Neil Peart torna sullo schermo: No One's Disciple in onda il 23 settembre
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Sei anni dopo, qualcuno prova finalmente a raccontarlo
C'è un modo giusto e un modo sbagliato di parlare di Neil Peart, e la CBC sembra aver scelto quello giusto: non un santino, ma un ritratto. Il 5 agosto l'emittente canadese ha annunciato il proprio palinsesto autunnale, e dentro c'è «Neil Peart: No One's Disciple», documentario in onda il 23 settembre nella serie The Passionate Eye. La notizia è stata rilanciata da Blabbermouth e da Rolling Stone.
Dietro la macchina da presa ci sono Sam Dunn e Scot McFadyen della Banger Films: gli stessi di Rush: Beyond the Lighted Stage, il che è una garanzia sul fatto che nessuno tratterà il progressive rock come una stranezza da spiegare ai profani. Fuori dal Canada la distribuzione è di Republic Pictures.
La parte che farà tremare le gambe agli appassionati è però un'altra. Il film non si limita agli archivi rari e alle testimonianze: mette Geddy Lee e Alex Lifeson di nuovo sul palco a suonare i classici dei Rush, con una fila di batteristi chiamati a sedersi su quello sgabello. Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, Stewart Copeland dei Police, Danny Carey dei Tool e la tedesca Anika Nilles. Chiunque abbia provato a smontare anche solo l'intro di Tom Sawyer sa che non è un omaggio: è una prova d'esame.
Lee, nel materiale diffuso, torna anche sulla scelta di tenere segreta la malattia dell'amico: una lealtà pagata a caro prezzo, ma mai rinnegata. Peart se n'è andato il 7 gennaio 2020, tre anni e mezzo dopo la diagnosi di glioblastoma, e quella data è ormai una delle più pesanti del nostro Calendario del Rock.