La famiglia di Mani ferma i tributi non autorizzati: «Sfruttare la sua identità è irrispettoso»
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La famiglia di Mani chiede di fermare i tributi non autorizzati
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Quando se ne va un musicista amato da una città intera, il confine tra l'omaggio e lo sfruttamento diventa sottilissimo. La famiglia di Gary «Mani» Mounfield ha deciso di tracciarlo a chiare lettere.
Come riporta Far Out Magazine, i familiari del bassista degli Stone Roses hanno diffuso una dichiarazione durissima contro la sequenza di serate-tributo organizzate senza il loro consenso. «Sono passati meno di nove mesi da quando abbiamo perso Mani», si legge nel comunicato: la famiglia è «ancora in pieno lutto» e i figli «stanno facendo del loro meglio per imparare a vivere senza il loro papà». Vedere «la sua identità sfruttata per riempire i locali», senza che nessuno abbia mai chiesto il permesso ai ragazzi, è «incredibilmente doloroso e irrispettoso».
Il caso era già esploso questa estate attorno a un evento al Diecast di Manchester, contestato dai Mounfield e poi apparentemente «risolto»; nei giorni scorsi il Manchester Evening News ha rivelato che gli stessi organizzatori stavano già preparando un'edizione 2027. Da qui l'appello: promoter, locali e organizzatori smettano di usare nome, immagine e somiglianza di Mani senza autorizzazione. Eventi ufficiali ci saranno, promette la famiglia, ma «quando sarà il momento giusto» e organizzati dai suoi figli.
Mani è morto nel sonno il 20 novembre 2025 nella sua casa di Heaton Moor, a 63 anni, per problemi respiratori legati all'enfisema di cui soffriva da tempo. Era il basso di The Stone Roses e poi dei Primal Scream: mezza Manchester gli deve il proprio groove. Lo scorso maggio a Failsworth, dove era cresciuto, gli è stato dedicato un murale permanente.
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