«Venite al concerto e ditemi quanti bot vedete»: i Geese rispondono all'accusa di essere una montatura
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Wired li accusa di essere una montatura, Cameron Winter ammette: «Ci abbiamo creduto anche noi»
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Cameron Winter dei Geese dal vivo a Boston: «All'inizio faceva davvero paura».
Foto di proprietà di Lygonstreet (CC BY-SA 4.0) — dal sito Wikimedia Commons.
Che i Geese siano la band del momento è un fatto: in un anno sono passati dai club ai festival, fino a prendersi da headliner a sorpresa l'End of the Road. Che il momento se lo siano comprato è invece l'accusa, ed è arrivata da Wired con un titolo che non lascia spazio a interpretazioni: il clamore intorno ai Geese era davvero uno psyop.
Il bersaglio è un'agenzia di marketing, la Chaotic Good, sospettata di aver gonfiato l'interesse con quella che in gergo si chiama «trend simulation»: account finti, entusiasmo fabbricato, algoritmi spinti a mano. Il dettaglio più bello della storia, come riportano Stereogum e Consequence, è che per un momento ci hanno creduto anche loro.
In un'intervista a Rolling Stone, Cameron Winter ha raccontato lo spavento: «All'inizio faceva davvero paura. Non sembrava una bella cosa». E ancora, con una scrollata di spalle: «Erano probabilmente robot o roba del genere». Quando la storia è esplosa, la reazione della band è stata quella di chiunque scopra di essere forse finto: «Sembrava una spiegazione ragionevole. Ci siamo detti: oddio, è tutto falso».
Poi hanno chiesto al loro staff, e la verità era molto più noiosa. «Non erano commenti, né fan finti, né bot», ha chiarito Winter: erano «post TikTok fatti male, usati per spingere l'algoritmo». Il suo giudizio estetico è definitivo — «erano proprio scadenti» — e la lezione che ne ha tratto è la frase più sincera dell'intera vicenda: «Abbiamo imparato che dovremmo presentarci alle riunioni su Zoom in cui si decide come pubblicizzare il nostro disco».
Al bassista Dominic DiGesu la pazienza è finita prima: «Venite al concerto, dai. Venite al concerto e ditemi quanti bot vedete». E poi la chiosa che vale per qualunque band accusata di essere una montatura: «Sono contento che la gente abbia un'opinione sulle nostre cose. Almeno non siamo noiosi e mediocri».
Fonti: Wired, Stereogum e Consequence, 10 settembre 2026, sulla base dell'intervista dei Geese a Rolling Stone. Le citazioni sono tradotte dall'originale in inglese.
Foto: di proprietà di Lygonstreet (CC BY-SA 4.0) — dal sito Wikimedia Commons.