Journey, l'ultima sera a San Francisco: Cain lascia la porta aperta a una reunion
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Journey, l'ultima sera a San Francisco: Cain lascia la porta aperta a una reunion
Cento concerti, e poi si chiude. Il Final Frontier tour dei Journey finirà il 28 novembre 2026 al Chase Center di San Francisco: la stessa città in cui la band è nata più di cinquant'anni fa, quando era una costola dei Santana e nessuno immaginava Don't Stop Believin'.
A parlarne è stato Jonathan Cain, il tastierista entrato nel 1980 e coautore di metà delle canzoni che tutti conoscono. In un'intervista all'Independent, ripresa da Ultimate Classic Rock, ha detto che chiudere lì «sarà senz'altro giusto», e poi ha aggiunto la frase che ha fatto partire tutto: «Chi lo sa chi si presenterà? Non lo so. Potrebbe esserci una specie di reunion, lo spero».
Il nome che tutti hanno in testa è uno solo: Steve Perry, la voce degli anni d'oro, fuori dal gruppo dal 1998. Cain ha raccontato che l'invito a salire su una delle date c'è stato davvero. Perry, però, ha già smentito pubblicamente le voci su un suo ritorno — come ha fatto ogni volta, per quasi trent'anni.
C'è un dettaglio che rende la serata più pesante di un semplice fine tour: Cain lascia i Journey. Dopo quarantasei anni, il tastierista che ha scritto Faithfully pensando alla vita in pullman e che ha portato in sala l'accordo iniziale di Don't Stop Believin' scende dal palco. E se Perry non arriva, quella del 28 novembre resta comunque l'ultima volta che il pubblico di San Francisco vedrà quella formazione.
Il rock è pieno di reunion promesse e mai avvenute. Questa, per adesso, è solo una speranza detta ad alta voce da chi se ne sta andando.