Neil Peart torna sul grande schermo: No One's Disciple in prima mondiale a Toronto

Toronto si toglie il cappello davanti al Professore

I Rush negli anni Settanta, con Neil Peart alla batteria

Ci sono batteristi che si ricordano, e poi c'è Neil Peart. Il 16 settembre 2026 il Toronto International Film Festival ospiterà la prima mondiale di Neil Peart: No One's Disciple, novantasei minuti dedicati all'uomo che ha tenuto il tempo e scritto le parole dei Rush per quarant'anni. Come riporta Blabbermouth, seguiranno una proiezione aperta al pubblico il 19 settembre e il passaggio televisivo sulla CBC il 23.

Dietro la macchina da presa ci sono Scot McFadyen e Sam Dunn, gli stessi che nel 2010 avevano già raccontato la band in Beyond the Lighted Stage: gente che il metal e il progressive li conosce da dentro, non da turista. Il film riparte dall'inizio più scomodo, quello del ragazzo di St. Catharines che a Londra non sfondava e tornava a casa a vendere trattori nel negozio del padre, e arriva fino alla leggenda.

Davanti alla telecamera ci sono Geddy Lee e Alex Lifeson. Ma il colpo di teatro sta altrove: le esecuzioni dal vivo dei classici dei Rush sono affidate a una processione di batteristi che si siedono, uno alla volta, su quello sgabello impossibile. Stewart Copeland dei Police, Danny Carey dei Tool, Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, Gavin Harrison. Nessuno per sostituirlo: tutti per misurare quanto era grande il vuoto.

Peart se n'è andato il 7 gennaio 2020 a Santa Monica, a 67 anni, dopo tre anni di glioblastoma vissuti lontano dai riflettori, come aveva sempre fatto tutto. Una data che nel nostro Calendario del Rock pesa ancora come un macigno.

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