Neurosis di nuovo sul palco dopo sette anni: il debutto dal vivo di Aaron Turner
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East Glacier, Montana: sette anni di silenzio finiscono in un muro di suono

Ci sono ritorni che si annunciano con mesi di campagna promozionale, e ci sono i Neurosis. Sabato 25 luglio, sul palco del festival Fire in the Mountains a East Glacier, in Montana, la band di Oakland è tornata a suonare dal vivo per la prima volta dal 2019. Sette anni.
La novità più pesante riguarda chi c'era davanti al microfono: Aaron Turner, la mente degli Isis, oggi anche in Sumac e Old Man Gloom, alla voce e alla chitarra. Come riporta Consequence, Turner ha suonato «come se fosse nella band da anni», con un'intesa che il disco aveva già lasciato intuire. Ed è una specie di poesia circolare: gli Isis erano nati anche grazie a quello che i Neurosis avevano inventato, e ora l'allievo tiene in piedi la casa del maestro.
Il posto è quello che fu di Scott Kelly, co-fondatore, dal quale il gruppo si separò nel 2019 e che nel 2022 ammise pubblicamente anni di abusi in famiglia. Steve Von Till, Dave Edwardson, Jason Roeder e Noah Landis hanno scelto di andare avanti.
La scaletta ha attinto molto da An Undying Love for a Burning World, il dodicesimo album uscito a sorpresa il 20 marzo di quest'anno per Neurot Recordings dopo un decennio di silenzio discografico, ma senza rinunciare al passato: Enemy of the Sun, Times of Grace, A Sun That Never Sets, Given to the Rising. Si è aperto con We Are Torn Wide Open e si è chiuso con Untethered.
Altre tre date sono già in calendario entro fine 2026. Il rito, evidentemente, non era finito.