


Fonti: Consequence, 9 settembre 2026, che riprende l'intervista di Stephen Morris a Rolling Stone. Le dichiarazioni sono citate dall'intervista; l'annuncio dello stop dai tour risale al giugno 2026.
Foto: di proprietà di Katie (dizrythmia) (CC BY-SA 2.0) — dal sito Wikimedia Commons.

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