Judas Priest aprono il «Faithkeepers»: «The Ripper» torna in scaletta dopo sette anni

Sette anni dopo, i Judas Priest riaprono il cassetto degli anni Settanta

Judas Priest dal vivo

Il 25 luglio, sul palco dello SparkassenPark di Mönchengladbach, i Judas Priest hanno aperto il tour europeo Faithkeepers davanti al pubblico del BOBfest. Diciassette brani, e due nomi in scaletta che i fan inseguivano da anni.

Come riporta Blabbermouth, sono rientrate «The Ripper» e «Delivering the Goods»: la band non le suonava dal 21 marzo 2019. Sette anni di attesa per due schegge del Priest più affilato, quello che indossava il cuoio prima che il cuoio diventasse un'uniforme.

Vale la pena ricordare da dove vengono. «The Ripper» sta su Sad Wings of Destiny (1976): due minuti e mezzo di melodramma vittoriano in cui Rob Halford mette in mostra per la prima volta l'intera estensione della sua voce. «Delivering the Goods» apre invece Killing Machine (1978), il disco in cui i Judas Priest smettono di essere un gruppo hard-blues di Birmingham e diventano l'immagine stessa dell'heavy metal.

Il resto della serata è stato il canone: «Metal Gods», «Breaking the Law», «You've Got Another Thing Comin'», «Desert Plains», «Halls of Valhalla» e il materiale recente di Invincible Shield. Nel bis, «The Hellion / Electric Eye», «Hell Bent for Leather» e «Living After Midnight».

Invincible Shield, uscito nel 2024, è il diciannovesimo album in studio della band: numero 2 in Gran Bretagna e numero 18 nella Billboard 200. Cifre che nel 1976, a un gruppo che cantava di squartatori, nessuno avrebbe pronosticato.

Cinquant'anni dopo, i sacerdoti del metal sono ancora in servizio.

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