«Non potevamo cavarcela con un R.I.P.»: Brann Dailor e il capitolo su Brent Hinds

Il batterista racconta perché nel documentario «The Mastodon In The Room» la band ha deciso di parlare apertamente della morte di Brent Hinds: «Ero indeciso. Ma non potevamo cavarcela con un R.I.P.»

I Mastodon dal vivo a Vienna nel 2008

Foto di proprietà di Christoph Maier · dal sito Wikimedia Commons (cc by-sa 3.0)

Il 2025 dei Mastodon è stato l'anno peggiore della loro storia. A marzo la separazione da Brent Hinds, chitarrista e voce fin dal principio, consumata a mezzo comunicato e strascichi velenosi. Cinque mesi dopo, ad agosto, la notizia che nessuno era pronto a ricevere: Hinds era morto in un incidente in motocicletta.

A luglio la band ha pubblicato The Mastodon In The Room, trentacinque minuti in cui Brann Dailor, Troy Sanders e Bill Kelliher si guardano addosso venticinque anni di filmati d'archivio e commentano. Compreso il capitolo che avrebbero potuto saltare. Adesso, come riporta Blabbermouth, Dailor spiega quanto sia stato difficile decidere di non saltarlo: era combattuto, dice, perché si trattava di roba «piuttosto personale», e soprattutto perché Brent non è più qui a difendersi.

Ha vinto l'idea che il silenzio avrebbe fatto più danni. Dopo mesi di titoli, illazioni e ricostruzioni di seconda mano, limitarsi a un «R.I.P., Brent, ti vogliamo bene» sarebbe suonato come una porta chiusa in faccia a chi li ascolta da vent'anni. Così hanno raccontato la loro versione — senza infierire, dice Dailor, e senza spargere pettegolezzi su di lui.

Il documentario è uscito poco più di un mese prima di Marrow Deep, il primo album dei Mastodon senza Hinds, arrivato ad agosto. Difficile non leggerlo per quello che è: il modo in cui tre uomini hanno dovuto imparare a nominare un amico al passato prima di poter tornare a suonare.

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